Archivio Categoria: congressi

RELAZIONE IV congresso nazionale AMAMI

”La responsabilità medica: l’Europa e l’Italia”

Avvocato Biancamaria Cataldo (Foro di Perugia), Consigliere nazionale AMAMI.

Intervento al IV Congresso nazionale AMAMI – Roma, 26-27 settembre 2008

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8.11.2017: Conferenza stampa presso AULSS8 Berica : “Come una rosa”

In data 8.11.2017 presso la sala della Direzione Generale dell’Ospedale S. Bortolo di Vicenza , si è tenuta la conferenza stampa di presentazione ufficiale del cortometraggio “Come una rosa” vincitore del premio speciale al Care Filme Festival sul tema del prendersi cura.
Presenti il Direttore Generale Dott. G.Pavesi, Eliana protagonista del cortometraggio, il regista Stefano Capovilla, Ivana Gecchelin, Massimiliano Zaramella e Giampaolo Zambon.
Durante la conferenza si è più volte sottolineato il lavoro fatto da Obiettivo Ippocrate in questi mesi su tutti gli ambiti, a tutela della sanità pubblica e dei pazienti. L’occasione è servita anche a lanciare la proiezione-evento, col patrocinio del Comune di Vicenza, del cortometraggio per il 10.11 presso la prestigiosa Sala degli Stucchi.

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Obiettivo Ippocrate al 58° Consiglio Nazionale dell’Co.A.S. Medici Dirigenti (21-22 ottobre 2016)

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Obiettivo Ippocrate al Corso biregionale FISMAD “Gastroenterological Up to date 2017: clinica e non solo…” – Vicenza 18.11.2017

Per il secondo anno consecutivo Obiettivo Ippocrate è stato invitato dal gruppo FISMAD al Gastroenterological Up to date 2017 “Clinica e non solo…” corso biregionale Trentino Alto Adige – Veneto, grazie alla sensibilità del Dr. Pallini, Direttore U.O. Gastroenterologia di Vicenza e di tutto il gruppo di colleghi, che oltre a fornire gli aggiornamenti in ambito sanitario clinico specialistico, tengono sempre ad avere presente una sessione dedicata per le problematiche sanitarie attuali, che oramai si intrecciano nella quotidianità del nostro lavoro : linee guida, ruolo del CTU, copertura assicurativa, tutela legale, responsabilità professionale.
Un ottimo incontro per tutti.

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Intervento Dr. Valente alla Giornata del Medico – 17 settembre 2016

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Dopo la bella riuscita della Giornata del Medico di sabato 17 settembre al Teatro Olimpico e l’eco che ha avuto sulla stampa, molti iscritti hanno chiesto di poter leggere l’intervento del Presidente Michele Valente. Volentieri, qui di seguito, pubblichiamo i passaggi principali del discorso del nostro Presidente. Dopo i saluti iniziali ai giovani medici e ai colleghi che festeggiavano i 50 anni di laurea, il dr. Valente ha così proseguito:

