Archivio Mensile: marzo 2016

Testimonianza di un collega cardiologo

PROFILI CRITICI DELLA CITAZIONE DIRETTA.

Sono un cardiologo che opera presso una struttura pubblica. Mi è sempre stato detto che come dipendente pubblico avrei risposto dei danni cagionati ai miei pazienti solo in caso di accertata mia colpa grave. Alla prova dei fatti questa affermazione si è rivelata inesatta. Mi è capitato infatti di essere citato direttamente da un paziente e condannato in solido con la mia Azienda a risarcire il danno. Preciso che sono stato condannato senza approfondire assolutamente se il grado della mia colpa aveva assunto il profilo di “grave”. In aggiunta in questi giorni sto rischiando di subire l’esecuzione della sentenza a seguito di un comportamento passivo della mia Azienda. Alla faccia della responsabilità limitata alla colpa grave!

Mi chiedo ora se  veramente il DDL Gelli, quando sarà legge, saprà tutelare gli operatori sanitari in coerenza con la nuova regola. Lei che ne pensa?

Personalmente mi sono sempre stupito ed anche rammaricato per quello che Lei sta evidenziando, ho infatti sempre valutato questo fatto una “stortura”. I giuristi semplicizzano chiarendo che il terzo interessato è estraneo al “patto tra Stato e pubblico dipendente” riguardo la limitazione della responsabilità alla colpa grave. Su questa base, aggiungono, è corretto il fatto che il medico risponda nei confronti del terzo ai sensi del codice civile, salvo poi l’applicazione di quanto previsto circa la colpa grave.

Spero ora che questo aspetto verrà chiarito in sede di stesura finale del DDL evitando auspicabilmente di ricorrere, come troppo spesso accade, al giudizio interpretativo.

 

Ennio Profeta – consulente SanitAssicura

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Medici di Obiettivo Ippocrate ricevuti al Senato: accolto il loro appello (fonte: il Gazzettino)

In pochi mesi sono riusciti a catturare l’attenzione delle massime istituzioni. L’associazione dei medici del San Bortolo, “Obiettivo Ippocrate“, viene ricevuta al Senato dalla commissione Igiene e Sanità, che sta esaminando i disegni di legge sulla responsabilità professionale del personale sanitario. Come noto i medici di Obiettivo Ippocrate, associazione presieduta da Massimiliano Zaramella, hanno sollevato il caso del problema assicurativo, con il rischio di restare scoperti e doversi arrangiare di fronte ai rischi del loro operare. In sostanza dal San Bortolo continuano ad arrivare messaggi sui rischi della professione, tra i tagli regionali e legislazioni non favorevoli.  “Possiamo anche appendere il bisturi al chiodo” dicono i sanitari spiegando che la sanità è a rischio. Nel video di Obiettivo Ippocrate c’è la rappresentazione della difficile situazione in cui si trova il medico oggi.

(Da Il Gazzettino, per vedere l’articolo clicca qui )

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Obiettivo Ippocrate in Senato a 30 giorni dalla nascita: un predestinato?

