Archivio Mensile: luglio 2016

Iscrizione ad Obiettivo Ippocrate del Dr. Giovanni Leoni, Presidente dell’Ordine dei Medici Venezia

Dr. Leoni

Dopo la promessa fattaci è con immenso piacere che segnaliamo l’iscrizione del Dr. Giovanni Leoni, Presidente dell’Ordine dei Medici di Venezia a Obiettivo Ippocrate.
Continua il compattamento della categoria medica su Obiettivo Ippocrate a dimostrazione del lavoro, delle ragioni e della serietà d’intenti che ci caratterizza.
Tutti assieme ….avanti !

 

 

 

 

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La cura di Te – Fed. Ordini FNOMCeO

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il Presidente del Ordine dei Medici di Verona Dr. Roberto Mora si iscrive a Obiettivo Ippocrate

iscrizione dr. Roberto Mora

Grazie alla sensibilizzazione del Dr. Giovanni Leoni (Presidente dell’Ordine dei Medici di Venezia) e del Dr. Michele Valente (Presidente dell’Ordine dei Medici di Vicenza), anche il Presidente del Ordine dei Medici di Verona si è iscritto ad Obiettivo Ippocrate.

Avanti tutti assieme!

 

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14.07.2016 – Obiettivo Ippocrate torna al Senato

Segnali positivi in previsione dei futuri emendamenti. Sono sei gruppi parlamentari che hanno presentato i nostri emendamenti al DDL Gelli…..sempre più forti!

 

Senato-luglio-2016

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La calda estate di Obiettivo Ippocrate

medicina difensiva in grecia

Nel corso dell’incontro avvenuto giovedì 14 luglio 2016 in Senato, abbiamo ricevuto importanti informazioni in merito agli ultimi correttivi che dovrebbero essere inseriti nel testo del DDL Gelli. Ci è stato in particolare riferito che la volontà del legislatore è quella di:
– prevedere espressamente l’obbligo di copertura assicurativa da parte dell’Azienda anche per le ipotesi di chiamata in causa dell’esercente la professione sanitaria per responsabilità extracontrattuale, quindi anche in caso di denuncia del singolo medico dovrà essere l’Azienda a farsene completamente carico;
– reintrodurre la giurisdizione della Corte dei Conti in materia di rivalsa amministrativa per colpa grave;
– riferire il massimo della misura della rivalsa al triplo della retribuzione lorda annua posseduta al momento in cui si pone in essere la condotta dannosa;
– rendere obbligatoria una retroattività ed una postuma di 10 anni per le polizze assicurative aziendali;
– vincolare le forme alternative di assicurazione aziendali (auto ritenzione di rischio) a regole che le rendano sovrapponibili, come forma di tutela, alle polizze assicurative propriamente dette.
Purtroppo nessun margine ci è stato invece concesso circa la nostra richiesta di introdurre l’obbligo per l’Azienda di contrarre le polizze assicurative per la colpa grave del proprio personale dipendente.
Ciò significa comunque che, qualora la volontà che ci è stata espressa venisse tradotta in corrispondenti modifiche, il testo portato in discussione in Commissione Igiene e Sanità del Senato prima ed in aula poi, accoglierebbe già in buona parte il contenuto degli emendamenti da noi ritenuti “irrinunciabili”.
Rimarrebbe in ogni caso, per gli altri, la discussione e la votazione emendamento per emendamento.
Attendiamo per la settimana prossima la pubblicazione del testo definitivo su cui faremo le ulteriori valutazioni.
A ciò dobbiamo aggiungere il lavoro che stiamo portando avanti in Regione Veneto, per arrivare ad un bando regionale per una polizza per colpa grave ed assistenza legale, destinata a tutto il personale sanitario dipendente.
Se le dichiarazioni di intenti manifestateci al Senato ed il progetto regionale andassero a buon fine, dovremo prendere atto che tutte le priorità sollevate da Obiettivo Ippocrate avranno avuto soddisfazione.
Siamo tutti coscienti che questi, al momento, sono risultati possibili ma ancora non “portati a casa”, per cui non abbiamo alcuna intenzione di abbassare la guardia né di mollare l’osso che, con tanta caparbietà, stiamo difendendo.
Abbiamo imparato a non sorprenderci più di quello che giorno dopo giorno, come associazione stiamo raggiungendo, ma non vogliamo assolutamente dimenticare quando siamo nati e da dove siamo partiti: neanche il più improbabile dei visionari avrebbe avuto l’ardire di immaginare un tale “viaggio”.
Dobbiamo essere orgogliosi di quanto ottenuto e di quanto ancora arriverà, dobbiamo difendere questo che è l’inizio del nostro viaggio…..si può viaggiare anche tutta la vita di meta in meta.
Avanti tutti insieme!

Massimiliano Zaramella
Avv. Alessia Gonzati

P.S.: a ringraziamento vi volevo aggiornare che la campagna di sensibilizzazione ed autofinanziamento con le penne e le magliette di O.I. è partita a gonfie vele….manteniamo vivo il vento!

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Perché è giusto che i medici siano tutelati (fonte: L’Espresso)

Il sistema Usa vive sotto il ricatto degli studi legali e delle cause intentate dai pazienti insoddisfatti. Ma è un meccanismo che alla fine va a discapito prorio dei malati. E in Italia non va copiato.