Quella del Medico è la più bella delle professioni, perché le sue finalità sono di dare il meglio di sé per gli altri, di farli star bene, e di ciò dobbiamo andare fieri e orgogliosi, esercitandola con motivazioni sempre più forti e convinte. Ma non sarei un buon Presidente se non vi confessassi che quest’anno mi trovo in difficoltà nell’esprimere le brevi considerazioni che in occasione della Giornata del Medico, ogni anno, sottopongo all’attenzione dei vecchi e nuovi colleghi. I medici italiani stanno pagando un contributo non indifferente alla crisi che morde il Paese da troppi anni, con retribuzioni e sviluppi di carriera bloccati, con riduzioni massicce di personale medico, con aumenti impressionanti dei carichi di lavoro, con contratti atipici e compensi inadeguati, con premi assicurativi non più sostenibili e spesso non alla portata dei più giovani. Qualche mattina fa mentre stavo per recarmi nel nostro ospedale, sono stato bloccato all’ingresso da una telefonata e mentre ero al telefono guardavo i colleghi che andavano al lavoro. Nei loro volti, nel loro atteggiamento, ho ravvisato il disagio che stanno vivendo e che, loro malgrado, trasmettono. Turni massacranti. anche se qualcuno pensa che la monetizzazione li renda meno pesanti -. straordinari senza compenso, ma soprattutto senza possibilità di recupero. Stanchezza pericolosa, altro che risk management. Progressione di carriere interrotte perché la politica regionale sta abolendo molti primariati. Colleghe che vanno in maternità e non vengono sostituite. Queste nascite non sono una festa come dovrebbero essere, ma un dramma per i colleghi che dovranno sobbarcarsi anche il peso del loro lavoro, perché non sono previste sostituzioni. Il burnout che dovrebbe colpire solo le professioni svolte in contesti difficili, è oramai dilagante. Non vedo giovani, non ci sono, non c’è ricambio. Questo è l’Ospedale! Sono i medici della dipendenza, ma i problemi son analoghi anche negli altri settori. Tuttavia, uno dei principali motivi del disagio e della sofferenza di noi medici è il dover constatare quotidianamente la discrepanza tra i bisogni e le attese della gente e la nostra capacità di dare risposte adeguate alle loro necessità. La nostra professione è, infatti, un esercizio quotidiano di prossimità alle persone: nelle corsie degli ospedali, negli ambulatori, nelle case dei nostri malati e ovunque, noi, si venga chiamati, tocchiamo con mano la crescente preoccupazione per il difficile contesto economico, sociale e familiare in cui il malato si trova ad affrontare la malattia. Un recentissimo sondaggio di SWG Lab sull’Italia vista dagli italiani ha preso in considerazione la fiducia dei cittadini sulle classi dirigenti del nostro Paese. Voti completamente negativi sono stati ottenuti dai parlamentari (4,0), dai vertici delle banche (4,0), dai politici regionali, amministratori locali (4,4), dai dirigenti sindacali (4,6). Un po’ meglio si sono classificati gli imprenditori (voto 5,1). Nemmeno i parroci, bacchettati anche da Papa Francesco hanno raggiunto la sufficienza (voto 5,7). Solo i Medici (con voto 6,0) ottengono una risicata sufficienza, che poi di questi tempi non è per niente male. I primi a sorprendersi del risultato ottenuto dai medici sono stati gli stessi sondaggisti che si interrogati sul perché, nonostante il gran parlare di malasanità, di disservizi e gravi disagi per i pazienti che sono sotto gli occhi di tutti, i medici riescono ancora ad avere la fiducia della gente. La spiegazione viene data dagli stessi autori dell’indagine: perché i medici, che lavorano per la gran parte all’interno del sistema sanitario, vengono visti come le prime “vittime” di questa politica che non funziona. Non lo dicono solo i sondaggisti ma è quanto emerge dai rapporti del Censis sulla situazione sociale del Paese, che sottolineano come “i professionisti della Sanità continuano a dare il massimo tanto che, oggi più che mai, la Sanità sembra camminare sulle gambe degli operatori, di un personale che continua a garantire il proprio impegno professionale: l’unica cosa che “ancora tiene”nella sanità è il capitale umano. Tutto il resto non tiene più!”. Non sono parole mie! Lo dice il Censis!
Eppure la Sanità del Veneto ha sempre vantato eccellenze e performaces che altre regioni se le sognavano. Ma – come andiamo ripetendo da qualche anno – non si può pretendere di vivere sempre di rendita. E i segnali di declino non mancano.
La cartina al tornasole è costituita da due dati: la fuga di assistiti verso altre regioni e l’emigrazione di colleghi che cercano altrove quelle soddisfazioni personali e professionali che non riescono più a trovare nel sistema sanitario veneto. Non voglio rimpiangere tempi passati o antichi splendori. Ma nei nostri ospedali la meritocrazia è da anni una chimera, e la parola d’ordine è una sola: “riduzione”. Riduzione delle spese, degli organici, delle prestazioni, dei posti letto e dei premi assicurativi stipulati dalla Regione. Il tentativo di adattare il sistema sanitario ai limiti economici imposti dalla scarsità di risorse riservate alla Sanità è giustificabile, ma le politiche di compatibilità funzionano fino a quando non mettono in discussione i diritti inalienabili e la accessibilità ai servizi sanitari. Oltre certi limiti si crea un paradosso: per essere compatibile con l’economia, il sistema diventa incompatibile con l’etica, con la giustizia, con la stessa Costituzione, e di fatto anche con la produzione di ricchezza di un Paese, poiché la salute va considerata alla stregua di un bene economico che produce valore, oltre che benessere. La salute è una fortuna che si comincia ad apprezzare quando viene a mancare. Se chiedete a chi ha sperimentato la malattia quale sia la cosa più importante, la risposta sarà una sola : “ La salute”. Diceva Schopenhauer : “la salute non è tutto, ma senza la salute tutto è niente”. Assicurare a tutti la possibilità di curarsi è un dovere civile e per la politica è forse la prima delle cose da garantire; per il medico lavorare perché questo diritto possa essere universalmente applicato è un dovere morale ed etico. Sono tempi difficili, non solo in Italia, e anche Voi, giovani colleghi, ne siete coscienti, Ma il pericolo che noi tutti corriamo è che – in nome della “sostenibilità del sistema”, e nell’incapacità di tagliare gli sprechi dove ci sono (e sono tanti) – si sta perdendo di vista la vera missione della medicina.