Quanto durano trenta giorni? Quanto valgono trenta giorni? Quanto si può fare in trenta giorni?
Credo che Obiettivo Ippocrate abbia dato un nuovo valore a queste domande e soprattutto ci abbia regalato nuove risposte, che vanno al di là della speranza, della programmazione e dell’immaginazione.
In un mese 300 iscritti, oltre 1700 visitatori sul sito web ufficiale, oltre 1500 contatti su facebook, una Interrogazione alla Giunta Regionale ed all’Assessore alla Sanità della regione Veneto, una convocazione alla V Commissione Consiliare “Servizi alla Popolazione” del Comune di Vicenza, una tavola rotonda sulla responsabilità professionale dell’esercente la professione sanitaria, nell’Aula Magna dell’Ospedale San Bortolo, che ha riunito tutti i sindacati medici, medici ospedalieri, medici di medicina di base, pediatri di base, ostetriche, infermieri, tecnici sanitari, con un’Aula Magna che presentava persone ad occupare persino i gradini e le entrate: esplosiva. E proprio lì, in tempo reale, in diretta, in corso dell’assemblea, il caso ci ha regalato la fatidica ciliegina sulla torta: la convocazione in Commissione Igiene e Sanità del Senato, un tripudio.
Dato che noi crediamo ai segni, prendiamo questo come la definitiva consacrazione di Obiettivo Ippocrate alla buona sorte. Sudata, sofferta, combattuta ma decisamente meritata!
Permettetemi di dedicare tutto questo a due tipi di persone, quelle che all’inizio, alle prime nostre parole, azioni, documenti, ci diceva: così stanno le cose, queste sono le regole, le leggi non si possono cambiare, dove volete andare?
Ma soprattutto lasciatemi dedicare tutto questo e tutto quello che ancora sarà a venire, a quelli che ho visto commuoversi alla proiezione del nostro video ad aprire la tavola rotonda al San Bortolo, ed a quelli a cui scendevano le lacrime alla notizia della audizione in Senato, le hanno asciugate rapidamente ma io, e con me altri, le abbiamo viste benissimo.

Grazie,

Massimiliano Zaramella

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SOS assicurazioni – i medici a Roma “Sanità a rischio” (fonte: Il Giornale di Vicenza)

SOS assicurazioni - medici a Roma "Sanità a rischio"

LA NEONATA ASSOCIAZIONE “OBIETTIVO IPPOCRATE” SARA’ ASCOLTATA AL SENATO: “LEGGE DA CORREGGERE, SOLTANTO UN’ADEGUATA TUTELA PROFESSIONALE GARANTISCE LE CURE”.

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Convocazione di Obiettivo Ippocrate al Senato della Repubblica

Convocazione Senato Obiettivo Ippocrate

 

 

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incontro “Responsabilità professionale dell’esercente la professione sanitaria”

Locandina 17-3-2016

GIOVEDI 17 MARZO dalle ore 11 alle 13.30

AULA MAGNA SCUOLA INFERMIERI – Vicenza

 

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Sospeso lo sciopero dei medici del 17-18 marzo.
Rimaniamo solo noi? Il nostro grido nel silenzio generale!

Sospeso lo sciopero dei medici del 17-18 marzo
Rimaniamo solo noi?
Il nostro grido nel silenzio generale!

La nascita di “Obiettivo Ippocrate” parte dalla considerazione che la priorità, per la nostra professione, è affrontare in modo corretto e risolutivo la questione della responsabilità professionale dell’esercente la professione sanitaria, in quanto senza una chiara, univoca ed equa soluzione a questa criticità, ovvero senza una congrua tutela, nessun medico potrà lavorare serenamente e, di conseguenza, nessun paziente avrai mai la garanzia che ci si possa giocare per lui qualsiasi carta utilizzabile, per garantirgli il massimo delle possibilità anche in situazioni difficili, uniche, di grigio.
Il comune buon senso ci ha inoltre suggerito che, se vuoi perseguirlo nel migliore dei modi e con ogni mezzo, l’obiettivo deve essere unico, è impossibile fare nel migliore dei modi più cose insieme. Nel nostro statuto abbiamo inserito pertanto un unico obiettivo guida: “…… perseguire la piena realizzazione di tutte le condizioni che possano garantire il libero, sereno e responsabile esercizio della professione medico chirurgica, nonché di promuovere e di proporre soluzioni alle problematiche degli associati concernenti in particolare la responsabilità professionale in campo medico e la relativa copertura assicurativa ……”.
Volevamo inoltre essere veloci, snelli, immediati, senza vincoli superiori e fuori dalle dinamiche di contrattazione, compromesso e scambio.
Siamo quindi nati come associazione e non come sindacato, non ci interessa sedere ai tavoli di contrattazione, vogliamo essere una voce della coscienza di chi opera in prima linea ogni santo giorno, con la volontà e la presunzione di essere d’ispirazione e guida per chi, per esperienza, capacità e mezzi siede poi a quei tavoli.
Sempre nello statuto ci proponiamo comunque di “costituire un punto di riferimento tra i medici associati e non”, per cui non possiamo non dar voce a tutti quei Colleghi che in queste 24 ore ci hanno manifestato la loro rabbia, delusione, disorientamento per la decisione comune di tutti i Sindacati Medici, di sospendere i due giorni di sciopero previsti per il 17 e 18 marzo.
Iscritti, simpatizzanti, ma anche colleghi che prima mai si erano interfacciati con noi ci hanno fermato per i corridoi, subissato di mail, martellato con telefonate, sms, in chat per sapere, da noi, i veri motivi di questa sospensione e, contemporaneamente, sapere la posizione di “Obiettivo Ippocrate” a riguardo.
Evidentemente non si capisce come in un momento cruciale di coesione professionale e di drammaticità del Servizio Sanitario Nazionale, ci si gioca una tale unica congiunzione astrale per delle promesse vaghe, senza peraltro accennare in alcun modo nelle motivazioni date dai sindacati circa la sospensione, anche con solo una riga, alla problematica della responsabilità professionale. E non mi si dica che la questione non era tra le motivazioni dello sciopero, perché questa risposta renderebbe il comportamento dei sindacati ancora più grave, per non aver colto la centralità del problema per la nostra professione.