C’è un disegno di legge di grande importanza che in questi giorni, dopo essere stato approvato dalla Camera dei Deputati, è in discussione al Senato. Un testo che – tra altre cose – pone limiti alle cause contro i medici. A molti potrà far storcere la bocca, ma si tratta di un provvedimento sacrosanto. Per spiegare perché, ricorrerò alla mia esperienza negli Usa dove ho avuto modo di imbattermi nel sistema sanitario (e parlo del migliore), ricavandone un’impressione spaventosa. E le cause contro i medici sono una delle ragioni all’origine del giudizio.
Fare causa al chirurgo che ti ha operato o al medico che ti ha prescritto un farmaco è diventato una sorta di sport nazionale in America, uno sport dietro al quale c’è una grande business in mano a studi legali spregiudicati. Questi bombardano il paziente fin dagli atrii degli ospedali, o con martellante pubblicità in tv, radio, social network, invitandolo a fare causa al proprio dottore o al proprio ospedale nel caso una cura non sia andata come previsto.
Non importa che il medico abbia fatto tutto ciò che era possibile: ci sarà sempre un perito pronto a dare una “seconda opinione” in grado di far nascere un ragionevole dubbio. Il medico o l’ospedale, pertanto, rischieranno di dover pagare cifre enormi, il paziente potrà fare una piccola fortuna, che comunque è una frazione di quella che spetterà allo studio legale il quale, di solito, prende il 60-70 per cento dell’eventuale risarcimento. Così molti medici cercano di evitare il rischio di operazioni che, per motivi del tutto naturali (per esempio, aderenze post-operatorie) potrebbero facilmente prestarsi a cause milionarie.
Un esempio. Mi hanno fatto vedere dati ancora in elaborazione sul tasso di mortalità del tumore alle ovaie negli Stati Uniti: negli ultimi anni sono in forte crescita, perché i medici cercano di evitare di asportare le ovaie alle donne temendo di essere chiamati in causa per aver impedito loro di avere figli. Lo stesso vale per altri tipi di tumori e malattie critiche. Una follia che prescinde dalla bravura del medico o dall’eccellenza delle strutture di cura. Una follia che, oltre a paralizzare un sistema impedendogli di fare ciò che è giusto, comporta anche costi spaventosi. Ogni ospedale, clinica e medico deve infatti premunirsi dalla prospettiva di essere rovinato, per cui sottoscrive costosissime polizze assicurative, che finiranno per gravare sui costi del paziente.
Qualche esempio. Un ginecologo mio amico, di grande livello (ma non certo il migliore) ha pagato un’assicurazione di 750.000 dollari nel 2014. Un parto cesareo in un noto ospedale di Boston è costato alla moglie di un mio conoscente 50.000 dollari, il banale lavaggio di un “port-a-cath” 1.470 dollari (è il dispositivo che consente di fare chemioterapia senza danneggiare le vene; il lavaggio è gratis in ospedale in Italia, la Regione Lazio rimborsa all’ospedale 6 euro); un solo ciclo di chemioterapia oscilla tra i 30.000 e i 60.000 dollari. Per un intervento al cuore con inserimento di un by-pass la cifra minima è di mezzo milione di dollari in un ospedale minore.A peggiorare le cose, un sistema sanitario fondato su coperture assicurative private determina pressioni e stress sui medici che si ripercuotono sul paziente. Le assicurazioni, infatti, dettano tempi e rimborsi per ogni degenza, superando i quali può nascere un contenzioso tra ospedale e assicurazione (che si rifiuta di pagare quanto dovuto). Ne consegue che le strutture di cura impongano ai loro chirurghi di fare quante più operazioni possibili in un giorno, magari riducendo a due ore il tempo di un intervento che ne richiederebbe il doppio o il triplo. Stesso discorso per i tempi di degenza: in entrambe i casi, più i tempi si riducono, più l’ospedale è produttivo, più ci guadagna.
Per queste ragioni ho trovato un sistema del genere molto simile a un incubo, peraltro incapace di assistermi tempestivamente nel momento in cui avevo bisogno per il timore degli specialisti di una causa dietro l’angolo. E per questo auspico che il disegno di legge approdato al Senato sia approvato senza stravolgimenti (la lobby degli avvocati è potente…), ponendo fine a una tendenza che si sta sviluppando anche nel nostro Paese.
Riflettiamo su alcuni aspetti. In Italia, un medico specializzando di 32 anni che partecipa a interventi chirurgici ed è essenziale al funzionamento di un ospedale guadagna 1.600 euro al mese (un suo equivalente statunitense non prende meno di 130.000 dollari l’anno). Non è coperto da assicurazione, che deve pagarsi da solo e, appena finita la specializzazione, ha poche prospettive di trovare un lavoro. Non molto migliore, in proporzione, è la condizione economica e operativa di straordinari medici più anziani che continuano a rappresentare eccellenze capaci di salvare vite senza alcun costo per il cittadino. Quale incentivo avrebbero in futuro a mettere in gioco la loro vita di fronte al rischio di pesantissime cause? La sanità pubblica andrebbe incontro a una paralisi, e solo allora, forse, tutti si renderebbero conto del valore di un sistema che, pur tra tanti difetti, consente a tutti di essere curati (in molti casi gratis) con risultati che, confrontati con quelli di altri grandi Paesi avanzati, rimangono di assoluto valore.
Leonardo Maugeri –

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Obiettivo Ippocrate in Regione Veneto

Il nostro legale avv. Alessia Gonzati inserito nel tavolo tecnico per il bando regionale per la polizza assicurativa per colpa grave ed assistenza legale.

 

DDR-1 del 26-LUG-2016

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