Archivio Mensile: aprile 2016

Decreto Gelli

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Il Garante apre un fascicolo su segnalazione dei medici di Obiettivo Ippocrate

segnalazione AGCM DC7703.pdf

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Responsabilità professionale. Garanzia dell’efficacia della rivalsa, ma per chi?

Gentile direttore,
l’articolo 10 comma 3 del Ddl Gelli, espone pesantemente il singolo medico all’incertezza di poter esercitare, nel tempo e nei modi, la propria professione, con conseguente danno economico all’Azienda Sanitaria da cui lo stesso medico dipende, ma soprattutto con un danno al cittadino-paziente, per la riduzione qualitativa e quantitativa dell’assistenza sanitaria.

“Al fine di garantire efficacia all’azione di rivalsa di cui all’articolo 9, ciascun esercente la professione sanitaria operante a qualunque titolo in Aziende del Servizio Sanitario Nazionale, in strutture o in enti privati, provvede alla stipula, con oneri a proprio carico, di una adeguata polizza di assicurazione”. L’On. Gelli, in un incontro pubblico, presso la sede dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Vicenza, ha tentato di rassicurarci sostenendo che “i premi delle assicurazioni, a fronte di massimali di rivalsa non oltre le tre annualità stipendiali lorde, non potranno certo superare i 250 euro l’anno”.

Oggettivamente, il postulato convince poco. Chi di noi ha stipulato quest’anno la “polizza per rivalsa”, quando abbia voluto tutelarsi con massimali o retroattività adeguati, pur in assenza di sinistri, ha superato abbondantemente i 1000 euro di premio annuo. In realtà il costo del premio è però la minore delle nostre preoccupazioni. I problemi aperti sono ben altri. Cosa succederebbe in caso di sinistro? Il rischio reale è che l’assicurazione decida di recedere dal contratto. Possibile? Certo. Basta addentrarsi con pazienza ed autocontrollo nelle 50 e più pagine di clausole di contratto delle centinaia di assicurazioni presenti sul mercato. E se l’assicurazione recedesse, quali sarebbero le conseguenze? Il medico resterebbe scoperto? Non è previsto, né compatibile con il Disegno di Legge Gelli, dato che ogni medico deve essere provvisto di una polizza assicurativa per rivalsa. Ergo, se l’assicurazione recede e lascia il medico a piedi, c’è un’unica soluzione: camice al chiodo. Ammettiamo tuttavia che l’assicurazione non receda, e che il contratto stipulato giunga fortunatamente al termine dell’anno (anche sulla durata annuale, l’unica attualmente disponibile per tali polizze, ci sarebbe da discutere, ma per brevità omettiamo di trattare questo aspetto). Quali potrebbero essere gli ulteriori scenari? L’anno successivo il premio assicurativo resterà abbordabile per il singolo medico o, per “bonus malus”, o per “cappello” delle assicurazioni (a fronte del caro vita, la motivazione più tipica), aumenterà esponenzialmente? Nessuna certezza purtroppo, indipendentemente da poco rassicuranti promesse di regolamentazione in campo assicurativo. Particolarmente grave appare, quindi, l’assente potere contrattuale del singolo medico che, come si diceva sopra, viene abbandonato a sé stesso, per trovare l’assicurazione “meno peggio”, alla mercé di logiche di mercato che non gli competono, né tantomeno lo tutelano. E se il medico non trovasse alcuna assicurazione? Perché questo è possibile! Se un medico ha un sinistro in atto, ad esempio, viene logico chiedersi, quale assicurazione – che non ha obbligo per legge di assicurare – avrebbe interesse ad assumere un caso “rischioso”? La risposta è semplice ed intuitiva: nessuna. Nessuno di noi, se fosse assicuratore, avrebbe interesse a farsi carico di una facile esposizione. È pura logica imprenditoriale. A questo punto cosa accadrebbe? Chi ne avrebbe danno?

Il danno sarebbe drammaticamente trasversale.
– Sarebbe danneggiato il medico, che non può lavorare.
– Sarebbe danneggiata l’Azienda Sanitaria per cui il medico lavora, che vedrebbe le proprie risorse umane venir meno (con riduzione delle prestazioni erogabili e aumento delle famigerate liste d’attesa). E se anche il medico potesse (grazie a qualche concessione ad personam “per motivi di necessità aziendale”, come quando viene chiesto di superare le 38 ore di lavoro settimanale in condizioni di urgenza) lavorare temporaneamente senza polizza, l’Azienda sarebbe a sua volta pesantemente esposta. Chi pagherebbe infatti una eventuale azione di rivalsa, se il medico non è assicurato e, magari, è pure nullatenente (condizione che da oggi verrà sicuramente valutata da molti)?
– Sarebbe infine danneggiato soprattutto il singolo cittadino, qualora divenisse “paziente”, poiché troverà meno medici, meno risorse, più attesa; oltre ad essere esposto all’inevitabile medicina difensiva.