Abbiamo la determinazione e, permettetemi, gli attributi che ci derivano dalla coscienza di essere nel giusto, sia nei contenuti che nei modi,  per farci da portavoce di queste centinaia di colleghi e chiedere ai Nostri Sindacati:

  • perché avete sospeso lo sciopero?
  • perché vi siete accontentati di parole al vento?
  • perché non avete avuto il coraggio di restare uniti a noi un po’ più a lungo?

Aspetto insieme a tutte le voci che avete zittito, a tutte le speranze che avete minato, a tutte le aspettative che avete ferito una risposta purché sia chiara, sincera e, soprattutto, coraggiosa.

Massimiliano Zaramella
Presidente Obiettivo Ippocrate
www.obiettivoippocrate.it

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Convocazione alla V commissione consiliare “Servizi alla popolazione” – Comune di Vicenza

stemma-vicenza

Comune di Vicenza

V Commissione Consiliare “Servizi alla popolazione”

  Venerdì  18 marzo 2016

OdG:

 ULSS 6 – Approfondimento sulla situazione del servizio all’Ospedale San Bortolo di Vicenza in relazione all’introduzione del “turno europeo” e alla luce delle normative in itinere, al fine di valutarne le implicazioni e i riflessi diretti sulla sicurezza e la qualità nei servizi offerti ai cittadini. Prospettive per il futuro dell’ospedale vicentino.

/2. Audizione degli Ordini e delle Associazioni.

(omissis)

Ore 17.45  Associazione “Obiettivo Ippocrate”.

(omissis)

 

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Considerazioni del Dr. A. Terrevoli, Presidente Regionale di Aaroi-Emac, dopo l’incontro con on. Gelli

