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Roma 8.7.2019 Obiettivo Ippocrate ascoltato alla maratona per il Patto della Salute voluta dal Ministero della Salute – leggi Instant Book degli interventi

VIDEO DI BENVENUTO (clicca per visualizzarlo)

Video dell’intervento di Massimiliano Zaramella

 

Roma 8.7.2019

Obiettivo Ippocrate presente alla maratona “Patto per la Salute” voluta dal Ministero della Salute.

Un’opportunità per presentare al Ministero le nostre proposte, che come sempre sono risultate fuori dal coro. Gestione stragiudiziale del contenzioso sul modello francese. Patto di professionalità/fidelizzazione dei medici del SSR. Formazione nella comunicazione gestita da medici formati in questo ambito.

Ora vediamo quanto e come recepiscono.

 

23 LUG – Maratona Patto Salute. Le proposte dei protagonisti nell’e-book di Quotidiano Sanità

In questo volumetto sono raccolti i contributi di rappresentanti di associazioni di pazienti, associazioni d’impresa, della ricerca e sviluppo e del mondo del lavoro e delle professioni che hanno partecipato alla tre giorni di confronto promossa dal ministro della Salute.
SCARICA L’INSTANT BOOK da Quotidianosanita.it

In questo volumetto sono raccolti alcuni dei contributi che i diversi attori della sanità italiana hanno presentato l’8,9 e 10 luglio scorsi al ministro della Salute per quella che è stata chiamata “Maratona Patto per la Salute” (Obiettivo Ippocrate è a pagina 344). 
Si tratta di documenti eterogenei (sia nel taglio che nei contenuti) ma che si pensa sia utile aver raccolto anche come “fotografia” delle istanze ritenute evidentemente più pressanti in questa fase del dibattito sanitario dai tanti soggetti coinvolti.
In tutto sono stati ascoltati dal ministro della Salute circa  350 rappresentanti di associazioni di pazienti, associazioni d’impresa, della ricerca e sviluppo e del mondo del lavoro e delle professioni.
In questo volumetto non sono compresi tutti i soggetti coinvolti nella tre giorni ma quella parte che ha voluto renderci partecipi della propria testimonianza, inviando a Quotidianosanita.it il proprio contributo elaborato per la “Maratona”.
Coloro che volessero inviare ora il proprio contributo potranno comunque farlo, inviandolo a redazione@qsedizioni.it e sarà cura di Quotidianosanita.it aggiornare online questo instant book che ci auguriamo sia di vostra utilità.

 

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Lettere degli studenti dell’Istituto U. MASOTTO

B.V.

Il 5 febbraio noi alunni dell’istituto U. Masotto abbiamo partecipato al progetto Ippocrate il cui tema principale è stato “la professione medica è più un lavoro o una missione?”.  Questo programma ha illustrato il dovere di tutto il personale medico di prendere decisioni non semplici quotidianamente.

La prima domanda che ci è venuta in mente, dopo aver ascoltato la storia di medico del Professor Zambon e che lui ci ha anticipato, è stata “Come si fa a convivere con la morte?”. Il neurochirurgo ha spiegato che, in un primo momento cercava di mantenere il suo lavoro separato dalla sua vita privata; tuttavia questa sua “strategia” non è durata a lungo. Ancora adesso non trova risposta alla domanda. L’incontro ha inoltre portato dei chiarimenti riguardo all’importanza dell’aiuto della professione medica nei paesi del terzo mondo poiché anch’essi hanno diritto alle cure. Il professor D’Agostino responsabile Surgery for children’s Onlus; ci ha spiegato come questa Onlus non solo salva molte vite in questi paesi, ma, cerca anche di formare il personale locale in campo medico per favorire lo sviluppo sul territorio. Il progetto ha portato alla luce numerose questioni sulle quali normalmente non siamo abituati a riflettere come l’importanza del rispetto e della relazione medico-paziente. La visione del cortometraggio “Come una rosa” e la testimonianza dell’ex alunna Eliana Righetto su come ha affrontato un periodo pieno di difficoltà, senza arrendersi mai, ha sottolineato l’importanza della vita e soprattutto la sua fragilità. Da questo incontro ho capito l’importanza della professione medica che, dal mio punto di vista non è solo una professione o una missione ma anche una vocazione che ha come unico fine di tutelare il bene più prezioso, la salute.