Esiste, a nostro avviso, una soluzione semplice a questa criticità, senza alcun conflitto di interesse, ma anzi a tutela e garanzia del medico e delle Aziende del SSN: la soluzione è che sia l’Azienda stessa, forte del suo ben più pesante potere contrattuale, o altra istituzione (ad esempio la Regione), a farse da mediatore nella contrattazione stessa, per legge (e a questo bisogna puntare, con emendamento al Ddl Gelli), tra le compagnie assicurative e l’insieme dei medici dipendenti. Gli stessi medici poi provvederanno al pagamento dell’idoneo premio assicurativo: come succedeva in passato con il CCNL (ahimè, in costante promessa di rinnovo). Solo così i medici potranno essere sereni nel loro lavoro quotidiano, dedicando tutte le loro energie ed attenzioni al bene del malato.

Abbiamo già proposto all’On. Gelli, seppur in via informale, di modificare l’art. 10, comma 3, ponendo a carico delle Aziende del SSN l’obbligo di sottoscrivere le polizze assicurative per la copertura dell’azione di rivalsa in favore dei propri dipendenti, specificando che dette polizze, nel rispetto dei principi contabili espressi dalla Corte dei Conti, sarebbero state poste economicamente a carico dei medesimi. Nulla gravando, in termini finanziari, sulle singole Aziende (e pertanto sulle risorse pubbliche), il correttivo proposto all’art. 10, comma 3 non comporterebbe, pertanto, alcun danno erariale. Ci è stato risposto che, indipendentemente dall’aspetto strettamente economico, siffatta modifica si porrebbe comunque in contrasto con l’impianto normativo dello stesso Ddl, ovvero con il (nuovo e amplificato) conflitto di interessi esistente tra azienda e medico/dipendente. Effettivamente l’art. 9 del Ddl, attribuendo al Giudice Ordinario la competenza in materia di azione di rivalsa ha, per la prima volta nel nostro Ordinamento, configurato civilisticamente azienda pubblica e propri dipendenti, quali vere e proprie controparti processuali, accrescendo in misura esponenziale la possibile conflittualità esistente tra le due parti in sede di rivalsa. Ciò non significa però che l’art. 9 del Ddl, sul quale ci si riserva ulteriore e specifico approfondimento, non necessiti a sua volta, a nostro parere e per molteplici cause, di importanti modifiche. In questa sede ci limitiamo a rilevare, in risposta a quanto asserito dall’On. Gelli, che se si riportasse l’azione di rivalsa nell’ambito della competenza funzionale della Corte dei Conti, si dovrebbe anche rivalutare la coerenza logico-giuridica della contrattualizzazione, in capo alle aziende del SSN, ma economicamente a carico del proprio personale dipendente, delle polizze assicurative per l’azione di rivalsa.

Dr. Filippo Nigro
Vicepresidente Obiettivo Ippocrate

Dr.ssa Cristina De Luca
Consigliere Direttivo Obiettivo Ippocrate

Avv. Alessia Gonzati
Legale Obiettivo Ippocrate

(fonte quotidianosanita.it – Link ad articolo : clicca qui )

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Comunicato stampa: Dopo il Senato Obiettivo Ippocrate ricevuto in Regione Veneto