Carissimi,

concordo con Massimiliano Zaramella sulle riserve relative alle rassicurazioni dell’On Gelli che sinceramente ho visto in difficoltà in qualche momento.
Unico dato incontrovertibilmente positivo è la limitazione della rivalsa a tre annualità stipendiali, con una serie di riserve sul piano dei principi generali, ma con un indiscutibile vantaggio sul piano individuale.
Meno trasparenti e comprensibili sembrano altri presunti vantaggi.
Il primo, relativo all’ambito penale, sarebbe legato alla non perseguibilità neppure per colpa grave in caso di rispetto delle buone pratiche e delle linee guida, ma solo per l’ipotesi di imperizia.
La cosa appare abbastanza scontata: chi fa le cose previste non può essere accusato di non saperle, magari lo sarà comunque di come, quando o perchè le ha messe in pratica.
Resta comunque aperta l’autostrada della denuncia penale, dato che comunque l’entità e la tipologia della colpa vengono definite solo dopo il processo e non certo prima.
La via da perseguire è invece quella della totale depenalizzazione dell’atto medico-sanitario (ad eccezione ovviamente delle ipotesi di dolo), in modo che sia percorribile solo la via civilistica per il giusto indennizzo del danno subito.
L’altro presunto vantaggio è quello del rapporto non contrattuale fra medico e paziente: è pur vero che in questo caso si riduce la prescrizione a 5 anni e l’onere della prova compete all’attore, ma in effetti si sancisce la possibilità per il danneggiato di agire direttamente contro il cosiddetto esercente la professione sanitaria.
In questo modo non basta la copertura assicurativa per la colpa grave: è necessaria una assicurazione RCT, i cui costi non sono più quelli prospettati per la colpa grave col limite dei tre anni di stipendio.
Avremmo preferito che fosse affermata l’esclusiva possibilità di rifarsi alla responsabilità contrattuale dell’azienda, di cui il sanitario sia operatore a qualsiasi titolo; solo in questo modo la copertura della rivalsa sarebbe stata necessaria e sufficiente.

Per parlare poi dello scenario effettivo che si viene a creare, la necessità del riconoscimento della colpa grave per adire alla rivalsa, unitamente alla sottrazione di tale compito alla Corte dei Conti comporta le seguenti conseguenze:

  1. Una volta liquidato il danno, l’azienda dovrà rivalersi sui potenziali responsabili rei di colpa grave e per fare questo ha un anno di tempo dalla sentenza passata in giudicato o dal pagamento dell’indennizzo concordato in sede extragiudiziale; qualora non lo facesse sarebbe censurata dalla Corte dei Conti per non avervi provveduto, causando così un danno erariale per l’impossibilità di esercitare la rivalsa
  2. Di conseguenza l’azienda deve fare causa entro un anno ai suoi dipendenti ma, non potendo decidere quali e quanti siano responsabili di colpa grave e pertanto assoggettabili a rivalsa, citerà (o meglio: dovrà citare) tutti quelli potenzialmente coinvolti affinchè il giudice ordinario possa valutarne le responsabilità
  3. In alternativa, per risparmiare tempo e doppi passaggi, l’azienda può rinunciare alla gestione conciliativa andando sempre e comunque in causa e convenendo in tale causa tutti i sanitari possibili. Così facendo in un unico passaggio potrà soddisfare le richieste del danneggiato in maniera ineccepibile (perché frutto di sentenza e non di accordo che potrebbe anche essere eccepito dalla CdC in sede di controllo del bilancio) ed eviterà la necessità di una seconda causa contro i sanitari per poter agire la rivalsa.

In questo contesto è evidente che i sanitari non potranno mai accettare di farsi difendere dal legale dell’azienda (che è in realtà loro controparte) e, oltre alla polizza RCT e a quella per colpa grave, dovrà provvedersi di una solida polizza di tutela legale per pagare avvocati e periti per i tre gradi di giudizio e magari  oltre se,  come può succedere, la Cassazione rimandasse la causa ai giudici di merito.
In ogni caso quello che ne esce mortificato è il rapporto fra le aziende e gli operatori sanitari, siano medici, infermieri o qualsiasi altro.
Sarà difficile infatti essere sereni e sentirsi partecipi ed orgogliosi di far parte di un’azienda che alla prima occasione ti sarà opposta in un processo.
Quello che dovrebbe passare invece è il principio che il cittadino che ha subito un danno ingiusto debba esserne indennizzato senza bisogno di dare necessariamente la croce addosso a nessuno: in sanità il danno, anche senza colpa, è dietro ogni angolo.
Sono convinto che, come ha detto l’On Gelli in chiusura di serata, cominciare a fare qualcosa, sia pure perfettibile, sia meglio che restare inchiodati alla realtà attuale, ma è pur vero che, se qualche miglioramento si può tentare, sia meglio oggi che domani.

