Archivio Mensile: dicembre 2016

COMUNICATO STAMPA OBIETTIVO IPPOCRATE 02.12.2016

La Regione Veneto ed Obiettivo Ippocrate lanciano un progetto pilota per la tutela dei pazienti e dei professionisti della Sanità.
Venerdì scorso presso l’Aula Magna del S. Bortolo ha riscosso una partecipazione ed un successo oltre ogni più rosea aspettativa l’incontro organizzato da Obiettivo Ippocrate con tema: “Responsabilità professionale e tutela in Sanità”.
Durante i lavori che hanno toccato aspetti locali, regionali e nazionali, erano presenti rappresentanti delle Direzioni di numerose aziende ospedaliere ed universitarie del Veneto, insieme ad oltre un centinaio di medici, infermieri, ostetriche, perfusionisti e tecnici sanitari.
L’evento è stata l’occasione da parte della Regione Veneto, nella persona del Dr. Domenico Mantoan, Direttore Generale Area Sanità e Sociale regionale, per presentare i risultati del tavolo tecnico regionale, fortemente voluto da Obiettivo Ippocrate, per la ricerca di una polizza assicurativa adeguata a garanzia e tutela dei pazienti e degli operatori sanitari di tutta la Regione. Il Dr. Mantoan ha sottolineato come questa iniziativa rappresenti una novità assoluta in ambito nazionale ed ha riconosciuto alla nostra associazione un ruolo di primo piano nel raggiungimento di un obiettivo così prestigioso. A breve sarà comunicato dalla Regione, quale compagnia assicurativa, tra le numerose presentatesi, risulti quella il cui prodotto assicurativo rispecchi le indicazioni del tavolo tecnico. Ha inoltre sottolineato come risulterà importante l’adesione a questa polizza da parte del maggior numero dei professionisti della sanità veneta, per diventare un modello da esportare nelle altre regioni d’Italia.
La giornata ha inoltre vissuto un momento di grande coinvolgimento emotivo con la nomina a soci onorari di Obiettivo Ippocrate della Dr.ssa Mirka Cocconcelli, Chirurgo Ortopedico tra i primi in Italia a sollevare la problematica del giusto inquadramento della responsabilità professionale in ambito sanitario, e del Dr. Pietro Bagnoli, chirurgo oncologo autore del libro “Reato di Cura”, fotografia autobiografica di un ingiusto quanto sofferto processo penale.
Riteniamo che questo evento rappresenti un ulteriore risultato sorprendente della nostra associazione che ricordiamo essere nata meno di un anno fa. E’ evidente che i temi così delicati e di interesse comune, che Obiettivo Ippocrate ha fatto propri, hanno trovato un terreno fertile pronto sia nei colleghi che nelle istituzioni, ma soprattutto nella gente comune.
A ciò crediamo si debba riconoscere la coerenza, la forza e la trasparenza con cui Obiettivo Ippocrate si propone a tutti gli interlocutori.

Massimiliano Zaramella
Presidente Obiettivo Ippocrate
www.obiettivoippocrate.it

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L’esito del referendum affosserà il Ddl Gelli? (fonte: quotidianosanita.it)