Dopo il Senato Obiettivo Ippocrate ricevuto in Regione Veneto

Prosegue in maniera serrata il lavoro di Obiettivo Ippocrate per il giusto ed equo inquadramento della responsabilità professionale delle professioni sanitarie e per la tutela del diritto alle migliori cure possibili per il paziente, a protezione di tutti i cittadini. Dopo la lettera di oltre 360 medici dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza alle autorità locali, regionali e nazionali del 21 dicembre 2015; la convocazione alla V Commissione Consiliare “Servizi alla Popolazione” del Comune di Vicenza del 18 marzo 2016; la convocazione in Commissione Igiene e Sanità del Senato del 22 marzo 2016; la comunicazione del 2 aprile 2016 del Garante della Concorrenza e del Mercato, circa l’apertura di un fascicolo per un indagine preistruttoria, su segnalazione dei medici del San Bortolo di Vicenza, per il rispetto delle regole di libero mercato da parte delle Compagnie Assicurative; Obiettivo Ippocrate nei giorni scorsi è stato convocato in Regione Veneto, per un incontro con l’Assessore alla Sanità Luca Coletto ed il Direttore Generale della Sanità Domenico Mantoan. Nell’incontro si sono toccate le tematiche che hanno portato alla nascita di Obiettivo Ippocrate e le successive azioni intraprese, che hanno lanciato l’Associazione, in brevissimo tempo, ad una visibilità istituzionale nazionale. La tutela delle professioni sanitarie a garanzia della qualità delle cure ai cittadini, la salvaguardia ed il mantenimento degli elevati standard della Sanità Veneta, sono stati temi di immediata confluenza di volontà ed intenti tra i rappresentanti della Regione Veneto ed Obiettivo Ippocrate. L’incontro si è concluso con l’impegno dell’Assessorato, a rendere Obbiettivo Ippocrate interlocutore istituzionale riconosciuto dalla Regione Veneto, per ciò che concerne la responsabilità professionale medica e tutti gli aspetti ad essi connessi, in particolare assicurativi. Si è deciso inoltre di avviare anche un confronto, sulle azioni che Obiettivo Ippocrate sta svolgendo a livello nazionale, quali le proposte emendamentarie al Ddl Gelli sulla responsabilità professionale dell’esercente la professione sanitaria, attualmente all’esame in Senato, le cui ripercussioni, una volta approvato il testo definitivo, interesseranno inevitabilmente anche la sanità regionale.

“Obiettivo Ippocrate” ribadisce, pertanto, la propria determinazione e la propria credibilità di fronte alle istituzioni, nel voler affrontare una questione estremamente complessa e coinvolgente molteplici ambiti, alquanto eterogenei, ed a volte tra loro, almeno apparentemente, in conflitto, con uno spirito fondamentalmente collaborativo. Coscienti della delicatezza per i cittadini, e per gli operatori sanitari in genere, dell’attuale situazione, ma soprattutto degli scenari futuri che si potrebbero andare delineando, la nostra volontà è di dare un apporto costruttivo per garantire la tutela del diritto alle migliori cure possibili al cittadino, assicurando all’esercente la professione sanitaria, di poter svolgere con serenità il proprio lavoro, contrastando così l’aumento vertiginoso della medicina difensivistica, o addirittura della “medicina astensionistica”, l’aumento della spesa sanitaria, il calo delle performance clinico-chirurgiche e quindi l’aumento della mortalità.

Obiettivo Ippocrate intende far proprio l’intento di recuperare il ruolo fiduciario reciproco medico-paziente, troppe volte sacrificato sull’altare del vantaggio di poteri ed interessi che nulla hanno a che fare con l’atto medico nella sua nobiltà, a scapito del malato e di chi svolge un lavoro che in tutta la sua complessità e con tutte le sue difficoltà, rimane un baluardo di una società civile che difende e tutela ogni singola persona in quanto fondamenta su cui si regge tutto il resto.

Desideriamo ringraziare per questo ulteriore importante tassello nel grande lavoro intrapreso da Obiettivo Ippocrate, oltre l’Assessore Coletto ed il Direttore Mantoan, dimostratisi interlocutori attenti e disponibili, la Senatrice Erika Stefani ed il Consigliere Regionale Marino Finozzi, che hanno contribuito a rendere possibile e rapido l’incontro in Regione Veneto.

Massimiliano Zaramella
Presidente “Obiettivo Ippocrate”
www.obiettivoippocrate.it

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La Regione ora promette ai medici del S.Bortolo: «Voi nostro riferimento»

L’associazione di sanitari Obiettivo Ippocrate, associazione nata al San Bortolo per la preoccupazione dei medici di essere lasciati soli nei rischi professionali, senza coperture assicurative “istituzionali”, dopo l’audizione al Senato  e quelle in commissione municipale a Vicenza, è stata accolta anche in Regione. Oltre 360 medici dell’ospedale di Vicenza a dicembre 2015 avevano firmato la lettera-petizione poi inviata a tutti i referenti amministrativi e politici per denunciare la situazione insostenibile creata dai recenti aggiustamenti normativi. Una situazione non facile quella dei medici che si trovano tra l’incudine di normative che ritengono penalizzanti e il martello dell’interesse a “spendere meno” delle Asl, il cha scarica su di loro oneri assicurativi e rischi professionali, con ripercussioni sulla qualità del lavoro per la salute.