Cordiali saluti

Dr . Attilio Terrevoli
Direttore U.O. C. Terapia del dolore e cure palliative – Ospedale S. Bortolo Vicenza
Presidente Regionale e Consigliere Nazionale AAROI (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani)

Vicenza, 09 marzo 2016

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Il Disegno di Legge sulla Responsabilità Professionale: luci e ombre

(tratto da News Box di Febbraio, commento-riflessione a cura di Anna Aprile, Medico Legale, Dipartimento di Medicina Molecolare Sede di Medicina Legale, Università degli Studi di Padova)

Attesa da anni come soluzione per limitare il contenzioso legale che vede protagonisti medici e pazienti, la legge sulla responsabilità medica è un po’ più vicina. L’aula di Montecitorio ha votato a favore della proposta di legge che aumenta le tutele per i professionisti sanitari, scagionandoli dall’accusa di colpa grave qualora abbiano rispettato le raccomandazioni previste dalle linee guida. L’obiettivo è quello di rasserenare il clima e diminuire il ricorso alla medicina difensiva, ovvero la prescrizione di farmaci, ricoveri ed esami non dettati da reale necessità ma volti a prevenire eventuali denunce. Il testo sottolinea l’obbligo di assicurazione per le strutture, istituisce l’Osservatorio per la sicurezza in Sanità e un Fondo di garanzia per i soggetti danneggiati, rafforza l’obbligo di conciliazione e prevede l’azione diretta nei confronti dell’assicurazione. Assegna inoltre un ruolo centrale all’Istituto Superiore di Sanità nel coordinare un lavoro sulle linee guida elaborate da società scientifiche. È prevista l’obbligatorietà di assicurazione per tutte le strutture pubbliche e private, così come un’azione di rivalsa nei confronti del professionista, una volta che egli venga condannato per dolo ma anche per colpa grave. Arriva un rafforzamento della obbligatorietà della conciliazione, in modo da alleggerire il carico giudiziario ma anche a beneficio del danneggiato e del professionista, che potranno chiarire le loro rispettive posizioni senza dover avviare un contenzioso legale. Il soggetto danneggiato potrà esercitare un’azione diretta nei confronti della società di assicurazione della struttura sanitaria o dell’assicurazione del libero professionista; si attiva un Fondo di garanzia per i soggetti danneggiati da responsabilità sanitaria e si istituisce l’Osservatorio nazionale per la sicurezza in Sanità. L’ultimo dei 14 articoli della proposta di legge approvata a Montecitorio cerca di mettere ordine nel ginepraio determinato oggi dalla nomina di consulenti tecnici d’ufficio, dei consulenti tecnici di parte e dei periti nei giudizi di responsabilità sanitaria, fissando per i periti paletti certi rispetto alla competenza e all’esperienza richiesta.

Cliccare sul seguente link per leggere tutto l’articolo: News box febbraio3

 

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Responsabilità professionale. Ecco i tre punti ‘deboli’ del ddl Gelli. Ma la soluzione c’è (Carlo Palermo, Vice Segretario Nazionale Vicario Anaao Assomed)

(tratto da Quotidianosanita.it – 7 marzo 2016)

Per arrivare ad una legge che rappresenti una vera svolta nel panorama tormentato della sanità italiana restano aperte tre questioni. In particolare: il meccanismo della rivalsa con l’esercizio dell’azione presso il giudice ordinario; le disposizioni che aumentano la chiamata in causa del medico, con il rischio di un incremento delle spese assicurative; il ruolo delle linee guida. Le nostre proposte. L’approvazione del disegno di legge sulla responsabilità professionale dei Medici e degli esercenti la professione sanitaria presentato alla Camera dei Deputati dall’On. Federico Gelli è sicuramente un dato positivo, da molti anni auspicato dalle Organizzazioni sindacali. Innanzitutto, perché introduce una normativa di riferimento in un settore in cui il vuoto legislativo ha lasciato libero campo alle teorie giurisprudenziali, invero spesso fantasiose, fino ad arrivare alla individuazione di una responsabilità in ambito civilistico da “contatto sociale”.   Poi, perché finalmente viene previsto un profilo specifico del reato colposo in ambito sanitario, riconoscendone la peculiarità legata alle finalità sociali dell’esercizio professionale. Infine, per aver disposto in legislazione che la sicurezza delle cure sia parte costitutiva del diritto alla salute ed aver previsto gli indirizzi organizzativi generali per il risk management e la corretta gestione degli audit.  Rimangono aperte alcune questioni che auspichiamo possano essere affrontate e meglio definite nel passaggio al Senato del ddl n. 2224, per arrivare ad una legge che rappresenti una vera svolta nel panorama tormentato della sanità italiana. In particolare: 1) il meccanismo della rivalsa; 2) le disposizioni che aumentano la chiamata in causa del medico, con il rischio di un incremento delle spese assicurative; 3) il ruolo delle linee guida.