06.12.2016 –

Gentile Direttore,
pochi giorni fa sulle sue pagine avevo definito “il Ddl Gelli ostaggio dei risultati del referendum del 4 dicembre” e le nubi che ora si alzano all’orizzonte da più parti, mi inducono a pensare che la questione della responsabilità professionale in sanità sarà considerata secondaria a ben altri problemi più “pressanti ed urgenti”.
E il Ddl Gelli e tutto ciò che avrebbe potuto nascere di positivo da esso con un ulteriore lavoro di miglioramento, finirà in un cassetto, a fare compagnia a disegni di legge altrettanto pressanti da un punto di vista etico e civile, ma con meno appeal mediatico/elettorale (la riforma delle adozioni, il reato di omofobia, il reato di tortura solo per citarne alcuni a bruciapelo).
Cerco quindi di calarmi nel difficilissimo, gravoso ed illuminato compito di coloro che prenderanno le redini, consunte e scivolose di questo nostro paese, per intuire le loro priorità.
Purtroppo però non ci riesco, è un compito toppo arduo per il mio modo di sentire e di pensare, la distanza da loro è troppa, anche solo per provare ad immedesimarmi. Ma siccome “mi piace vincere facile”, provo ad immedesimarmi allora in uno dei tanti che domenica  ha inserito la propria scheda elettorale nell’urna, sentendo sopra le proprie spalle la responsabilità, il fardello per qualcuno, la missione per qualcun’altro, di partecipare ad una scelta vitale per il nostro paese.
Ecco in questo mi sento decisamente capace e a mio agio: mi immedesimo in uno qualsiasi di noi, mi và a pennello! Mi immedesimo e penso da padre guardando i miei figli quali siano le mie priorità e quindi le priorità che devono essere del mio paese.
Me ne vengono in mente tantissime alla rinfusa: una casa, ciò di cui nutrirci, la scuola, il lavoro, ed in ogni immagine mi vedo e vedo coloro che mi circondano stare bene, allora penso: non è che tutte le nostre necessità ed i nostri desideri partono comunque dal presupposto di essere innanzi tutto persone in buona salute?
Qualcuno penserà che questa sia una banalità, ma vede Direttore, non vorrei che si confondesse la banalità con il sentire comune, né vorrei che una cosa scontata perdesse di valore perché condivisa. Per cui con presunzione mi faccio portavoce di coloro che, tra le priorità del proprio paese, vogliono vi sia il diritto a ricevere le migliori cure possibili in qualsiasi situazione per quanto difficile ed unica, e non ne facciamo solo una questione di fondi, di spazi e di strumenti.
No, noi ne facciamo una questione di persone prima di ogni altra cosa, vogliamo essere pazienti e cittadini fiduciosi nelle persone che ci accolgono e ci curano e vogliamo essere sanitari  coscienziosi e sereni nel curare, sereni non perché intoccabili ma perché investiti dalla società e quindi da ciascuno di noi, del compito di fare tutto ciò che è umanamente possibile per salvaguardare, per quanto ci è concesso, lo stare bene.
Con questo sentire Obiettivo Ippocrate si è mosso in questi 10 mesi di vita in tutti gli ambiti, nazionali, regionali, locali e con tutti gli interlocutori che hanno accettato di confrontarsi con noi: pazienti/cittadini, associazioni, istituzioni, politici.
Nel nostro “grande piccolo” abbiamo seminato questo pensiero ovunque vi fosse un terreno fertile e pronto a raccogliere il nostro accorato invito. Se nel parlamento nazionale questi semi sono ancora tra le zolle di un terreno tutto da decifrare, in Regione Veneto spuntano i primi germogli.
Venerdì infatti a Vicenza il Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale Regionale, Dr. Domenico Mantoan, ha scelto l’Assemblea Nazionale di Obiettivo Ippocrate per rendere pubblici i primi risultati di un progetto pilota della Regione Veneto, fortemente sollecitato dalla nostra associazione che ne è stata parte attiva in ogni fase sin dalla sua nascita nello scorso marzo, e che porterà entro la fine dell’anno alla scelta di un’offerta assicurativa per la responsabilità professionale, innovativa per il mercato sanitario, per le caratteristiche di tutela del paziente e degli esercenti la professione sanitaria.
Voglio pensare che anche questo sia un passo verso lo stare bene di molti ed un riavvicinarsi al pensiero che sanitari e paziente sono anelli di una stessa catena, indivisibile, e la cui solidità e forza è il risultato della solidità e della forza di ciascun anello.