Anche perché la sostenibilità in questa Regione e in questo Paese è un concetto un po’ strano, che definirei elastico: perché sono sostenibili le cose che si vogliono sostenere e non sono sostenibili le cose che non si vogliono sostenere. Sono sostenibili l’edilizia ospedaliera, gli affitti per la finanza di progetto (centinaia di milioni/anno pagati dalle ULS venete) mentre non è sostenibile il capitale umano. Ben venga la riforma della sanità veneta con la ventilata riduzione delle Ulss. Ma sorge legittima una domanda: è preferibile investire in capitale edilizio o non sarebbe meglio investire in capitale umano? Insomma, un buon ospedale lo fanno i muri o gli organici adeguati di buoni medici? E l’assistenza sul territorio si migliora imponendo tagli di prescrizioni (farmaci e richieste di visite specialistiche) ai medici di famiglia o lasciandoli lavorare secondo scienza e coscienza, per il bene della gente? Il reale valore di un ospedale non è la cifra che è costato e il valore dell’area sulla quale insiste ma è dato dalle cure che riesce a erogare, dai servizi che offre al cittadino, dalle eccellenze del personale, dalla validità della ricerca. A ben vedere la differente visione della Sanità, dei medici da una parte e dei politici tecnocrati dall’altra, è tutta qui. Chi determina e dirige la politica sanitaria non vuole arrendersi all’evidenza e accettare il concetto che i buoni ospedali li fanno i medici e che è il fattore umano a segnare la differenza tra una buona e una cattiva sanità. Così come una buona scuola non la fanno i banchi o le aule ma la qualità e la quantità del corpo docente. Una volta il medico era giudicato bravo se curava bene gli ammalati e li guariva, era capace di fare diagnosi, li visitava con attenzione, li seguiva nel decorso della malattia, usava umanità, disponibilità, competenza. Oggi non è più così: avete mai sentito dire di un medico che ha avuto progressione di carriera o altri riconoscimenti perché curava bene gli ammalati, li seguiva con dedizione? Gli oncologi di un ospedale veneto sono stati richiamati perché le prime visite oncologiche duravano 45 minuti, qualche volta un’ora a seconda del caso, invece di mezz’ora come stabilito: a un malato oncologico, che magari non sa ancora di avere il cancro, si contano i minuti. Alla faccia della umanizzazione delle cure. Povero Ippocrate. La medicina ha vissuto nella sua storia millenaria numerosi alti e bassi.. per la verità molti più bassi, ma mai si è visto il medico disoccupato o precario… con tanta gente bisognosa di cure come in questo periodo, ed è disastroso dover constatare che negli ospedali i medici sotto i 35 anni di età sono una rarità. Non lasciamoci ingannare dai numerosi giovani con il camice bianco che incontriamo nei corridoi o nei reparti: non sono medici strutturati, sono tirocinanti o specializzandi che vengono impiegati come vera forza lavoro senza averne i diritti e che devono pure pagarsi il pasto in mensa come qualsiasi altro visitatore dell’Ospedale. Il 22% dei nostri giovani medici neolaureati migra stabilmente fuori dai nostri confini. Non so se a farlo sono i più brillanti, o i più intraprendenti, quello che so è che tra i motivi che li portano a questa non facile scelta c’è la speranza di trovare fuori del nostro Paese migliori possibilità economiche e di ricerca, possibilità di carriera garantite dal merito e dalle capacità, piuttosto che dalle amicizie o dal colore delle appartenenze politiche.. Il maggior numero di medici stranieri che lavorano negli Stati Uniti proviene dall’Italia. E siccome negli Stati Uniti non assumono i più asini, questo dato significa semplicemente che il nostro Paese ha sprecato soldi per laureare migliaia di giovani, per poi vederli emigrare. Giovani brillanti e preparati i cui nomi leggiamo, con rammaricato orgoglio, tra le firme dei migliori lavori scientifici americani o che annoveriamo tra i clinici più illustri operanti all’estero. Ma allora non dobbiamo temere solo la crisi economica o le scarse risorse finanziarie, ciò che deve fare veramente paura, l’emergenza vera che va affrontata (seriamente e con misure credibili) è rappresentata dall’impoverimento culturale del Paese, che è l’anticamera della povertà materiale e della perdita di speranze.
Il nostro è un Paese che ha disperato BISOGNO di SPERANZE. Per questo, nonostante questi scenari problematici, vogliamo anteporre al pessimismo della ragione l’ottimismo della volontà e lavorare perché le speranze possano concretizzarsi. In questo siamo pronti a fare la nostra parte. Chi ha il potere e la responsabilità delle scelte, se ne è capace, faccia il resto. I medici andranno avanti, come hanno sempre fatto, con la forza dei loro valori e dei loro ideali che mettono i pazienti, i malati al primo posto. Continueremo a studiare e a lavorare per curare e guarire la gente, con l’impegno e la dedizione che ci contraddistinguono e che hanno contraddistinto questi medici senior che oggi festeggiamo. Il Presidente ha concluso chiedendo un applauso particolare alle famiglie dei giovani medici perché “se siamo qui oggi a fare festa è anche grazie ai sacrifici che loro hanno sostenuto”.