Carlo Palermo – Vice Segretario Nazionale Vicario Anaao Assomed

 

Clicca sul seguente link per leggere l’articolo integrale:

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=37277

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“Il disagio del medico” di Massimo Misiti

Salve,
mi rendo conto che poco, o nulla, possa interessare nel quotidiano al politico, al manager, all’uomo della strada del disagio dei medici e degli “esercenti la professione sanitaria”, ma che questo  non interessi neanche agli stessi è il massimo della delusione e dello scoramento.
Il pianeta sanità è diventato da un po’ di tempo a questa parte l’orsetto del luna-­park su cui
tutti esercitano il loro tiro, nello specifico oggigiorno:

  • per poter partecipare ad un concorso per una professione sanitaria “è consigliabile” frequentare dei corsi propedeutici, a pagamento.
  • Le tasse universitarie, si pagano da tutte le parti, nulla questio.
  • Gli iscritti del 5°e del 6° anno delle facoltà di Medicina e Chirurgia possono, se vogliono, cominciare a pagare i contributi Enpam.
  • Appena laureati è obbligatoria, l’iscrizione all’ordine dei medici con quota annuale e il pagamento della polizza assicurativa (assicurazioni che speculano e ci obbligano al pagamento di premi assurdi)
  • Ma chiaramente ci sono i corsi ECM, quasi tutti a pagamento, e gli aggiornamenti vari…e così via.

Torno al mio pensiero ricorrente, ma quanto conviene questo sistema Sanitario, quanto è importante essere aggiornati e pronti a rispondere alle esigenze dei pazienti se poi ti senti soltanto un animale da produzione di denaro per i grandi sistemi e non hai possibilità né di dialogo né di confronto se non sei ai vertici di un sistema, che non è mai stato capace di creare lobby ma neanche rappresentanze di categoria ascoltate e rispettate.
Eppur vero che l’arte medica è una missione, ma in questa missione non è previsto che ci sparino addosso tutti senza tregua e senza che noi si abbia possibilità di difesa. Non si può sempre assecondare il manager/dirigente di pianeta sanitario, spesso e volentieri ignorante e non  competente, che si arroga il diritto di dare del “tu” in modo confidenziale e spesso arrogante e ordina di eseguire gli ordini perché così è se “ti” piace.
E’ necessaria una maggiore partecipazione nella vita societaria di categoria e va preteso il rispetto della propria dignità di medico e/o esercente la professione sanitaria.

Massimo Misiti, ortopedico

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Incontro con l’On. Gelli: è bene che ci rimbocchiamo le maniche.

Riflessioni dopo il lungo venerdì di passione.

Ci sono giorni che ti arrivano addosso con il chiaro intento di metterti in ginocchio, o almeno di provarci sino allo scoccare dell’ultimo secondo.

Lo capisci al mattino, appena apri gli occhi, anzi a volte i giorni prima ti avvisano di quel giorno che presto ti sarà portato in dote. Allora che fai? Lo aspetti, ti prepari e sai che quel giorno non potrai vincere, ma dovrai finirlo in piedi, perche poi sarà passato e tu invece sarai ancora lì.