Massimiliano Zaramella
Presidente Obiettivo Ippocrate

 

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06.12.2016 – I pericoli per sanità e pazienti dall’assurda “caccia al medico” (fonte: Rubrica Stetoscopio da ‘Il Giornale di Vicenza’)

Il problema delle “causa temerarie” ai medici, più volte affrontato da queste colonne di dialogo con i colleghi e la cittadinanza, va assumendo contorni sempre più preoccupanti. La “caccia al medico” è diventato un business, un fenomeno in continua crescita grazie anche alla martellante pubblicità, soprattutto via Internet, di Agenzie specializzate in cause risarcitorie che offrono i propri servigi “gratuiti” per denunciare e chiedere risarcimenti ai medici, agli ospedali e alle assicurazioni. Le azioni legali di questo tipo sono in forte ascesa per quantità e valore, seconde solo alle denunce contro le banche.
Le cifre parlano da sole: nello scorso anno sono state intentate 30 mila cause civili per “malasanità” e 300 mila cause a sfondo medico sono pendenti presso i Tribunali che impiegano una media di 4 anni per esprimere un giudizio che nel 95 per cento delle cause penali è di assoluzione per il medico.
Sono questi i numeri di quella che il Corriere della Sera ha già definito “guerra legale preventiva ai medici”. Una guerra che è figlia della crisi economica, perché sono in molti a tentare di speculare sulle disgrazie proprie o di un parente, ma anche di una discutibile professionalità di troppi legali. Lo dice l’avvocato Giuseppe Badolato, 25 anni di professione, che fa parte del Tribunale per la tutela della Salute, “purtroppo attorno alla malasanità ci sono vari tentativi di speculazione ed è molto antipatico. L’errore va punito ma qui è una giungla e la malasanità è diventata malagiustizia. Ci vuole più serietà da parte di tutti e spesso faccio più fatica a convincere una famiglia che è bene lasciar stare la causa anziché il contrario.”
Ma per un avvocato che studia bene le carte e non si muove se prima non ha almeno una relazione specialistica di un medico dell’Istituto di Medicina legale,  innumerevoli sono i “kamikaze” che ci provano comunque con cause lunghissime che vanno a buon fine solo nel 5 per cento dei casi ma che spesso si arenano fra pareri discordanti delle commissioni di periti fino a diventare degli inestricabili gineprai.
Il fenomeno è tutto italiano e si dipana nel difficile dialogo tra scienza, politica e magistratura, la quale si avvale di liste di consulenti tecnici spesso stilate senza tener conto delle effettive competenze. Negli USA, per citare un esempio, i Tribunali seguono la “procedura Daubert” che ritiene prove ammissibili solo quelle basate su ipotesi ed esperimenti che siano controllabili e incentrati su una solida letteratura scientifica. Su questi presupposti non sarebbe stato possibile emettere una sentenza aberrante come quella del giudice italiano che ha condannato a un pesante risarcimento dando credito alla scientificamente inesistente relazione autismo- vaccini.
Le conseguenze di quello che possiamo definire il “caso Italia” sono pesanti. E’ stato valutato che il costo della cosiddetta medicina difensiva è di 10 miliardi solo per quanto attiene il valore delle prestazioni terapeutiche e diagnostiche non strettamente necessarie per la salute del paziente prescritte per tutelarsi dalle cause. Ma quello che è più grave è che i troppi contenziosi e il timore di una denuncia fanno da freno per i chirurghi i quali, con una media di tre su dieci, rinunciano a interventi troppo delicati che potrebbero essere risolutori per il paziente. Inoltre, come ha denunciato Diego Piazza, presidente dell’Associazione Chirurghi Ospedalieri, “la situazione sta causando anche un crollo della vocazione chirurgica perché sempre meno studenti si iscrivono alle scuole di specialità”.
Per arginare le innumerevoli cause infondate e i costi della medicina difensiva si è mosso anche il Parlamento con il Disegno di Legge presentato dal senatore Federico Gelli che però – causa anche il deprecabile rallentamento dell’attività di troppi parlamentari impegnati a fare campagna elettorale per il si e il no al referendum – giace in Senato.
In attesa che sia una legge dello Stato a scoraggiare inutili e dannose azioni legali, al medico non resta che il salvagente dell’assicurazione i cui costi sono cresciuti a dismisura negli ultimi anni. Nel 2015 i premi assicurativi versati dai medici ha sfiorato i 190 milioni – 40 in più del 2014- con una media pro capite di 15mila euro.
In questo campo va dato atto alla Regione Veneto di essere un passo avanti rispetto al Parlamento. Ha infatti fatto proprio un progetto pilota per la creazione di una polizza regionale per tutti i lavoratori della Sanità, ha dato vita a un sondaggio che ha visto la risposta di Compagnie assicurative italiane e straniere che sono ora al vaglio di un tavolo tecnico.
L’iniziativa ha un sigillo vicentino poiché nasce dall’Associazione “Obiettivo Ippocrate” che si è distinta, in nemmeno un anno di attività, per numerose prese di posizione a tutela della categoria e che venerdì scorso ha dato vita a un Convegno su questo delicato tema, con la presenza del Direttore Generale della Sanità, Domenico Mantoan.
Un bell’esempio di come, lavorando in collaborazione e non imponendo diktat dall’alto, medici, tecnici e politici possono migliorare la nostra Sanità.