B.

La settimana scorsa ho potuto partecipare con la mia classe ad un incontro tenuto da due membri delle associazioni “Obiettivo Ippocrate” e “Surgery for children”, rispettivamente il neurochirurgo Giampaolo Zambon e il chirurgo pediatra Sergio d’Agostino. Come introduzione è stato proiettato il cortometraggio “Come una Rosa”, filmato che racconta l’esperienza di Eliana Righetto, una paziente che si è trovata a lottare tra la vita e la morte e che deve la sua vita proprio al dottor Zambon poiché, nonostante le sue pessime condizioni all’arrivo in ospedale, egli ha voluto ugualmente operarla, salvandola miracolosamente.
A questo punto si è aperto il dibattitto sulla professione medica: lavoro o missione? Per entrambi i relatori aiutare e salvare le persone è stato un sogno che avevano fin da bambini, la loro è stata una vera e propria vocazione, ed è questo che rende un medico degno di essere definito come tale. L’aspetto più importante al pari con la formazione scientifica è infatti quello che riguarda la dimensione umana e morale: bisogna “sentirsi” medico, non solo conseguire il titolo di dottore.
Altra tematica emersa è quella riguardante il rapporto tra dottore e paziente; rapporto che deve implicitamente essere caratterizzato dalla piena fiducia del paziente nei confronti del medico. La fiducia, assieme alla confidenza e alla familiarità, costituisce i tre pilastri su cui deve poggiare questa relazione.
Il lavoro del medico non deve quindi rischiare di essere ritenuto soltanto una professione, ma è qualcosa che va oltre. Pertanto tutti dobbiamo sforzarci di comprendere che la loro è soprattutto una missione e non dobbiamo pretendere di sapere più di loro in fatto di cure, perché la cosa che sta loro più a cuore è la nostra salute.


B.E.

“Obiettivo Ippocrate e Surgery for children” ha offerto ottime e quasi toccanti testimonianze riguardanti il settore medico sanitario.

All’inizio è stato proiettato il cortometraggio “Come una rosa” che, nonostante sia un prodotto amatoriale, ha vinto vari premi in quanto è molto commovente. Infatti racconta la vera storia di Eliana Righetto la quale ha avuto una emorragia celebrale tuttavia miracolosamente si è salvata.
Successivamente il medico che ha tenuto l’operazione ha esposto il suo punto di vista ed ha affermato che secondo quanto spiegano i libri in una situazione del genere non si poteva più fare niente tuttavia lui è intervenuto salvandola.
Un altro punto importante è quando lo stesso medico ha raccontato la sua storia facendo capire la determinazione necessaria per svolgere quel lavoro. Infatti gli anni di università sono molti e difficili inoltre lo stesso lavoro è impossibile da svolgere senza questa determinazione in quanto i medici vengono sotto pagati e hanno orari molto intensi.
Poi vi è stato criticato l’utilizzo sbagliato di google come medico. Tuttavia questo non ha una laurea, neanche esperienza professionale e nemmeno l’umanità per potersi adattare a parlare con colui che necessita di cure. Tuttavia vi sono persone che vi fanno un cieco affidamento e quindi poi contestano ciò che viene detto loro dal medico creando così una situazione di contrasto.


C.