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1.12.2017 Obiettivo Ippocrate presente al Corso residenziale “il prenderci cura della vita” organizzato in occasione del Congresso del Collegio IPASVI di Milano

La mattinata ha visto diversi interventi a partire dal Consigliere Miriam Magri che conosciutoci a Monza in occasione del Care Film Festival ci ha voluti presenti nella mattinata dedidcata alla multiculturalità e la cultura dell’accoglienza sanitaria assieme al Prof. Inghilleri, al Prof. Vergani, alla Dr.ssa Rosanna Supino Presidente dell’Associazione Medica Ebraica oltre a Ven Tenzin monaco buddista.
Ottimo ritorno dalla platea presente che si è dimostrata attenta e stimolata dagli interventi di Obiettivo Ippocrate. Crediamo che anche col Collegio IPASVI di Milano possa essere iniziato un percorso di collaborazione legato a sensibilità comuni.

 

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Obiettivo Ippocrate invitato al Congresso Nazionale della Società Italiana di Neurochirurgia, Roma – 19.10.2016

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Obiettivo Ippocrate con Surgery for Children onlus nelle scuole

Si è svolto il primo incontro presso l’Istituto De Pretto di Schio tra Obiettivo Ippocrate e gli studenti, grazie all’iniziativa voluta nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro e grazie alla collaborazione in essere con Surgery for Children del Dr. Sergio D’Agostino.
Per noi un’occasione importante di parlare coi ragazzi di sanità, salute ed esperienze di professionisti coinvolti nell’importante processo di far crescere la consapevolezza verso il SSN nei ragazzi e presentare loro le nostre esperienze al di fuori del mondo ospedaliero.
Vi alleghiamo la lettera della professoressa che ci ha inviatati a conclusione del ciclo di incontri. Anche questo è Obiettivo Ippocrate.