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DDL “Responsabilità professionale”: giusto accontentarsi? (fonte: quotidianosanita.it)

18 dicembre 2016 –

Gentile Direttore,
devo dire che vedere da alcuni giorni, ed immagino anche nei giorni a venire, sulla prima pagina del suo giornale, in pianta stabile, la questione “responsabilità professionale” mi fa piacere e mi inorgoglisce, evidentemente ormai è diventata percezione comune e condivisa che il corretto ed equo inquadramento della questione, rappresenti una priorità irrinunciabile per le professioni sanitarie ma soprattutto per i pazienti ed i cittadini.
Sia lei, Direttore, che i suoi lettori, conoscete ormai bene le perplessità che Obiettivo Ippocrate nutre sull’impianto ed i contenuti del Ddl Gelli: in questi mesi non abbiamo mai fatto mancare il nostro critico contributo al possibile miglioramento del disegno di legge, quindi oggi non voglio certo propormi come voce imparziale nella scelta se sottoscrivere o meno la petizione, non ne ho certo la veste e probabilmente neanche le competenze. Mi piace però pensare che chiunque decidesse volontariamente di sottoscrivere o no questo invito del Suo giornale lo facesse a ragion veduta, almeno in cuor proprio, dopo aver valutato per quanto possibile, i contenuti del Ddl Gelli.
Mi rendo conto di quanto ciò risulti particolarmente difficile, vuoi per la complessità dell’argomento, vuoi per le difformità se non contrapposizioni di voci autorevoli, non ultima la presa di posizione ufficiale a favore del Ddl da parte della Fnomceo a pochi giorni da un intervento di un componente del proprio Consiglio Nazionale, Pierantonio Muzzetto, che proprio dalle pagine del suo giornale ne auspicava una completa riscrittura.
Quello che propongo è quindi un riesame “formato Bignami” di quello che si propone di andare a sottoscrivere, partendo da tre precisazioni che ritengo fondamentali prima di addentraci nell’esame tecnico:

1. ciò che eventualmente andiamo a firmare non è una petizione sulla necessità di trovare una soluzione alla responsabilità professionale, su cui tutti concordiamo, ma è una già definita proposta su strumenti ritenuti, dai sostenitori del Ddl, adeguati a dare una corretta soluzione alla questione;

2. la creazione di una nuova modalità di affrontare e, per quanto possibile, risolvere questioni tanto difficili e delicate, coinvolgenti tante figure professionali ma soprattutto pazienti e cittadini, impone di arrivare a delle scelte che non possono essere motivate semplicemente dal portare a qualcosa che è “meno peggio” di ciò che già abbiamo, deve bensì mirare alla soluzione migliore in questo momento storico, sociale e culturale;

3. ciò che sceglieremo come soluzione migliore sarà ciò che porteremo con noi almeno per i prossimi vent’anni, vista la difficoltà di affrontare la materia ed i tempi tecnici del nostro agire.