Il 5 febbraio abbiamo partecipato al primo incontro del Progetto Ippocrate, il cui obiettivo è stato quello di far conoscere in maniera più approfondita il sistema sanitario italiano in particolare attraverso il racconto diretto dell’esperienza di una paziente, Eliana, oltretutto ex studentessa del Liceo Masotto.
L’incontro è iniziato con la visione del cortometraggio “Come una rosa”, dedicato alla storia di Eliana e alla sua forza  nel lottare tra la vita e la morte. Questo filmato è risultato vincitore di un premio speciale al “Care film festival”, manifestazione destinata al tema del prendersi cura, per aver saputo emozionare raccontando una storia vera.
In seguito il dottor Giampaolo Zambon, neurochirurgo presso l’ospedale San Bortolo di Vicenza, e il dottor Sergio D’Agostino, chirurgo pediatra e missionario in Africa, hanno trattato temi come la salute, la sanità e la professione medica, raccontando soprattutto la loro esperienza di medici e come la maggior parte dei dottori svolgano questo lavoro non per soldi, ma per vocazione. Ed è proprio questo il caso del dottor Zambon, che ci ha mostrato un tema scritto da lui stesso all’età di 11 anni dalla traccia “Esprimi un desiderio”; nonostante fosse così giovane aveva già le idee molto chiare sul suo futuro, infatti in quel quaderno scrisse di voler fare il medico per poter aiutare le persone che stavano male. Tra le righe una frase mi ha colpito particolarmente: “Ho desiderato fare il dottore e non cambierò mestiere”. A questo punto ci si chiede se fare il medico sia un lavoro o una missione. Penso innanzitutto che per svolgere tale lavoro sia necessaria una fortissima motivazione in quanto salvare vite, dover essere sempre pronto a qualsiasi evenienza, stare a stretto contatto con le persone ed aiutarle a combattere ciò per cui soffrono non è per niente semplice, e non tutti riescono ad affrontare queste difficoltà.
Proprio per questo quello del medico non è forse un semplice lavoro ma una vera e propria missione, una lotta quotidiana per cercare di salvare il maggior numero di vite e per concedere a tutti il diritto alle cure.
Tuttavia un medico in caso di emergenza ha pochissimi secondi per decidere come intervenire, determinando quindi il destino del paziente, dunque sorge il problema delle responsabilità degli operatori sanitari, i quali hanno nelle proprie mani la vita delle persone. Nel caso di Eliana, colpita da emorragia cerebrale, probabilmente alcuni medici non avrebbero nemmeno provato a salvarla, tuttavia quel giorno il dottor Zambon ha deciso di tentare e grazie a lui oggi Eliana è qui e sta bene. Spesso quindi è forse meglio rischiare e non aver paura di ciò che dobbiamo affrontare.
Concludendo questo incontro è stato sicuramente molto significativo, interessante e ricco di emozioni che non dimenticheremo.


C.E.

Progetto Ippocrate

Il 5 febbraio abbiamo partecipato ad un incontro con dei medici e con una loro fortunata paziente, che fino a pochi anni fa si trovò ad essere in bilico tra la vita e la morte a causa di un’emorragia cerebrale; il fatto che lei quel giorno si trovasse con noi è merito di scelte di medici e operatori sanitari, che hanno dovuto decidere della sua vita nell’arco di pochi istanti. Le scelte a cui ogni giorno sono sottoposti i medici non hanno eguali perchè le loro decisioni poi si ripercuoteranno oltre che sul paziente, anche sulla sua famiglia e sui suoi amici, ma anche sulla carriera degli stessi medici, la quale è perennemente sospesa su quel fragile filo della fiducia, che si spezza al minimo errore, alla prima mossa sbagliata di un qualunque medico, anche quello considerato più bravo e capace.

Durante l’incontro è emerso che essere medici è una scelta simile ad una missione, che si deve fare per passione e non per soldi ed anche che il rapporto tra sanitari e pazienti spesso e volentieri è complesso a causa della mancanza di fiducia dei pazienti nei confronti dei medici, ma quale può essere la causa di questa sfiducia? La risposta è semplice: quante volte consultiamo il cosiddetto “dottor google”, anziché chiedere consiglio ad un dottore in carne e ossa quando ci sentiamo poco bene? Ad essere sinceri la maggior parte delle volte ed è proprio questo il punto; internet è un luogo ricchissimo di informazioni, ma decidere quali sono vere e quali no, non è sempre un compito nostro e se un dottore ci propone una determinata cura, non si può mettere in discussione dicendo:  “si dottore, ma su Internet ho letto che…”, cosa sempre più frequente.


