Archivio Mensile: febbraio 2016

Lettera alle Autorità di 300 MEDICI dell’Ospedale SAN BORTOLO di Vicenza per il PROBLEMA ASSICURATIVO

Clicca sul seguente link per leggere la lettera inviata il 21 dicembre 2015 alle Autorità da parte di 300 MEDICI dell’OSPEDALE SAN BORTOLO di VICENZA sulla questione del PROBLEMA ASSICURATIVO: LETTERA MEDICI ULSS6 VICENZA (21-12-2015)

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24 febbraio 2016

intervista a Gelli e Aceti (fonte: Bianco e Nero del 23/02/2016)

biancoeneroraiNuove norme sulla responsabilità di medici e infermieri potrebbero essere approvate a breve. Obbligo di assicurazione per tutte le strutture, pubbliche e private, e per il personale sanitario che risponderebbe di omicidio e lesioni colpose solo in caso di colpa grave. Affrontiamo il tema con il relatore Federico Gelli (Pd) e Tonino Aceti (coordinatore Cittadinanza Attiva) – Fonte: Bianco e Nero,  RadioRai – 23/02/2016 
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PETIZIONE: Non costringeteci ad appendere il bisturi al chiodo

Nelle ultime settimane abbiamo assistito al dibattito sulla riorganizzazione della spesa sanitaria. La medicina difensiva è valutata intorno ai 10 miliardi di euro (0,75% del PIL secondo la commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari). Per aspirare ad avere un Sistema Sanitario Nazionale di qualità basato sulla corretta pratica medica bisogna fornire ai medici il giusto sostegno, in termini di organizzazione e di tutela legislativo-legale. Non si chiede un salva condotti agli errori, la negligenza dovrà sempre essere perseguita, indagata, accertata e condannata. Ma non è più possibile vivere e lavorare all’interno di questo sistema che ci lascia sempre più soli. Ieri è stata pubblicata dal quotidianosanita.it ( http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=30354 ), una lettera aperta al Direttore, firmata dalla Dott.ssa Mirka Cocconcelli, dove viene analizzata l’attuale situazione nazionale e sono presenti 8 proposte.   Chiediamo al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e a tutto il Parlamento Italiano di fornire risposte adeguate alle nostre richieste. Per cambiare davvero e migliorare, c’è bisogno di un lavoro di squadra, noi continueremo a fare la nostra parte ma abbiamo bisogno di aiuto.

Clicca  sul link qui  di seguito per firmare la petizione: Non costringeteci ad appendere il bisturi al chiodo (Luca Rosato, Roma)

 

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PETIZIONE: Il Servizio notturno in reperibilità interrompe ed azzera il riposo già fruito

Numerosi Assessorati Regionali alla Sanità (Lombardia, Veneto, Puglie, Sardegna, etc.) hanno fornito un’interpretazione delle Norme Europee sulla salute dei Lavoratori in antitesi con lo spirito della Legge; hanno deliberato che il lavoro notturno svolto da un medico in regime di reperibilità “sospende” il riposo, ma “non lo interrompe”. Da questa interpretazione discende la conclusione che, poche ore dopo – nella stessa mattina della notte lavorata -, il medico può essere costretto a ripresentarsi al lavoro in contrasto assoluto con il concetto di “adeguato riposo” che le norme europee e nazionali (66/2003) vorrebbero e dovrebbero tutelare. Tutti i Medici Ospedaliri Italiani sono invitati a firmare questa petizione per segnalare al Ministro Lorenzin questa interpretazione aberrante.

Clicca il link qui di seguito per firmare la petizione: Il Servizio notturno in reperibilità interrompe ed azzera il riposo già fruito (Coas Medici Dirigenti Ospedalieri)

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Comunicato stampa interrogazione medici ulss6 con Berlato

COMUNICATO STAMPA

Il Consigliere regionale (FdI – An – Mcr), tramite una interrogazione alla Giunta e all’Assessore alla Sanità, accoglie l’appello dei 300 medici dell’Ulss6 fortemente preoccupati per le modifiche apportate alla modifica della copertura assicurativa Responsabilità Civile Professionale Medica.