 

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Obiettivo Ippocrate al Congresso nazionale SPIGC 2017. 23-24 marzo, Varese

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Convegno regionale sul tema “Il valore sociale della sanità, Il protagonismo dei cittadini” (Vicenza, 27 aprile 2018)

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Obiettivo Ippocrate al Congresso del Coordimento Nazionale caposala-coordinatori, Vicenza 24.3.2017

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V.J.A. e Obiettivo Ippocrate in Prato della Valle a Padova il 18 maggio 2018 – foto e racconto

Viaggi Junghiani Analitici (V.J.A) in collaborazione con Obiettivo Ippocrate organizza il 18 maggio 2018 a Padova (Palazzo Zecco in Prato della Valle)  il convegno dal titolo “Come la folgore di Zeus su Asclepio, Burn-out e disagio emotivo nelle professioni di aiuto: modelli di cura psicoanalitica”.

 

 

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8.4.2017 Obiettivo Ippocrate al Convegno dell’AIGA Vicenza in collaborazione con Ordine Avvocati e Ordine dei Medici


Ottima occasione d’ incontro tra medici ed avvocati per una collaborazione di etica professionale. Una giornata intensa a sviscerare le criticità della Leggi Gelli-Bianco ed i riflessi probabili che questa determinerà alla presenza di rappresentanti del mondo dell’Avvocatura , della Medicina e della politica.
Un buon punto di incontro per lavorare ad una linea comune di etica professionale nel pieno rispetto dei diritti dei pazienti e dei cittadini. Obiettivo Ippocrate apre un’ulteriore nuova strada.
Avanti assieme!!!

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12 maggio 2018 – Giornata Internazionale dell’Infermiere : Obiettivo Ippocrate assieme all’Ordine delle Professioni Infermieristiche. Giornata ECM

GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’INFERMIERE

LA RESPONSABILITA’ DELLE PROFESSIONI SANITARIE : DALLE LINEE GUIDA ALLA RESPONSABILITA’ D’EQUIPE

RICHIESTO ACCREDITAMENTO ECM

Premessa

In occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Vicenza in partnership con l’associazione Obiettivo Ippocrate, propone un evento formativo di sicura rilevanza per un proficuo confronto interprofessionale.
La disciplina giuridica della responsabilità in ambito sanitario ha affrontato, da più di un decennio, una vera e propria rivoluzione dei principi e delle regole che disciplinano l’iIstituto, da ultimo con l’approvazione della legge 24/2017(c.d.  Legge Gelli) che fornisce precise indicazioni sul ruolo dei professionisti. In particolare, il vincolo forte assegnato al rispetto delle Linee Guida validate e registrate durante l’esercizio professionale, fa prospettare forme di responsabilità condivisa all’interno dell’equipe sanitaria, in particolare tra la componente infermieristica e quella medica, professioni a stretto contatto nella cura ed assistenza al paziente.

Data:
12 maggio 2018 dalle 9.00 alle 13.45

Luogo e sede: Vicenza (VI) – sala dei Fondatori  Centro Congressi Confartigianato, via Fermi 134

Obiettivo Nazionale
Normativa  in materia sanitaria: i principi etici e civili del SSN (17)

Metodologia di verifica di apprendimento:
Questionario

Destinatari:
Infermieri, Infermeiri Pediatrici, Medici (tutte le discipline)

Numero partecipanti
Max 150 (100 infermieri/infermieri pediatrici, 50 medici)

Docenti e relatori
Prof. Daniele Rodriguez, Ordinario di Medicina Legale Università di Padova
Avv. Giannnantonio Barbieri, esperto di Diritto Sanitario e consulente OPI Vicenza
Avv. Alessia Gonzati, consulente legale Obiettivo Ippocrate
Dott. Massimo Gion, Medico Responsabile Centro Regionale Biomarcatori ULSS3 Serenissima
Dott. Federico Pegoraro, Infermiere Presidente OPI Vicenza
Dott. Massimiliano Zaramella, Medico Presidente Associazione Obiettivo Ippocrate
Dott. Giampaolo Zambon, Medico Segretario Associazione Obiettivo Ippocrate

Iscrizione:
Compilazione del form presente in www.vicenzaipasvi.it
Per i professionisti Infermieri, Infermieri Pediatrici il corso è riservato agli iscritti ad OPI di Vicenza; per i professionisti Medici il corso è riservato agli iscritti ad Obiettivo Ippocrate, o indicati ed autorizzati dalla stessa Associazione.