Bene partendo da queste considerazioni vediamo di toccare alcuni punti del Ddl sulla responsabilità professionale che ritengo meritino un’ulteriore seria riflessione.
L’art. 6 prevede l’inserimento nel codice penale dell’art 590-ter., con una nuova ipotesi di reato: l’omicidio colposo o lesioni personali “in ambito sanitario”. Pur prevedendo tale articolo l’esimente sia per colpa lieve che per colpa grave per l’esercente la professione sanitaria che abbia agito nel rispetto delle linee guida e in assenza di esse delle buone pratiche clinico-assistenziali, si deve rilevare come rispetto alla disciplina attuale (Legge Balduzzi) ed alla sua interpretazione giurisprudenziale, la stessa norma al comma 1 restringa l’applicazione delle linee guida alla sola imperizia mantenendo la punibilità – dalla Giurisprudenza maggioritaria oggi esclusa- per le altre due forme di colpa (negligenza ed imprudenza). Ricordiamo peraltro che Italia, Polonia e Messico sono gli unici paesi civilizzati in cui l’atto medico non è depenalizzato.
L’art 10 comma 3 dispone l’obbligo di assicurazione per l’esercente la professione sanitaria al fine di garantire efficacia all’azione di rivalsa sia di cui all’art. 9 che di cui all’art. 12, comma 3. Prevede pertanto un duplice obbligo assicurativo senza peraltro prevedere analoga obbligatorietà di assicurazione da parte delle compagnie assicurative (tipo RCA auto). L’onere previsto per il singolo esercente la professione sanitaria di reperire una valida copertura assicurativa crea le maggiori e più gravi problematiche e ripercussioni pratiche in via diretta sugli esercenti la professione sanitaria del settore pubblico ed indirettamente all’Azienda Sanitaria, da cui lo stesso medico dipende, nonché al cittadino-paziente.
Ciò in quanto detta norma si inserisce in un sistema assicurativo in cui è estremamente difficile (se non praticamente impossibile) per gli esercenti la professione sanitaria dotarsi di idonea copertura assicurativa. Difficoltà che non riguardano solamente l’ammontare dei premi assicurativi che potrebbero essere effettivamente calmierati dai massimali di rivalsa, imposti dall’art. 9, comma 5 del DDL, a tre annualità lorde dello stipendio percepito dall’esercente la professione sanitaria.  I problemi aperti sono difatti ben altri e riguardano innanzitutto e nello specifico la facoltà di recesso unilaterale da parte dell’assicurazione (facoltà che verrebbe ovviamente esercitata proprio alla segnalazione del primo sinistro) e la conseguente impossibilità pratica per il singolo esercente di reperire, a fronte del recesso, una nuova copertura assicurativa.
I medici e gli esercenti la professione sanitaria diverrebbero pertanto immediatamente inadempienti proprio rispetto all’obbligo loro imposto dall’art. 10 e, conseguentemente, impossibilitati ad esercitare la propria professione. Con buona pace per l’azienda di recuperare quanto anticipato al danneggiato e per il paziente di poter usufruire di un efficace servizio sanitario pubblico. Senza considerare che, pur in assenza di sinistri ovvero di esercizio di recesso da parte della compagnia, le attuali polizze assicurative hanno durata annuale, nulla garantendo all’esercente la professione sanitaria che la compagnia rinnovi, alla scadenza annuale, il contratto stipulato ovvero che la compagnia non alzi esponenzialmente i premi assicurativi.
Dette problematiche sono ovviamente connesse al fatto che il sistema delineato dal DDL Gelli lascia il singolo esercente la professione sanitaria abbandonato a sé stesso per trovare l’assicurazione “meno peggio”, con l’obbligo di assicurarsi indipendentemente da logiche di mercato su cui, da singolo, non ha ovviamente alcun potere contrattuale. Sistema che crea quindi un danno drammaticamente trasversale.
È danneggiato il medico, che non può lavorare. È danneggiata l’Azienda Sanitaria per cui il medico lavora, che vede le sue risorse umane venir meno (con riduzione delle prestazioni erogabili e aumento delle famigerate liste d’attesa) e vede venir meno la stessa garanzia di recuperare in rivalsa dal medico non assicurato e magari con patrimonio incapiente, le somme corrisposte al terzo danneggiato a titolo di risarcimento danni. È danneggiato soprattutto il singolo cittadino, qualora divenga “paziente”, poiché troverà meno medici, meno risorse, più attesa, come se non fosse già abbastanza danno per lui l’esser condannato all’inevitabile medicina difensiva.
L’art. 12, comma 3 mutuando nella disciplina della responsabilità medica una norma specifica dell’RC Auto, prevede la possibilità di rivalsa da parte della compagnia di assicurazione nei confronti dell’assicurato “nella misura in cui avrebbe avuto contrattualmente diritto di rifiutare o di ridurre la propria prestazione”; formulazione estremamente ampia e, in quanto tale, potenzialmente soggetta alle più disparate interpretazioni che avrebbe, quale risultato pratico, quello di costringere i professionisti e le aziende alla medicina difensiva ovvero astensionistica, rifiutando il trattamento sanitario nei casi maggiormente complessi, per evitare di subire la rivalsa dalla propria assicurazione.
Il vero danneggiato, in questo caso, sarebbe solo il paziente al quale verrebbe negato, proprio nelle situazioni di criticità e complessità, il proprio diritto alla cura.