Venezia, lì 18 FEBBRAIO 2016.
Dopo aver letto la lettera con la quale i 300 medici dell’Ulss 6 di Vicenza manifestavano la loro grande preoccupazione per l’annunciata modifica della copertura assicurativa Responsabilità Civile Professionale Medica a partire dal 1° gennaio 2016 – dichiara il Consigliere regionale Sergio Berlato, capogruppo di Fratelli d’Italia-AN-MCR – ho voluto incontrare una rappresentanza dei camici bianchi in attività al San Bortolo per approfondire meglio la questione e per farmi portavoce nelle sedi opportune delle loro istanze. La questione tecnicamente riguarda una modifica normativa sulla stipula dei premi assicurativi in capo ai medici che parrebbe contrastare i dettami del contratto nazionale collettivo di lavoro – precisa il Consigliere Berlato. Nel caso specifico del Veneto – continua il Consigliere Berlato – con DGR 573 del 2011 e a seguire con DGR 567 del 2015 si è adottato il modello regionale di autoritenzione del rischio per la responsabilità civile verso terzi a far data dal 1 gennaio 2016 per quelle Aziende Sanitarie i cui contratti assicurativi scadevano il 31 dicembre 2015 e di conseguenza anche per le altre Aziende alla scadenza dei relativi contratti. La Giunta regionale ha delineato una nuova modalità di gestione, affidata alle Aziende del SSR, degli eventi di danno in ambito sanitario, prevedendo il trasferimento al mercato assicurativo per i danni eccedenti l’importo di 500 mila euro. I medici fanno notare come la sottoscrizione delle nuove polizze assicurative da parte delle Aziende del SSR non preveda più la copertura in estensione per il caso di colpa grave e tutela legale, prima invece previste, e che le polizze da loro reperibili sul mercato, spesso a premi eccessivi rispetto ai salari, non garantiscono nemmeno un’adeguata e stabile copertura. A questo si aggiunge – sottolinea il Consigliere Berlato – che al Senato è in discussone il DDL “Gelli” il quale prevederebbe che ciascun esercente la professione sanitaria operante a qualunque titolo in aziende del servizio sanitario nazionale debba provvedere alla stipula con oneri a proprio carico di un’adeguata polizza di assicurazione. I medici fanno notare – conclude Berlato – che tali polizze assicurative a copertura completa primo rischio sono concretamente irreperibili sul mercato o inaccessibili per l’entità dei premi e per le clausole contrattuali che impongono.

Ufficio stampa Sergio Berlato
Presidente Terza Commissione consiliare
Coordinatore per il Veneto di Fratelli d’Italia – AN

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D.P.R. del 16 aprile 2013, n. 62 – Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici (Pubbl. G.U. n.129 del 4 giugno 2013)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 aprile 2013, n. 62

Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell’articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Pubbl. G.U. n.129 del 4 giugno 2013)

Fonte: Guritel

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Sindacato Medici Italiani – Considerazioni a margine degli effetti derivanti dall’applicazione della legge 30 ottobre 2014, n. 161

Considerazioni e linee operative per i dirigenti sindacali rappresentanti in sede Regionale e Aziendale, a margine degli effetti derivanti dall’applicazione della Legge 30 ottobre 2014, n. 161, esecutivi con decorrenza 25 novembre 2015

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delibera regionale 2015 autoassicurazione

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delibera regionale 2011 per autoassicurazione

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Art 21 CCNL medici

Art. 21

Copertura assicurativa

  1. Le aziende garantiscono una adeguata copertura assicurativa della responsabilità civile di tutti i dirigenti della presente area, ivi comprese le spese di giudizio ai sensi dell’art. 25 del CCNL dell’ 8 giugno 2000 per le eventuali conseguenze derivanti da azioni giudiziarie dei terzi, relativamente alla loro attività, ivi compresa la libera professione intramuraria, senza diritto di rivalsa, salvo le ipotesi di dolo o colpa grave.
  2. Le aziende ed enti provvedono alla copertura degli oneri di cui al comma 1 con le risorse destinate a tal fine nei bilanci, incrementate con la trattenuta di misura pro-capite da un minimo di € 26,00 mensili (già previsti dall’art. 24, comma 3 del CCNL dell’8 giugno 2000) ad un massimo di € 50,00, posta a carico di ciascun dirigente per la copertura di ulteriori rischi non coperti dalla polizza generale. La trattenuta decorre dall’entrata in vigore della polizza con la quale viene estesa al dirigente la copertura assicurativa citata.
  3. Le aziende ed enti informano i soggetti di cui all’art. 10 del CCNL 8 giugno 2000 di quanto stabilito ai sensi del comma 2.
  4. Sono fatte salve eventuali iniziative regionali per la copertura assicurativa attuate anche sulla base delle risultanze della Commissione istituita ai sensi dell’ex art. 24 del CCNL 8 giugno 2000.
  5. Le aziende attivano sistemi e strutture per la gestione dei rischi, anche tramite sistemi di valutazione e certificazione della qualità, volti a fornire strumenti organizzativi e tecnici adeguati per una corretta valutazione delle modalità di lavoro da parte dei professionisti nell’ottica di diminuire le potenzialità di errore e, quindi, di responsabilità professionale nonché di ridurre la complessiva sinistrosità delle strutture sanitarie, consentendo anche un più agevole confronto con il mercato assicurativo. Al fine di favorire tali processi le aziende ed enti informano le organizzazioni sindacali di cui all’art. 9 del CCNL dell’8 giugno 2000.
  6. Sono disapplicati i commi da 1 a 4 dell’art. 24 del CCNL 8 giugno 2000.