 

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Partecipare per non rischiare – 19 giugno

Grande partecipazione all’evento del 19 giugno, “Partecipare per non rischiare”, organizzato dall’Ulss 8 Berica, AmTrust Europe ed Obiettivo Ippocrate presso l’Ospedale San Bortolo di Vicenza. Ulteriore riconoscimento al lavoro svolto dall’associazione Obiettivo Ippocrate in poco più di un anno dalla sua nascita. I partecipanti hanno ampiamente superato le 250 persone riempiendo l’ Aula Magna “I. Onza”.

Erano presenti il Direttore Generale dell’Azienda Ulss 8 Berica, Dr. Giovanni Pavesi, il Direttore Generale dell’Area sanità e sociale della Regione del Veneto, Dr. Domenico Mantoan, l’On. Giovanni Monchiero, membro  della Commissione Sanità della Camera dei Deputati ed il Prof. Santo Davide Ferrara, Direttore del Dipartimento di Medicina Legale e Sanità Pubblica dell’Azienda Ospedaliera – Università di Padova, il quale ha assunto anche il ruolo, sempre ineccepibile e puntuale, di moderatore della tavola rotonda.

L’ atteso incontro con l’On Gelli ha vissuto l’apice nel confronto, sempre improntato allo spirito costruttivo e collaborativo che ha caratterizzato fin dall’esordio l’attività di Obiettivo Ippocrate, con il Dr. Giampaolo Zambon e l’Avv. Alessia Gonzati sulle contestate criticità della Legge 24/2017.

Il convegno è proseguito con gli interventi dell’Avv. Giacomo Vigato, Direttore UO Risorse Strumentali di Area Regione Veneto, il quale ha illustrato il progetto assicurativo sviluppato dalla Regione Veneto per la polizza volontaria del personale del SSR, frutto della peculiare sensibilità e dell’impegno profuso dalla Regione stessa per la tutela dei professionisti del SSR, e del Dr. Federico Lanciani, direttore di AmTrust, compagnia che ha dato forma al progetto assicurativo regionale.

Il Dr. Paolo Evangelista, Procuratore Generale della Procura della Corte dei Conti della Regione Veneto ed il Prof. Guido Viel, Associato di medicina legale dell’Università di Padova, hanno quindi ulteriormente approfondito il tema della responsabilità professionale sanitaria con particolare riferimento alle tematiche gestionali e procedimentali sviluppate in Regione Veneto.

Ferme restando le rilevate criticità alla legge nazionale sulla responsabilità professionale sanitaria, il convegno ha fatto emergere la positiva peculiarità del Sistema Sanitario Regionale del Veneto in cui le diverse figure – la Direzione Regionale dell’Area Sanità, la Procura della Corte dei Conti, il Dipartimento di medicina legale e le figure professionali sanitarie rappresentate da Obiettivo Ippocrate – cooperano per la migliore gestione della responsabilità professionale sanitaria, a tutela non solo dei professionisti sanitari ma anche dei pazienti/cittadini, perseguendo il primario obiettivo di ricostruire il rapporto di fiducia tra tutti coloro che, a diverso titolo, partecipano al sistema sanitario.

DISCORSO DEL SEGRETARIO DI OBIETTIVO IPPOCRATE IN OCCASIONE DEL CONVEGNO:

Eccoci qua

Presenti in questa stessa aula  dove poco più di un anno fa Obiettivo Ippocrate, unica voce fuori dal coro, intraprendeva il percorso di confronto dialettico e critica costruttiva in merito all’allora DdL Gelli.

In questa stessa aula dove Obiettivo Ippocrate ha ricevuto la convocazione in Commessione Igiene e Sanità del Senato poco più di un anno fa.