F.N.

Il 5 febbraio abbiamo partecipato ad un incontro con tre rappresentanti del Progetto Ippocrate, Giampaolo Zambon, neurochirurgo, Sergio D’Agostino, chirurgo pediatrico, e Eliana Righetto, paziente del dr. Zambon. È stato un incontro molto interessante che ci ha condotto a delle riflessioni importanti. Noi tutti sappiamo quanto l’assistenza medica sia fondamentale in quanto, senza di essa, molte persone rischierebbero di perdere la vita a causa di malattie facilmente curabili, proprio come accadeva secoli fa quando la medicina non aveva acquisito ancora certe conoscenze. Oggi la medicina e in particolare la chirurgia ha fatto passi da gigante: il progetto Ippocrate ci ha presentato sotto i nostri occhi un caso di una donna, Eliana, vittima di un’emorragia celebrale la quale, senza l’abilità dei chirurghi che l’hanno assistita e un pizzico di fortuna, l’avrebbe sicuramente portata alla morte. Eliana è stata molto fortunata sotto vari aspetti, partendo dalla disponibilità di un’ambulanza pronta a soccorrerla e ad una sala operatoria libera, ma il riconoscimento più grande va di certo al dr. Zambon che trovandosi per le mani un caso così grave, di una paziente più vicina alla morte che alla vita, ha comunque avuto un coraggio e una forza d’animo tale da tentare di salvarla anche con così poche possibilità di successo. È proprio grazie a esempi concreti come questi che possiamo renderci conto della passione di alcuni medici, dell’amore per il proprio lavoro e per le persone. Noi spesso ci lamentiamo del personale ospedaliero in quanto vorremo ricevere attenzioni non appena varchiamo la soglia degli ospedali quando in realtà dovremo riflettere sul fatto che non ci sono mai abbastanza medici per ogni paziente che necessita di cure e che questi potrebbero essere impegnati ad assistere casi più gravi del nostro, come per esempio quello di Eliana.  Il dr. Sergio D’Agostino ci ha parlato della sua esperienza nell’assistere popolazioni del sud del mondo, dei suoi viaggi in sud America e in Europa orientale, dove vivono comunità molto povere in cui l’assistenza medica è praticamente inesistente. Il dr. D’Agostino infatti, oltre che chirurgo pediatra, è anche uno dei principali responsabili di Surgery for children, un’associazione che si occupa di portare assistenza sanitaria in quelle zone del mondo che ne necessitano. Questi volontari si occupano anche di istruire il personale medico locale in modo che riescano ad offrire assistenza in modo autonomo.


G.M.

Il 5 febbraio 2019 noi alunni delle classi 4cl e 4bl abbiamo partecipato ad un incontro facente parte di un progetto medico volto alla sensibilizzazione dei ragazzi rispetto ad il mondo sanitario, soprattutto attraverso le storie di coloro che, per molteplici ragioni, ne sono fortemente legati.
Durante l’incontro abbiamo conosciuto Giampaolo Zambon, neurochirurgo dell’ospedale di Vicenza e Sergio D’Agostino, chirurgo-pediatra  da tempo impegnato in missioni sanitarie negli stati africani.
Ad accompagnare i due medici vi era inoltre Eliana, giovane donna e madre, che ha voluto raccontare a tutti noi la sua storia come vittima di un trauma celebrale che l’ha colpita improvvisamente e rapidamente, ma che non l’ha fermata dalla sua volontà di vivere.
Innanzitutto il primo argomento di riflessione che i medici hanno voluto presentare si basava sul significato del termine “prendersi cura”.
“Prendersi cura” infatti non significa solamente dare le proprie attenzioni o dedicarsi a qualcosa o a qualcuno, tuttavia il suo vero significato si può esprimere come l’ impiegare il proprio cuore e la propria anima in ogni nostra azione, si tratta di un gesto caritatevole ed involontario che prevede molti sacrifici, altrettanto tempo e volontà e che è totalmente finalizzato al benessere dell’altra persona.
Con questo messaggio, dunque, tutti i presenti hanno considerato il proprio concetto di “prendersi cura” poiché tutti noi, nel bene o nel male, abbiamo qualcuno da proteggere o rassicurare.
Durante l’incontro c’è stato modo, inoltre, di approfondire il tema dell’universo sanitario e di tutte le tematiche ad esso collegate. Di conseguenza si è parlato di fare il medico per professione o per missione poiché, ancora oggi, molti professionisti del campo sembrano non avere del tutto compreso l’importanza del loro lavoro e di come esso costituisca in realtà uno vero e proprio impegno volto a proteggere, garantire e salvare la vita, come attestato nel giuramento di Ippocrate.
Queste riflessioni sono state dunque fondamentali per comprendere al meglio l’importanza della nostra salute, ovvero il nostro benessere fisico, psicologico e sociale, che non dovrebbe mai essere trascurato.