Dr. Massimiliano Zaramella
Presidente Obiettivo Ippocrate

Avv. Alessia Gonzati
Legale Obiettivo Ippocrate

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Lo spirito di Obiettivo Ippocrate nelle parole di un paziente

Caro/a paziente,

quando entriamo qui impariamo a modificare un po’ la nostra visione del mondo che ci circonda. Non guardiamo le pareti magari non dipinte di fresco, non soffermiamoci sugli accessori non di ultima generazione… guardiamo oltre, oltre anche il panorama più familiare che possiamo riconoscere al di là del vetro di una finestra. Osserviamo il laborioso e sempre motivato movimento come di formiche di medici ed infermieri. Apprezziamo la loro capacità di sopportare la pressione e a volte l’insistenza di noi malati e familiari.

Incrociamo, se ne sentiamo il bisogno, il loro sguardo sempre gentile e comprensivo, approfittiamo della loro disponibilità ad una semplice battuta.

Oltre le cose materiali, sicuramente perfettibili, c’è un tesoro di competenza e professionalità, una ricchezza di umanità e capacità che vanno riconosciuti e, nel limite dato dalla nostra condizione di malati, anche supportati e gratificati fosse solo con un gesto, un sorriso o con un grazie sincero.

Due cose ti chiedo di avere sempre con te: fiducia e pazienza.

Fiducia che chi ci sta curando lo sta facendo al massimo delle sue possibilità, pur con tutti i limiti che ogni essere umano ha, ma che comunque mette noi e la nostra guarigione al centro del suo impegno e lo fa, per nostra esperienza personale, con totale dedizione.

Pazienza di capire ed accettare che i tempi sanitari non sono i tempi del nostro quotidiano: perfino giorno e notte assumono a volte significati diversi in ospedale! Il traduardo della guarigione val bene qualsiasi attesa.

Infine un augurio: in primis a noi pazienti perché la nostra permanenza qui sia l’inizio di un nuovo futuro, forse non sempre bello come lo è stato un tempo, ma sicuramente più consapevole e sereno.

Poi un augurio al Direttore, al gruppo medici, allo staff infermieristico, affinché abbiano la forza di rinnovare ogni giorno il loro impegno così prezioso a servizio del malato.

Da ultimo una speranza: che esperienze forti come quelle che si vivono qui contribuiscano a renderci noi tutti, malati, familiari, medici ed infermieri delle persone migliori.

Con sincera riconoscenza
Leopolda Slongo e famiglia.