Venerdì è stato un giorno emotivamente devastante per ognuno di noi, delusione, commozione, preoccupazione, forse euforia e poi smarrimento e sfinimento, credetemi tutto ben preparato e preannunciato a molti di noi da parecchi giorni.

La degna chiusura della giornata ci ha portato ad incontrare per la prima volta l’On. Gelli nella sede dell’Ordine dei Medici ed Odontoiatri, quella che il Dr. Valente, Presidente dell’Ordine di Vicenza, definisce la casa di ogni Medico. Ne avevamo proprio bisogno, finalmente sentirci in un posto sicuro, tutelato, quasi coccolati tra le braccia di mura amiche.

Abbiamo perciò recuperato le forze, serrato le fila, alzato la testa, e, rinvigoriti dal vederci riempire in ogni angolo la sala, ci siamo preparati all’ultimo atto di una giornata vissuta con il cuore in mano.

Siamo arrivati con alcuni timori chiari circa il Ddl Gelli, attualmente in discussione al Senato e che molti vedono convertito in legge entro l’estate:

  • La possibilità da parte del presunto danneggiato di agire direttamente contro l’esercente la professione sanitaria anche se dipendente del SSN e la nuova azione di rivalsa da parte delle Aziende del SSN contro i propri dipendenti (art. 7, art. 9, art. 12).
  • La necessità del singolo esercente la professione sanitaria, anche dipendente del SSN, di stipulare singolarmente una adeguata polizza assicurativa (art. 10).
  • Il concetto di autoritenzione del rischio possibile per le Aziende del SSN (art 10).

Ebbene l’On Gelli è riuscito con grande bravura, nella non facile impresa di rassicurarci sui primi due punti. L’esercente sarà tutelato dall’Azienda di cui è dipendente in toto, compresi i casi di colpa grave, per i quali l’Azienda si rivarrà poi sul singolo, che si sarà nel frattempo dotato autonomamente di una polizza per colpa grava alla modica cifra di 250 €, euro più euro meno. In meno di un’ora ha messo in crisi i nostri timori frutto di mesi e mesi di letture, consulenze, discussioni. Ma d’altronde è la sua legge, chi meglio di lui la conosce e la può spiegare? L’unico appiglio alle nostre paure allucinatorie, rimaneva il pensiero di come i nostri timori fossero stati confermati da medici legali, avvocati, giudici. Se come noi anche loro avevano frainteso, allora era chiaro che il problema non era il contenuto ma qualche passaggio formale – lessicale; quindi la soluzione ci è parsa lampante direi entusiasmante nella sua semplicità: rafforziamo per iscritto quelli che sono i concetti espressi, togliendo definitivamente le possibilità di fraintendimenti o libere interpretazioni. La risposta è stata “non serve”, “è già chiaro così”.

Ci fidiamo dell’On Gelli ma, purtroppo per noi, il giorno che ci troveremo di fronte ad un giudice sarà difficile avere l’On Gelli come difensore d’ufficio e quindi vorremmo che, qualsiasi perito, medico legale, avvocato, magistrato, giudice potesse dare la stessa valutazione ed interpretazione di tutta la legge in ogni suo punto. Frasi come “…il medico risponde del proprio operato….”; possibilità per il danneggiato, di convenire, nel giudizio di risarcimento del danno “anche l’esercente la professione sanitaria”; “il soggetto danneggiato ha il diritto di agire direttamente…….all’esercente la professione sanitaria; sono frasi chiare, per nulla interpretabili, mentre mai nella legge vi è un passaggio chiaro in cui si scriva che le strutture sanitarie del SSN si fanno carico in toto delle denunce, anche personali, per qualsiasi forma e tipologia di responsabilità presentate contro i propri “esercenti la professione sanitaria”, tenendoli completamente indenni da qualsiasi richiesta di risarcimento formulata da terzi in merito al proprio operato nel servizio sanitario pubblico, e provvedono ad adeguata copertura delle eventuali spese legali in sede sia civile che penale.