“LE DIFFICOLTA’ DEL MEDICO”
Martedì 5 febbraio le classi 4CL e 4BLSA del Liceo hanno partecipato all’incontro relativo al Progetto “Obiettivo Ippocrate – professione medica : lavoro o missione?”, nel quale si è discusso insieme ad alcuni medici esperti su vari temi legati alla loro professione, come quello del prendersi cura dei pazienti, delle decisioni coraggiose che possono essere prese sul campo e delle responsabilità che derivano dalle proprie scelte.
All’incontro erano presenti Sergio D’Agostino, chirurgo pediatrico, il quale ci ha illustrato tutte le difficoltà dell’attività medica e la complessità nel scegliere le procedure più adeguate per salvare e garantire una vita dignitosa al paziente, insieme al neurochirurgo Giampaolo Zambon, che ha raccontato della sua partecipazione a diverse missioni in Africa e Oriente sottolineando l’importanza del mettere al servizio dei più deboli le risorse del sapere. Infine
all’incontro era presente anche Eliana Righetto, ex studentessa del nostro istituto che ha portato la propria esperienza di paziente, raccontata agli alunni attraverso il cortometraggio “Come una rosa”, realizzato da Obiettivo Ippocrate col patrocinio di ULSS8 Berica e Ordine dei medici di Vicenza con attori interpretati da reali medici, infermieri e pazienti che ha vinto il premio internazionale speciale sul prendersi cura al Care Film Festival di Monza.
Questo incontro formativo è stato importante per i ragazzi, in quanto ha portato a riflettere sui temi caratterizzanti la professione medica, mostrando come in questo ambito lavorativo sia importante la capacità di scelta nei momenti critici e che ha sottolineato il fatto che l’intraprendere questo tipo di carriera lavorativa deve includere moltissimo sacrificio e impegno.


M.A.

Il giorno 5 febbraio abbiamo partecipato ad un incontro chiamato ‘Progetto Ippocrate’ tenuto da Giampaolo Zambon, neurochirurgo, Sergio d’Agostino, chirurgo pediatra ed Eliana Righetto che ha portato a tutti noi la sua testimonianza. Dopo la visione di un cortometraggio intitolato “Come una rosa” che vede come protagonista Eliana, c’è stata una discussione sul significato di ‘prendersi cura’; questo è stato definito come la dedizione con cuore e anima nei confronti di una persona, un animale o una cosa, in modo incondizionato, senza pretendere nulla in cambio. Sono stati trattati temi molto importanti come la salute, intesa come benessere psico-fisico della persona, la sanità, la professione medica e la responsabilità degli operatori sanitari che lavorano con impegno e dedizione. Si sono toccati temi come la sanità globale, le fake news, che spesso ostacolano il lavoro degli operatori sanitari poiché, offrendo soluzioni scorrette, rendono difficile il rapporto di fiducia che il medico deve necessariamente creare con il paziente. E’ stato un incontro che ha proposto stimoli di riflessione e che ci ha fatto capire che nella vita ci sono scelte importanti da prendere alle quali spesso non si può fuggire, come nel caso del neurochirurgo Zambon che grazie alla sua decisione ha potuto salvare la vita di Eliana.


P.