In pochi giorni Obiettivo Ippocrate è riuscito a portare a Vicenza un numero di rappresentanti politici di rilievo appartenenti a schieramenti di governo e d’opposizione, illustri esponenti dell’Università di Padova e della Regione Veneto oltre al Procuratore  Generale della Corte dei Conti della Regione Veneto.

Un evento straordinario per la realtà vicentina. Lo viviamo come un riconoscimento ad Obiettivo Ippocrate , al nostro modo di lavorare in senso propositivo, non celebrativo ma di confronto continuo con le istituzioni.

Permettetemi innanzi tutto di evidenziare la lungimiranza dimostrata dalla Regione Veneto, che ha fatto propria  la necessità di serenità del personale appartenente al SSR , realizzando un progetto unico ed esemplare di tutela dei professionisti sanitari E che restituisce serenità in ambito di responsabilità professionale .

Apprezziamo l’on. Gelli per essere tornato  oggi, a Vicenza, per un nuovo confronto con noi.

Propongo qualche spunto per le successive discussioni:

Riconoscendo l’Impegno positivo dell’on. Gelli di intervenire al fine di correggere gli errori già emersi nel dettato normativo della Legge 24/2017 ed in particolare nell’articolo 9: intendo la correzione dell’errore della rivalsa per colpa grave che nell’iniziale stesura prevedeva un tetto massimo dato dal triplo della retribuzione lorda annua e che nella stesura finale, votata legge, è diventato “retribuzione lorda moltiplicato per il triplo “…. Il che rende il tetto della rivalsa stessa privo di limiti nei confronti dei professionisti sanitari.

Ci Chiediamo quali saranno le tempistiche affinchè dette correzioni diventino legge.

Le linee guida: Chi le farà ? Come le farà ? E quando le farà ? ( decreto entro il 30 giugno 2017)

Quando verranno indicati i requisiti minimi delle polizze assicurative per le strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche-private e per gli esercenti le professioni sanitarie ? (decreto attuativo entro 31 luglio 2017).

Ci chiediamo se e quando mai saranno effettivamente emanati i decreti attuativi ai quali la legge 24/2017 rimanda per la disciplina di diversi aspetti anche particolarmente rilevanti della legge stessa.

Chiediamo al legislatore di riflettere in merito alle sentenze della corte di cassazione penale la quale ha già definito un orientamento giurisprudenziale in penale individuando nella legge Balduzzi una norma di maggior tutela per i professionisti sanitari rispetto alla Legge Gelli- Bianco.

Ovvero di riflettere sul fatto che la cassazione ha già, a solo un mese dall’entrata in vigore della legge, ridimensionato notevolmente l’enfatizzato portato positivo della nuova legge.

Lo dobbiamo dire ……Non ci piace la non equità di obbligo assicurativo imposto solo ai professionisti sanitari senza prevedere analogo obbligo in capo alle compagnie di assicurazione come è per l’RC auto .

Chiediamo ora a Lei On. Gelli, che è il padre di questa Legge, di farsi carico di portare avanti l’iter parlamentare ai fini della detrazione fiscale di queste polizze.

Concludo nel sottolineare che in merito al costo delle polizze non ritroviamo ancora nel mercato assicurativo polizze valide (non estetiche) che possano avere un costo pari a 300 E come invece sostenuto dai promotori della Legge , cioè da Lei e dal Sen. Bianco in diversi incontri pubblici.

“Anche questo evento vuole essere un ulteriore passo verso la ricostruzione di quel rapporto di fiducia troppo spesso volutamente minato da chi sa bene che una compattamento tra pazienti/cittadini, medici, infermieri e tutte le figure professionali del mondo sanitario, creerebbe una marea montante difficilmente arginabile a cui sarebbe impossibile non dare ascolto. Per questo riteniamo che il tema della riforma della responsabilità professionale del personale sanitario debba coinvolgere anche i cittadini, veri protagonisti e fruitori, nel bene e nel male, dei futuri cambiamenti”.

Ringrazio dell’occasione ed auguro buon lavoro a tutti.

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