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A quando il Tribunale dei diritti del medico?

8 APRGentile direttore,
se me lo permette, intervengo per ringraziare l’amico Giovanni Leoni. Finalmente un chirurgo che ha ribadito il disagio della classe medica ed ha evidenziato le colpe di quella numerosa categoria di “pseudo-esperti” che parlano senza alcuna cognizione di causa, non sapendo cosa significhi essere sfruttati come novelli schiavi/forzati della Cayenna (per un euro netto l’ora: vergogna) e accusati, spesso ingiustamente, di malpractice per colpe che sono legate ai cronici disservizi del sistema sanitario nazionale. L’opinione pubblica non può ritenere che alla base di qualsiasi evento imprevisto ci sia, sempre e comunque, una colpa del medico e/o del personale sanitario! Continuate pure a perorare il motto: Name, blame, shame (addita, incolpa,
umilia), ma vi ritroverete senza professionisti sanitari disposti a sacrificarsi per un piatto di lenticchie. I media continuano ad affermare che si registrano 123 morti al giorno per malasanità, mi domando se la mia categoria si sia improvvisamente rincretinita o se sia composta esclusivamente da serial killer operativi h24 (festivi compresi) oppure, non sia in atto una astuta operazione di marketing per nascondere i veri colpevoli di questo disastro annunciato.   Negli ultimi 15 anni i contenziosi medico-legali sono cresciuti del 255 per cento e ogni anno vengono depositate in tutto il Paese circa 18.000 cause di responsabilità professionale, mentre sono circa cinquemila i siti internet che offrono assistenza legale ai pazienti per casi di presunta “malpractice”.
Nulla di male, per carità: siamo nell’epoca dell’economia di mercato,dove tutto è 
business, per cui sfruttiamo il filone. Forza, dagli addosso al medico, dato che un colpevole deve esserci sempre e comunque, meglio se questo sia il medico che è sempre solvibile e dotato di una buona assicurazione a cui rivolgersi.  Ma forse la battaglia del risarcimento nei confronti della classe medica ha caratteristiche diverse perchè ci sono in ballo fattori differenti e, su tutti, la speranza di trovare un “colpevole”, sempre e comunque a cui “far pagare” in moneta sonante una probabile “colpa”, imputabile spesso ai disservizi organizzativi ascrivibili ai vari direttori generali emanazione dei vari potentati locali.
Caro Giovanni, fa comodo a tante persone incolpare noi medici di “tutti i mali del mondo”, per questo, fare l’ortopedico è ormai diventata una professione “pericolosa”: in vent’anni di carriera quattro medici su cinque devono fronteggiare una denuncia e finiscono così per trascorrere un quinto del loro tempo a barcamenarsi fra carte bollate e processi, per questo tanti colleghi abbandonano…perchè non ci sono più stimoli per proseguire, a fronte di stipendi risibili! Possibile che tutti noi si sia diventati improvvisamente imprudenti,negligenti e imperiti? O c’è qualcosa che non funziona nel sistema? 
 E cosa mi dici dei vari colleghi che hanno “pagato” con la propria salute: ”Un collega ortopedico, 45enne, ha avuto un infarto mentre riduceva un anca in Ps ortopedico, un’altro, 50 enne, mentre eseguiva un intervento correttivo per un alluce valgo è svenuto per una coronaropatia… per fortuna era in sala operatoria, è transitato dalla sala operatoria ortopedica direttamente all’UTIC… risultato? Angioplastica e impiantati 4 stent coronarici…un anestesista ci ha lasciato le penne nel suo studio”.
Vogliamo continuare? Vogliamo parlare delle innumerevoli aggressioni che subiamo quotidianamente da parte di pazienti inferociti per le ore di attesa in PS (imputabili ai tagli ai PL ed ai servizi,non certo decisi da noi,ma subiti), non sapendo che l’unico ortopedico in servizio transita su 4 ambulatori e vede 110 persone dalle ore 7.30 alle 19.30? E con chi se la prendono pazienti e parenti? Ovvio,non con il Direttore Generale, ma con il personale sanitario in servizio (Ip,Oss,tecnici di radiologia,ostetriche,etcc) utilizzato come punching ball umano!

Secondo te cosa significa? Secondo me è stress associato a demotivazione!

Giovanni, andiamo a cercare i veri colpevoli dello sfascio attuale,ossia una classe politica dissennata ed i loro “vassalli, valvassori e valvassini” fautori di una deriva culturale e sociale che ha contribuito ad erodere il rapporto fiduciario medico-paziente, disorientando tutti noi, professionisti della salute, che siamo indotti a vedere nel paziente, non solo una persona da assistere, quanto piuttosto un soggetto potenzialmente ostile da cui difendersi. Una situazione che crea insicurezza nel paziente e nel professionista e mette in crisi la libertà e l’indipendenza di giudizio cui deve ispirarsi l’esercizio professionale del medico, con conseguenze devastanti per gli uni ed per gli altri.
Chi non è medico-chirurgo non riesce a comprendere cosa significhi consentire ai professionisti di lavorare in un clima sereno che è un prerequisito per raggiungere la sicurezza delle cure! Voi vi fareste operare da un chirurgo demotivato, stressato, stanco? Io no!
La legge Gelli-Bianco poi è stato il colpo di grazia come avevo paventato in tempi non sospetti e come ribadito dal Maestro Cavicchi!
A questo, aggiungiamo la classica ciliegina sulla torta ossia,il fatto di non poter denunciare i disservizi, in quanto la tua azienda può licenziarti per “danno di immagine” e così abbiamo chiuso il cerchio!
Continuate pure ad addittarci al pubblico ludibrio, ad incolparci, ad umiliarci, ma vi ritroverete senza personale, perchè sento che stiamo prendendo coscienza e si sta alzando un “vento di fronda”, rappresentato dalle tante dimissioni, auto-licenziamenti, prepensionamenti, come dimostra non solo il Veneto, la Toscana, la Lombardia,ma anche l’Emilia (solo nella mia divisione nel giro di 2 anni si licenziarono o si pre-pensionarono 9 ortopedici su 18!!) ed il processo sarà inarrestabile. Caro Giovanni, quando istituiremo il Tribunale per i Diritti del Medico?

Sarebbe opportuno che “quelli delle alte sfere” si leggessero uno studio condotto dal National Quality Forum negli Stati Uniti che ha evidenziato quali sono gli ostacoli che impediscono un miglioramento della sicurezza delle cure:
1) il perpetuarsi del mito che un bravo professionista operi sempre perfettamente e che gli eventi avversi siano sempre e solo causati da imperizia,
negligenza ed imprudenza;
2)ignorare che le preoccupazioni concernenti le cause legali per malpractice, impediscono una adeguata comunicazione riguardante i problemi legati alla sicurezza e la condivisione dei dati sugli eventi avversi attuali e potenziali;
3) carenza di personale e demotivazione lavorativa;
4) ignorare che gli eventi avversi hanno spesso una causa sistemica e organizzativa;
5) mancanza di una chiara leadership e governance in ambito sanitario.

Caro Giovanni: “La scienza è fatta di errori che è utile fare perchè, di volta in volta, Aci portano alla verità !” (Feynman )

Dr.ssa Mirka Cocconcelli
Chirurgo ortopedico
Socio onorario di Obiettivo Ippocrate

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