A inizio aprile 2016 il Garante della Concorrenza e del Mercato ha anche comunicato di aver aperto un fascicolo per una indagine preistruttoria, proprio sulla segnalazione pervenuta dai medici del San Bortolo, per il rispetto delle regole di libero mercato da parte delle compagnie assicurative. Ora i medici di Obiettivo Ippocrate sono stati convocati in Regione Veneto, per un incontro con l’assessore alla sanità Luca Coletto e il direttore generale della Sanità Domenico Mantoan. «Nell’incontro – spiega il presidente dell’associazione, Zaramella -, tra l’altro reso possibile in tempi rapidi dalla senatrice Erika Stefani e dal consigliere regionale Marino Finozzi, sono state toccate le tematiche che hanno portato alla nascita di Obiettivo Ippocrate e le successive azioni intraprese, che hanno lanciato l’associazione, in brevissimo tempo, ad una visibilità istituzionale nazionale. La tutela delle professioni sanitarie a garanzia della qualità delle cure ai cittadini, la salvaguardia ed il mantenimento degli elevati standard della sanità veneta, sono stati temi di immediata confluenza di volontà ed intenti tra i rappresentanti della Regione Veneto ed Obiettivo Ippocrate».

 Alla fine, dice Zaramella, l’assessorato si è impegnato a rendere Obiettivo Ippocrate interlocutore istituzionale riconosciuto dalla Regione per ciò che concerne la responsabilità professionale medica e tutti gli aspetti ad essi connessi, in particolare assicurativi. Si è deciso inoltre di avviare anche un confronto sulle azioni che Obiettivo Ippocrate sta svolgendo a livello nazionale, tra cui le proposte di emendamenti al DDL Gelli sulla responsabilità professionale dell’esercente la professione sanitaria, attualmente all’esame in Senato, le cui ripercussioni, una volta approvato il testo definitivo, interesseranno inevitabilmente anche la sanità regionale.

Zaramella si augura che ora si proceda spediti nel senso voluto da Obiettivo Ippocrate. Occorre, afferma, «assicurare all’esercente la professione sanitaria di poter svolgere con serenità il proprio lavoro, contrastando così l’aumento vertiginoso della medicina difensivistica, o addirittura della “medicina astensionistica”, l’aumento della spesa sanitaria, il calo delle performance clinico-chirurgiche e quindi l’aumento della mortalità».

(fonte Il Gazzettino, per visualizzare l’articolo: clicca qui)

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Obiettivo Ippocrate e vertici regionali a confronto sulla resposabilità professionale. Al via monitoraggio periodico

La tutela delle professioni sanitarie a garanzia della qualità delle cure ai cittadini, la salvaguardia ed il mantenimento degli standard della sanità veneta, sono stati temi di immediata confluenza di volontà ed intenti tra i rappresentanti della Regione ed Obiettivo Ippocrate, protagonisti nei giorni scorsi di un incontro che ha registrato la partecipazione dell’assessore alla Sanità Luca Coletto e del Direttore Generale della Sanità Domenico Mantoan. Il confronto si è concluso con l’impegno dell’Assessorato a rendere Obbiettivo Ippocrate interlocutore istituzionale per ciò che concerne la responsabilità professionale medica e tutti gli aspetti ad essi connessi, in particolare assicurativi. Si è deciso inoltre di avviare anche un confronto, sulle azioni che Obiettivo Ippocrate sta svolgendo a livello nazionale, quali le proposte emendamentarie al Ddl Gelli sulla responsabilità professionale dell’esercente la professione sanitaria, attualmente all’esame in Senato.

Obiettivo Ippocrate ribadisce la propria determinazione e la propria determinazione di fronte alle istituzioni, “nel voler affrontare – sottolinea il presidente, Massimiliano Zaramella – una questione estremamente complessa e coinvolgente molteplici ambiti, alquanto eterogenei, ed a volte tra loro, almeno apparentemente, in conflitto, con uno spirito fondamentalmente collaborativo. Coscienti della delicatezza per i cittadini, e per gli operatori sanitari in genere, dell’attuale situazione, ma soprattutto degli scenari futuri che si potrebbero andare delineando, la nostra volontà è di dare un apporto costruttivo per garantire la tutela del diritto alle migliori cure possibili al cittadino, assicurando all’esercente la professione sanitaria, di poter svolgere con serenità il proprio lavoro, contrastando così l’aumento vertiginoso della medicina difensivistica, o addirittura della “medicina astensionistica”, l’aumento della spesa sanitaria, il calo delle performance clinico-chirurgiche e quindi l’aumento della mortalità”.