NOTA ESPLICATIVA DELL’ART. 21
Le parti, a titolo di interpretazione autentica, chiariscono che l’espressione “ulteriori rischi” del comma 2 può significare tanto la copertura da parte del dirigente – mediante gli oneri a suo carico – di ulteriori rischi professionali derivanti dalla specifica attività svolta quanto la copertura dal rischio dell’azione di rivalsa da parte dell’azienda o ente in caso di accertamento di responsabilità per colpa grave.

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Art. 3 Legge Balduzzi

Art. 3
Responsabilità professionale dell’esercente le professioni sanitarie

  1. Fermo restando il disposto dell’articolo 2236 del codice civile, nell’accertamento della colpa lieve nell’attività dell’esercente le professioni sanitarie il giudice, ai sensi dell’articolo 1176 del codice civile, tiene conto in particolare dell’osservanza, nel caso concreto, delle linee guida e delle buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica nazionale e internazionale.
  2. Con decreto del Presidente della Repubblica, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro della salute, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze, sentite l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (ANIA), le Federazioni nazionali degli ordini e dei collegi delle professioni sanitarie e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative delle categorie professionali interessate, anche in attuazione dell’articolo 3, comma 5, lettera e), del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, al fine di agevolare l’accesso alla copertura assicurativa agli esercenti le professioni sanitarie, sono disciplinati le procedure e i requisiti minimi e uniformi per l’idoneità dei relativi contratti, in conformità ai seguenti criteri:
    1. determinare i casi nei quali, sulla base di definite categorie di rischio professionale, prevedere l’obbligo, in capo ad un fondo appositamente costituito, di garantire idonea copertura assicurativa agli esercenti le professioni sanitarie. Il fondo viene finanziato dal contributo dei professionisti che ne facciano espressa richiesta e da un ulteriore contributo a carico delle imprese autorizzate all’esercizio dell’assicurazione per danni derivanti dall’attività medico-professionale, determinato in misura percentuale ai premi incassati nel precedente esercizio, comunque non superiore al 4 per cento del premio stesso, con provvedimento adottato dal Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della salute e il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le Federazioni nazionali degli ordini e dei collegi delle professioni sanitarie;
    2. determinare il soggetto gestore del Fondo di cui alla lettera a)  e le sue competenze senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica;
    3. prevedere che i contratti di assicurazione debbano essere stipulati anche in base a condizioni che dispongano alla scadenza la variazione in aumento o in diminuzione del premio in relazione al verificarsi o meno di sinistri e subordinare comunque la disdetta della polizza alla reiterazione di una condotta colposa da parte del sanitario.
  3. Il danno biologico conseguente all’attività dell’esercente della professione sanitaria è risarcito sulla base delle tabelle di cui agli articoli 138 e 139 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, eventualmente integrate con la procedura di cui al comma 1 del predetto articolo 138 e sulla base dei criteri di cui ai citati articoli, per tener conto delle fattispecie da esse non previste, afferenti all’attività di cui al presente articolo.
  4. Per i contenuti e le procedure inerenti ai contratti assicurativi per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale resa nell’ambito del Servizio sanitario nazionale o in rapporto di convenzione, il decreto di cui al comma 2 viene adottato sentita altresì la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Resta comunque esclusa a carico degli enti del Servizio sanitario nazionale ogni copertura assicurativa della responsabilità civile ulteriore rispetto a quella prevista, per il relativo personale, dalla normativa contrattuale vigente.
  5. Gli albi dei consulenti tecnici d’ufficio di cui all’articolo 13 del regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368, recante disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, devono essere aggiornati con cadenza almeno quinquennale, al fine di garantire, oltre a quella medico legale, una idonea e qualificata rappresentanza di esperti delle discipline specialistiche dell’area sanitaria, anche con il coinvolgimento delle società scientifiche.
  6. Dall’applicazione del presente articolo non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