Lo scorso 5 febbraio si è tenuto nell’aula magna del liceo un incontro col neurochirurgo Giampaolo Zambon dell’associazione “Obbiettivo Ippocrate” e con Sergio D’Agostino, chirurgo pediatra  di “Surgery For Children”. Fondamentale è stata anche la testimonianza di Eliana Righetto, sopravvissuta ad una emorragia celebrale che avrebbe dovuto condurla alla morte ma che invece il prof. Zambon e la sua equipe medica , grazie alla loro determinazione, sono stati in grado di fermare con conseguenze minime sulla paziente.
Nella prima mezz’ora dell’incontro è stato proiettato il cortometraggio “Come una rosa”, interpretato da medici e infermieri dell’ospedale “San Bortolo” di Vicenza e dedicato alla vera storia di Eliana, che ha avuto un impatto più che positivo sui ragazzi.
Si è iniziato poi a parlare delle difficoltà della professione medica, questa non è solo un lavoro il cui fine ultimo sono i soldi  ma una vera e propria missione: quella di salvare vite. Difficile è il rapporto medico- paziente, quest’ultimo infatti molto spesso contesta le scelte del medico  rispetto al tempo in cui viene lasciato in sala d’attesa, in cui giustamente viene data la precedenza a casi clinici più gravi, e rispetto alle cure proposte in seguito alla diagnosi.
D’Agostino ha poi illustrato attraverso delle slide quella che è la situazione sanitaria a livello globale facendo riflettere tutti su quanto sia importante il lavoro dei professionisti sanitari che operano in zone dove regna la povertà e dove anche i fabbisogni primari sono messi a repentaglio.
La domanda che è sorta spontanea un po’ a tutti è  la seguente :” ma come fate a convivere ogni giorno con la morte?” Di certo non deve essere facile ma, come hanno sostenuto i due medici, bisogna pensare a tutte le persone, come Eliana, che sono stati in grado di salvare e che adesso hanno un futuro proprio grazie al loro operato.


V.M.   – Classe 4CL

In merito al progetto Ippocrate a cui ho partecipato con interesse il 5 febbraio 2019, esprimo la mia soddisfazione. Infatti, noi studenti abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare ed interagire liberamente con alcuni medici sulle tematiche più significative inerenti il campo della sanità. Personalmente stimo le professioni sanitarie e in particolare quella medica in quanto il loro operato è fondamentale per ognuno di noi.
Durante la giornata sono state trattate alcune questioni di interesse mondiale come il diritto alle cure e la responsabilità a cui sono legati tutti i medici. Sono stato particolarmente colpito dalle slyde mostrate da un chirurgo pediatrico perché mostravano in modo chiaro la situazione di malasanità critica che persiste nel mondo, specialmente in Africa, Asia e America Latina. E’ stata alquanto toccante anche la storia di un’ex studentessa del nostro Istituto che, insieme al neurochirurgo che le ha salvato la vita, ha raccontato la sua brutta esperienza in seguito a un’emorragia cerebrale. In questa circostanza è stato ammirevole l’eroismo del medico nell’affrontare una situazione particolarmente rischiosa per la paziente ma anche per se stesso. Sono fermamente convinto che la professione medica dia tante soddisfazioni; tuttavia esige turni di lavoro fino a dodici ore, straordinari non sempre retribuiti, responsabilità altissime e soprattutto una grande dose di coraggio e pazienza con certi pazienti. Non ritengo quindi moralmente corretto che i medici possano essere penalmente denunciati in caso di mancato successo di operazioni in cui essi decidano di provare a salvare la vita a persone il cui destino sarebbe altrimenti già segnato. Questo progetto è una bellissima iniziativa in quanto permette ad aspiranti futuri medici di conoscere il retroscena di questa nobile professione e informa anche su tanti aspetti della sanità.

 

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LA CARTA DI VICENZA – 14.06.2019 ore 17, Palazzo Trissino – Sala Stucchi

LA “CARTA DI VICENZA”

Per la centralità del Sistema socio-sanitario Veneto

come “Valore e Bene Comune” sostenibile.