Obiettivo Ippocrate intende far proprio l’intento di recuperare il ruolo fiduciario reciproco medico-paziente, “troppe volte sacrificato sull’altare del vantaggio di poteri ed interessi che nulla hanno a che fare con l’atto medico nella sua nobiltà, a scapito del malato e di chi svolge un lavoro che in tutta la sua complessità e con tutte le sue difficoltà, rimane un baluardo di una società civile che difende e tutela ogni singola persona in quanto – conclude Zaramella – fondamenta su cui si regge tutto il resto”.

(fonte Quotidianosanita.it, per visualizzare l’articolo: clicca qui )

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Il Presidente dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi di Vicenza si iscrive ad Obiettivo Ippocrate

foto valenteIl Dr. Michele Valente, Presidente dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Vicenza, si è iscritto ad Obiettivo Ippocrate. E’ il naturale percorso di una condivisione di pensiero e di obbiettivi che hanno accomunato Obiettivo Ippocrate e l’Ordine dei Medici di Vicenza sin dai primi passi della nostra associazione. Il Dr. Valente è stato, infatti, la prima figura istituzionale che, già a poche settimane dalla nostra nascita, ha preso ufficialmente posizione a favore di un impegno comune per un corretto ed equo inquadramento del tema della responsabilità professionale del personale sanitario, e quindi per una giusta tutela di tutte le professionalità che lavorano per garantire il diritto alle migliori cure possibili per ciascun cittadino. Questo atto formale di condivisione, non solo dei nostri obbiettivi ma anche dei modi con cui Obbiettivo Ippocrate li sta perseguendo, ci inorgoglisce e nel contempo ci carica di ulteriore determinazione e responsabilità. Aver compattato l’intera categoria medica, aver coinvolto in questo percorso tutte le figure professionali del mondo sanità (osteriche, infermieri, tecnici sanitari), aver acquisito immediata credibilità istituzionale a livello nazionale, regionale e locale, sono prove tangibili ed inconfutabili della percezione diffusa di quanto sia concreto e critico il problema che abbiamo sollevato. Ogni nostro singolo malato deve avere la sicurezza che, per quanto sia complessa e difficile la sua situazione, per lui sarà compiuto ogni atto umanamente possibile per salvarlo e curarlo, che nulla verrà lasciato intentato, che la paura non dovrà mai avere il sopravvento nelle nostre menti e nei nostri cuori e che mai dovrà legare le nostre mani.

Obiettivo Ippocrate parte dal presupposto che il diritto all’assistenza sanitaria, dato che la salute in quanto tale non può purtroppo essere un diritto, ed il diritto ad un giusto ed equo indennizzo quando dovuto, sono inalienabili ed intoccabili in una società civile, e continuerà ad impegnarsi strenuamente affinché vengano recuperati e riaffermati due concetti che costituiscono le fondamenta dell’atto medico nella sua nobiltà:

  • Il rapporto medico-paziente, al di là di regole e leggi, che giustamente devono esistere, si fonda sostanzialmente su un rapporto di fiducia reciproca.

  • Il paziente che più può denunciare non sarà mai un paziente meglio curato, perché la rincorsa al responsabile, al colpevole, all’indennizzo già ha modificato l’approccio del medico e potrà accadere che, nelle situazioni più complesse, più difficili, di grigio, la scelta sarà di non fare, o di fare la cosa che esporrà meno il professionista, anche se in quella specifica situazione potrebbe non essere quella che darà maggiori possibilità al paziente.

Ed è in questa ottica, e con questo miraggio di controrivoluzione culturale, che l’Avv. Alessia Gonzati, legale di Obiettivo Ippocrate, ha inviato nei giorni scorsi, a tutti i membri della Commissione Igiene e Sanità del Senato, la proposta di emendamenti al Ddl Gelli sulla responsabilità professionale dell’esercente la professione sanitaria, facendo seguito alla relazione già depositata in Senato nell’audizione dello scorso 22 marzo.