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NEWS ….ULTIM’ORA!!!!

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Venezia 21.12.2016 –

Questa mattina si è tenuto presso Palazzo Molin a Venezia l’incontro informativo voluto dalla Regione Veneto per mettere a conoscenza le sigle sindacali e le associazioni non sindacali come Obiettivo Ippocrate, dell’esito dell’indagine di mercato eseguita dal tavolo tecnico nominato quest’estate, tra i quali la nostra legale Avv. Alessia Gonzati. Tavolo tecnico che ha dimostrato un impegno non comune nel portare a termine in tempi brevi questa impresa.

Il prodotto assicurativo selezionato è della compagnia AM TRUST ed è ritenuto dagli specialisti che lo hanno analizzato e selezionato, come il miglior prodotto assicurativo sul mercato ad oggi in termini di tutela e copertura dei rischi.

Nei prossimi giorni verranno ufficializzati i dettagli tecnici che ci sono stati illustrati oggi ed inizieranno le sottoscrizioni delle polizze.

Grazie alla Regione Veneto che ha condiviso le preoccupazioni ed aspettative di Obiettivo Ippocrate, portiamo a casa un risultato impensabile 11 mesi fa.

Avanti sempre !!!!

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Caratteristiche peculiari polizza Regionale Obiettivo Ippocrate

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Obiettivo Ippocrate nelle parole di un altro paziente

lettera paziente 2

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Polizza Regione Veneto per la Responsabilità professionale

Cari Associati,
facendo seguito alle problematiche da alcuni di voi sollevate in merito alla gestione da parte di QBroker delle polizze assicurative di AmTrust Europe in oggetto siamo a comunicarvi che:
–  per tutto il 2018 l’intermediario per le polizze assicurative in rinnovo rimarrà Qbroker;
– AmTrust ha messo a disposizione di tutti coloro che hanno stipulato la polizza assicurativa promossa dalla Regione Veneto l’indirizzo http://www.amtrusteurope.it/medicalveneto/, al fine di supportare il sistema organizzativo preesistente, manifestatosi insufficiente;
– la società di consulenza Alpa srl si è resa disponibile, per tutto il 2018, ad offrire la propria collaborazione a tutti gli associati di Obiettivo Ippocrate per eventuali necessità legate alla polizza già sottoscritta e rinnovata con AmTrust;
– Alpa srl propone inoltre uno sconto del 5% per tutti gli associati che volessero sottoscrivere per il suo tramite la polizza AmTrust promossa dalla Regione Veneto.

Per ottenere tutte le informazioni necessarie sui termini di scadenza e di rinnovo delle polizze e/o sui termini e le modalità per comunicare eventuali disdette a QBroker, ovvero per stipulare nuovi contratti assicurativi con Alpa srl , potrà rivolgersi alla stessa Alpa srl di cui vi indichiamo in calce alla presente tutti i riferimenti.

Rimaniamo sempre a vostra disposizione per ogni dubbio.
La segreteria di Obiettivo Ippocrate

ALPA s.r.l  Viale B. D’Alviano 81  36100 Vicenza

Tel. 0444/921362.   Mobile:392/6363814

La sede è aperta dal martedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30.
Il mercoledì’ e giovedì dalle ore 14.30 alle ore 17.30.
Su appuntamento i rimanenti giorni ed orari.
Per urgenze, vi chiediamo di inviare e-mail al seguente indirizzo: alpa@alpa-srl.com

– Nota Regione Veneto num. 528690 – 29.12.2016 (documento integrale)

Assicurazione amtrust-medical-all-risk (Nota Informativa)

sito AMTRUST: clicca qui per preventivi

Per informazioni su rinnovo polizza, domande sulla propria polizza, richieste di aumento dei massimali o per segnalare problemi scrivi a

amtrustveneto@amtrustgroup.com  specificando se si è associati ad Obiettivo Ippocrate.

MODULI DA COMPILARE:

  1.  informativa precontrattuale

  2. Modulo di Proposta (dic. 2016)

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