Fnomceo e Cittadinanzattiva in risposta a Money.it …Ormai siamo alla deriva etica!

 

“A quando un manuale pratico per denunciare gli Avvocati, gli Ingegneri e magari anche i Giornalisti?”.

Se lo chiede il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO), Filippo Anelli, alla fine di una lettera di diffida che partirà nei prossimi giorni diretta alla redazione di Money.it, periodico on line che a inizio settimana ha pubblicato un articolo, firmato da dottoressa in Giurisprudenza, dal titolo: “Come si denuncia un medico? Guida pratica per denunciare ed ottenere il risarcimento danni”.

Pronta la reazione della FNOMCeO che ha subito attivato l’Ufficio Legale per chiedere “l’immediata soppressione” dell’iniziativa, riservandosi, in caso contrario, “di porre in essere anche le adeguate azioni di tutela legale della professione medica”.

“Siamo profondamente amareggiati – afferma ora Anelli – dai toni e dai contenuti di questo vademecum. E non perché il medico, come del resto tutti i cittadini, non sia passibile di denuncia, nel momento in cui sia dimostrabile un errore a lui imputabile. Siamo amareggiati perché, in maniera tendenziosa, si fa passare il messaggio che ottenere un risarcimento per presunta malasanità sia facile e quasi scontato. Non è così: i cittadini devono sapere, per completezza di informazione, che nel 90% dei casi la responsabilità del medico o dell’ospedale non viene dimostrata, e il denunciante può essere esposto a una controquerela per diffamazione o per calunnia. Addirittura, una recente sentenza del Tribunale Civile di Catania, dichiarato inesistente il danno, ha condannato il paziente a pagare le spese legali degli avvocati difensori del medico, della struttura e delle compagnie assicurative, oltre che per responsabilità aggravata, per un totale di circa novantamila euro”.

“Siamo amareggiati perché la diffusione di un simile e superficiale messaggio danneggia tutti: danneggia chi denuncia, attratto dal miraggio di facili guadagni e costretto a pagare spese legali per cause senza ‘fumus’; danneggia il Servizio Sanitario nazionale, che deve anticipare le spese legali per difendersi e che viene vieppiù vessato dall’iperprescrizione di visite ed esami dovuta alla cosiddetta ‘medicina difensiva’; danneggia i cittadini, che si vedono sottratte risorse che a loro appartengono, e che dovrebbero essere destinate alle cure – continua Anelli –. Soprattutto, procura un vulnus difficilmente rimarginabile alla Relazione di cura, a quell’affidarsi reciproco di medico e paziente che è alla base di ogni terapia e di ogni guarigione”.

Siamo solidali con tutti i presidenti d’Ordine, con tutti i medici che in queste ore si sono sentiti offesi, e con tutti i pazienti che, vittime di informazioni incomplete e tendenziose, si siano sentiti assaliti dal dubbio e dall’incertezza nei confronti dei medici e del Servizio Sanitario Nazionale, dipinto come inaffidabile – aggiunge –.Vorrei concludere condividendo il monito del Presidente dell’OMCeO di Palermo, Toti Amato: “La responsabilità etica e morale di un simile vademecum riguarda tutti, perché un’informazione incompleta produce danni enormi”. Ebbene, noi, come Ente sussidiario dello Stato, come garanti dei diritti dei cittadini, vogliamo smarcarci da questa responsabilità, denunciando e richiamando a un’informazione corretta, completa e trasparente”.  

 

Ufficio Stampa e Informazione FNOMCeO
informazione@fnomceo.it
www.fnomceo.it

Vicenza, 13 luglio 2019

Gent.le Direttore,

sulle pagine di “Money.it” la giornalista Isabella Policarpio ha voluto informare i Cittadini su “ come procedere e chiedere il risarcimento danni” dopo una denuncia per malasanità. Meno male! Finalmente una buona notizia!
I Cittadini sentivano l’urgenza di sapere come muoversi nei meandri di così complesse e articolate procedure e adesso che ne sono a conoscenza potranno scatenare le loro pulsioni più profonde per irrompere nel delicato sistema di fiducia del rapporto medico paziente e finalmente avere il giusto riconoscimento dei loro diritti anche se il prezzo da pagare sarà quello di distruggere, seppure ce ne fosse stato ancora il bisogno, l’ultimo frammento di relazione significativa tra malato e curante sul quale si è fondata l’antica e la attuale prassi medica. Grazie a questa dettagliata ed esaustiva serie di indicazioni i Cittadini potranno trarre ulteriori buoni vantaggi dal rapporto con la Sanità Pubblica e gli operatori e sarà completato il disegno criminoso di distruggere definitivamente il Servizio Pubblico per dare spazio alla confusione normativa e al passaggio di consegne dell’intero sistema alle organizzazioni private.!