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IRS Copertura Assicurativa Medici SSN regionale 17.2.2016

X LEGISLATURA – INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA – COPERTURA ASSICURATIVA PER I MEDICI DEL S.S.N. REGIONALE  presentata il 17 febbraio 2016 dal Consigliere Sergio Berlato

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AGENAS I° Report Nazionale Sinistri

Agenas pubblica il primo rapporto annuale sulle denunce dei sinistri in sanità, che analizza i dati della quasi totalità delle Regioni e Province Autonome (20/21). Il lavoro, realizzato dall’Osservatorio nazionale sinistri gestito da Agenas, rappresenta una tappa fondamentale nel percorso informativo e formativo avviato dall’Agenzia in collaborazione con il Ministero della Salute e il Comitato tecnico delle Regioni per la Sicurezza del Paziente.
Sono 21 gli indicatori sulla base dei quali sono stati organizzati ed elaborati i dati forniti dalle strutture sanitarie pubbliche per l’anno 2014. I risultati sono presentati in forma aggregata a livello nazionale e rendono in questo modo una prima fotografia del contesto di riferimento del nostro Paese. In Italia, ad esempio, il costo medio dei sinistri liquidati corrisponde a 52.368,95 Euro e la grande maggioranza dei sinistri denunciati, circa il 65,86%, riguarda casi di lesioni personali, mentre i decessi rappresentano il 12,88%. L’indice di sinistrosità regionale, che definisce la frequenza con cui si verificano gli errori in sanità denunciati, è pari a 20,94 su 10 mila casi (dimissioni).
Tra i dati più interessanti, la fascia d’età del presunto danneggiato a cui corrisponde il maggior numero di sinistri: il 21,29% delle pratiche interessa la popolazione compresa tra i 65 e gli 80 anni.
Tra le note dolenti il tempo impiegato mediamente in Italia per aprire una causa, 872,53 giorni, e per chiuderla, 542,45 giorni.
L’Osservatorio nazionale sinistri elabora i dati del Simes-ds, Sistema informativo per il monitoraggio degli errori in sanità del Ministero della Salute, che raccoglie e analizza le informazioni relative alle denunce dei sinistri trasmesse dalle strutture sanitarie pubbliche, tramite le Regioni e le P.A. Obiettivo dell’Osservatorio, istituito con Intesa Stato-Regioni del 2008 e Decreto Ministeriale del 2009 che lo assegnano come specifica funzione istituzionale ad Agenas, è quello di effettuare un monitoraggio costante delle denunce e di produrre per la prima volta dati attendibili a livello nazionale sulla sinistrosità delle strutture pubbliche.

Report disponibile al seguente link:  CLICCA QUI

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Responsabilità professionale: aziende e professionisti dipendenti, assicurazioni e rivalsa

14 Feb – Se il comma 1 dell’art. 10 venisse approvato in via definitiva confermando la clausola dell’ammissibilità di “altre analoghe misure”, senza definire quali siano queste analoghe misure, esso finirà con l’ammettere il principio che le aziende possano non essere assicurate. Quanto alle azioni di rivalsa, nel testo non si evince che, in caso di plurime richieste di rivalsa, il tetto previsto possa conformemente moltiplicarsi.  (Daniele Rodriguez e Anna Aprile, Professori di Medicina legale,Padova – Fonte: www.quotidianosanita.it).

Link all’articolo integrale: Responsabilità professionale: aziende e professionisti dipendenti, assicurazioni e rivalsa

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Responsabilità professionale: cui prodest l’azione di rivalsa di fronte al giudice ordinario?

 09 FEB – La novità apportata nel testo approvato dalla Camera che ha escluso la giurisdizione della Corte dei Conti pone sia questioni di legittimità costituzionale che pratiche. Come ovviare, soprattutto a queste ultime? Limitando l’area della franchigia e della rivalsa verso l’esercente la professione sanitaria e investendo le risorse utilizzate per la franchigia in un sistema assicurativo che renda i costi e sostenibili per bilanci che devono essere destinati in via prioritaria alla cura dei pazienti! (Tiziana Frittelli, Vice presidente Federsanità – Fonte: www.quotidianosanita.it ).

Link all’articolo completo: Responsabilità professionale: cui prodest l’azione di rivalsa di fronte al giudice ordinario?

 

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