A riguardo poi della polizza per colpa grave, tralasciandone il costo per il singolo che ci risulta difficile immaginare potrà essere di 250 €, sono le caratteristiche e le clausole contrattuali che ci preoccupano: la disdetta unilaterale alla sola notifica di apertura del sinistro, il rifiuto di assicurare se sinistrati, la mancata copertura dei sinistri pregressi, l’aumento dei premi in bonus malus, la durata annuale, le franchigie.

Ci presenteremo ai colossi assicurativi come singoli contraenti, con potere contrattuale ben lontano da quello di un’Azienda Ospedaliera che richiede una tale polizza per tutti i propri dipendenti. A riguardo di questo non ci si parli di conflitto di interesse tra Azienda ed esercente la professione sanitaria, la priorità deve averla la tutela della serenità del lavoro dell’esercente la professione sanitaria e quindi la tutela del paziente.

Per cui alla fine ce ne siamo torniamo a casa tali e quali a come eravamo arrivati, almeno sui primi due punti.

La vera chicca è però arrivata sul terzo punto, quello che per così dire, sino ad oggi abbiamo considerato come l’aspetto con più margini di adattamento, pur non piacendoci a livello istintivo: la possibile autoritenzione del rischio da parte delle Aziende del SSN. Ebbene abbiamo scoperto che anche l’On. Gelli, relatore del Ddl che ne prevede comunque la possibilità, nutre forti perplessità sulla forma di assicurazione in autoritenzione ma, per una questione di autonomia regionale in materia di sanità, la facoltà delle singole Aziende di scegliere tale forma assicurativa non può essere tolta dal Ddl. Esponendoci questo tipo di autoassicurazione ad una serie di rischi il più importante dei quali è quello di porci in una possibile posizione di conflitto di interesse, come controparte, con la stessa nostra Azienda, alla quale potrà essere arrogata la possibilità di azione di censura severa, per raggiungere il giudizio di colpa grave (ad oggi ancora senza chiara definizione) con l’intento di recuperare economicamente almeno una parte di quanto eventualmente esborsato.

Per cui figure professionali, pazienti e cittadini a fare da ammortizzatori in una sovrapposizione di competenze tra potere centrale e potere regionale: questa proprio ci mancava!!

Allora cosa di positivo ci siamo portati a casa dopo questo incontro?

Pensandoci a mente fredda direi non poco: la percezione che la volontà di fare una legge buona ed equa ci sia da parte dei legislatori, la dichiarata disponibilità di poter lavorare insieme a loro, la presenza di elementi positivi già all’interno della legge (riduzione nell’ambito penale della responsabilità professionale, potenziamento del risk management, responsabilità extracontrattuale, tetto soglia per l’azione di rivalsa).

Ma ci portiamo a casa e ci teniamo ben stretta soprattutto la coscienza e la conferma di come Obiettivo Ippocrate sia nel giusto, per ciò che concerne sia i contenuti che i modi, e se, come dice l’On Gelli, siamo gli unici in Italia ad aver sollevato tanti dubbi e tante preoccupazioni, l’invito è a valutare la possibilità, anche solo per un momento, che questi medici abbiano la sensibilità, la lungimiranza e lo spessore umano e professionale per vedere là dove gli altri arriveranno a vedere un po’ dopo.

 

Massimiliano Zaramella

Presidente “Obiettivo Ippocrate”

www.obiettivoippocrate.it

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DDL Gelli pieno di criticità (fonte Sole24ore)

MEDICI/ L’ANAAO STRONCA IL TESTO PARLAMENTARE – Trappole ed errori del Ddl targato Gelli : Il “DDL Gelli” presenta criticità giuridiche, metodologiche e culturali.

Clicca sul seguente link per visualizzare il documento:  Sole24ore Sanità – criticità DDL Gelli

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2 marzo 2016

Le Iene – quello che i medici non dicono

 

Link a sito web MEDIASET: servizio della trasmissione “Le IENE” – Quello che i medici non dicono (puntata 26.01.2016)

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