Ormai siamo alla deriva etica!

Tutto è permesso e raramente abbiamo visto alzarsi il grido di sdegno da parte delle Istituzioni.

Cittadinanzattiva e gli oltre 300 sportelli dei Tribunali per i Diritti del Malato presenti in Italia, hanno costruito negli ultimi 40 anni relazioni significative con gli operatori della Sanità Pubblica e Privata, confidando innanzitutto sulla buone pratiche operative e sulla necessità e capacità degli operatori di dare il meglio della loro Scienza, Coscienza e Competenza avendo cura di non ledere i diritti fondamentali del malato e delle loro famiglie.

E’ accaduto talvolta di assistere a degenerazioni delle prassi operative e cliniche che hanno causato gravi conseguenze per i pazienti e allora siamo stati in prima linea a denunciare pubblicamente le azioni dolose o quelle dettate da imperizia e per inadempienze organizzative. Sempre in accordo con gli operatori che non possono non rimanere ancorati al loro giuramento etico e schierarsi dalla parte del malato.

Questa modalità di collaborazione e reciproca fiducia è stata vincente ed ha creato, negli ultimi anni, una crescente sintonia e collaborazione che ha portato a costituire prassi di tipo conciliativo piuttosto che la ricerca assoluta della colpa per finalità che sovente sono sfociate in conseguenze giudiziali. Il dialogo tra cittadini lesi e operatori si è sempre tradotta nel riconoscimento reciproco di avere fatto il meglio per il paziente seppure in presenza di condizioni organizzative precarie.

L’atteggiamento di alcune Agenzie territoriali di pseudo-tutela è invece, dettato dal bisogno di trarre vantaggi economici dal Sistema Sanità e non si riesce a cogliere alcun tentativo di evidenziare aspetti di Tutela e Garanzia scevri dall’agire per via giudiziale.

Soltanto la vergognosa modalità di creare vantaggi immediati per i pazienti lesi e le loro famiglie senza uno sguardo alle conseguenze sistemiche e relazionali che andrebbero preventivamente salvaguardate e tutelate con determinazione e coraggio.

Il SSN è un bene prezioso, un bene che permette a tutti i Cittadini ndistintamente di potersi avvalere dei servizi offerti dal sistema. E’ equo e solidale e deve essere sostenuto da una attenzione speciale agli operatori e ai Cittadini ai quali va riconosciuto impegno e dedizione. Sono l’unico pilastro sul quale si regge la complessa organizzazione del Sistema di Tutela della Salute e oggi assistiamo, per grossolani o voluti errori della programmazione nazionale e regionale, alla deriva e alla omissione dell’impegno nel pubblico.

Mancano, soltanto nel Veneto, circa 1300 medici. Da qui a pochi anni, grazie al prepensionamento per quota 100, ci troveremo a doverci inventare una modalità efficace per tenere in piedi il sistema e ancora oggi con gli occhi bendati e camminando sull’orlo di un burrone assistiamo ai proclami trionfalistici sulla bontà della Sanità Italiana.

Ridiamo valore agli operatori e ai Cittadini, includiamoli nelle decisioni progettando una governance del sistema fluido e decisivo negli impegni. Solo in questo modo saremo in grado di invertire l’attuale tendenza e potremo impedire la deriva etica verso forme di cannibalismo compulsivo che così bene sono rappresentate dall’articolo di Money.it.

I momenti di grave crisi sono quelli che meglio di altri momenti sono in grado di farci cogliere il senso della nostra appartenenza e sono in grado di favorire alleanze trasversali significative. L’alleanza tra medici, operatori della sanità, Cittadini e Istituzioni sarà in grado di invertire l’attuale tendenza che ci condurrà inevitabilmente verso l’impoverimento dei Servizi alla persona? Ci auguriamo di potere incidere, con atti condivisi, sulle coscienze assopite e addormentate perché si risveglino dal torpore del sempre uguale.

Cordialità.

Giuseppe Cicciù

Segretario Regionale di Cittadinanzattiva del Veneto

 

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