Massimiliano Zaramella

Presidente “Obiettivo Ippocrate”

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Responsabilità Professionale: i Senatori Veneti incontrano Obiettivo Ippocrate

foto riunione con senatori a Vicenza 22.4.2016“Ho ritenuto di promuovere questo incontro nell’interesse dei cittadini, i quali sono i primi toccati dalle conseguenze di queste scelte normative, che vanno incidere sulla qualità dei servizi, che vengono resi quotidianamente nel nostro servizio sanitario. La Commissione Sociale del Comune di Vicenza, che nei mesi scorsi si è riunita più volte per affrontare le questioni della sanità, intende continuare a seguire la questione, monitorando la situazione ed offrendo un luogo di confronto e dialogo.”  [ Raffaele Colombara – Presidente Commissione Sociale del Comune di Vicenza ]

Presso la Commissione Sociale del Comune di Vicenza, Obiettivo Ippocrate, ha incontrato i Sen. Dalla Tor (AP NCD-UDC), Filippin (PD), Gaetti (M5S), Stefani (LN-Aut) ed il Sig. Ruzzato, collaboratore della Sen.ce Puppato (PD). Al tavolo erano inoltre presenti il Prof. Rodriguez, Ordinario di Medicina Legale dell’Università di Padova e l’Avv. Alessia Gonzati, legale di Obiettivo Ippocrate. L’incontro coincide con l’avvicinarsi del 5 maggio, termine ultimo per la presentazione in Senato degli emendamenti al Ddl Gelli sulla responsabilità professionale degli esercenti la professione sanitaria (medici, ostetriche, infermieri, tecnici sanitari). Questo evento rappresenta un ulteriore passo nel cammino intrapreso da Obiettivo Ippocrate verso il corretto inquadramento della responsabilità professionale del personale sanitario a tutela di ogni singolo cittadino, per la garanzia alle migliori cure possibili per ogni malato. I Senatori presenti hanno perfettamente colto la criticità dell’attuale situazione e gli ulteriori pericoli futuri, non tanto o non solo per gli operatori sanitari, quanto soprattutto per i pazienti e quindi, potenzialmente, per ogni singolo individuo. E’ chiaro che se al medico non verrà permesso di lavorare con la giusta serenità, e quindi tutela, necessarie ad affrontare situazioni complesse, difficili, con peculiarità individuali per ciascun paziente, le principali conseguenze e ricadute riguarderanno proprio i nostri malati. Infatti è proprio quando la scelta è ardua o deve essere compiuta in pochi minuti se non pochi secondi, che il medico deve essere posto nelle condizioni di agire nel migliore modo possibile per il proprio malato, libero da pesi o da minacce che ne possono indirizzare il comportamento, anche solo a livello inconscio, più verso l’autotutela, che verso l’impegno a compiere ogni gesto possibile per la massima difesa della salute di ciascuno di noi.    I medici di Obbiettivo Ippocrate hanno ribadito la volontà di non volersi piegare a quello che, sembra, un progetto di ridimensionamento del diritto “alla cura migliore possibile”, hanno rinnovato il pressante invito a fare tutto ciò che è nel potere dei legislatori affinché non vengano legate le mani a tutte le professioni sanitarie, ed hanno soprattutto voluto chiarire che, se la volontà politica è questa, sarà dovere e compito di chi l’ha deciso dirlo ai cittadini, non saranno certo i medici e le altre professioni sanitarie a farsi portavoce passivi di una scelta, non solo non condivisa, ma chiaramente osteggiata da parte nostra.  Non saremo certo noi a dire ai nostri malati che verranno in ospedale ad essere curati peggio e a morire di più, perché non ne saremo i responsabili pur diventandone tristemente ed inesorabilmente gli esecutori.   Al termine del confronto tutti i Senatori hanno garantito il loro impegno per sensibilizzare i Colleghi al Senato e per attivarsi, in prima persona, affinché al Ddl Gelli vengano inseriti i correttivi necessari in questo senso, utilizzando anche gli emendamenti già depositati la settimana scorsa, in Commissione Igiene e Sanità del Senato, dall’Ufficio Legale di Obiettivo Ippocrate.  Desidero ringraziare tutti i partecipanti e chi ci ha ospitato, per il contributo apportato e perché, pur di professioni diverse ed appartenenze politiche diverse, siamo riusciti a parlare con la stessa lingua, con la stessa convinzione e con la stessa emotività, di un problema dal quale nessuno purtroppo deve sentirsi immune: la necessità e la consapevolezza di meritarci le cure migliori possibili.

Massimiliano Zaramella
Presidente Obiettivo Ippocrate

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