Alleanza tra Associazioni di Cittadini, Onlus, Operatori Sanitari e Ordini professionali.

Documento di indirizzo

PREMESSA

Il cosiddetto “Modello Veneto” della sanità e del sociale, ha subito nel corso degli ultimi anni delle fasi di rallentamento e in taluni casi di arresto. Ciò è dovuto ad una serie di fattori, non ultimi quelli legati a una gestione organizzativa prevalentemente di tipo burocratico e amministrativo.

La carenza dei medici e degli operatori, ma non solo, è una nota dolente di questa fase storica ed è stata determinata della caduta del patto fiduciario tra istituzioni e corpi sociali, oltre che da scellerate scelte della politica nazionale che, in ritardo, sta cercando di recuperare sul numero chiuso in medicina e sulla carenza di risorse economiche per le borse di studio agli specialisti.

Il contesto attuale, dunque, richiede uno sforzo importante di ripensamento e di riprogettazione, oltre che di ridefinizione degli obiettivi che riguardano il Sistema della sanità pubblica sotto il profilo sanitario e sociale. Sono necessarie azioni credibili per salvaguardare il ruolo pubblico e universalistico del Servizio socio-sanitario, evitando politiche di de-finanziamento (già in atto) che stanno mettendo in serio pericolo i servizi ai cittadini.

Diventa necessario, allora, per tutti quelli che hanno a cuore e credono nel Servizio socio-sanitario, nei suoi valori morali e nella sua utilità sociale, assumersi il carico e la responsabilità di mettere a fuoco da una parte le Buone Pratiche, ma dall’altro anche le distorsioni dei sistemi organizzativi, raccogliendo le proposte dei portatori di interesse (stakeholders) dell’intera comunità.

UN’ALLEANZA PER L’ECCELLENZA

Gli elementi di crisi possono essere risolti solo promuovendo un’Alleanza tra i Professionisti e gli Operatori Sanitari, il Volontariato, i Cittadini e le Istituzioni, che ha il solo fine di ridare al “Modello Veneto” quelle caratteristiche di qualità ed efficienza che in passato lo avevano contraddistinto.

A tal fine è necessario recuperare quei margini di scelta che permettano di ridare sbocchi credibili a tutti i professionisti del settore, restituendo dignità e protagonismo attivo nei cambiamenti che interverranno con il nuovo PSSR 2019/23”.

Occorrerà agire sulle più significative e importanti aree di crisi, con interventi puntuali e precisi in grado di rafforzare la presenza delle MGI, dell’ADI e delle strutture intermedie di ricovero, i cosiddetti Ospedali di Comunità, come supporto necessario alla fase post-acuta, indispensabile dopo il ricovero presso i presidi della nostra rete ospedaliera.  Di qui discendono tutte le proposte organizzative che a caduta saranno in grado di collocarsi dentro un quadro dove la Politica si proporrà come motore principale degli avvenimenti, senza subire la prevalenza degli aspetti amministrativi e contabili che fino ad oggi sono stati preminenti.

 

IN DIFESA DELLA SANITÀ PUBBLICA

I firmatari della “Carta di Vicenza” sono convinti che la Sanità Pubblica Solidale e Universale è perseguibile e sostenibile ove tutti si assumano responsabilità e operino in modo condiviso e collaborativo. Se la Sanità smarrisce la sua funzione pubblica ci rimetteremo tutti: cittadini, malati, operatori, politici, sindacati, ordini professionali, fondazioni e il danno per il Paese sarebbe molto grave.

Privatizzando la Sanità di fatto non si riduce la spesa perché va messo in conto un notevole grado di abbandono sociale che spingerà nell’aumentare i costi complessivi. Oggi i poveri assoluti e anche quelli relativi non riescono ad accedere ai servizi del SSN e sono sempre più tagliati fuori da ogni possibilità di tutela.

LA PERSONA AL CENTRO

I firmatari della “Carta di Vicenza” concordano nel ritenere che ogni persona, senza alcuna discriminazione, vada garantita nella sua dignità, nella sua identità e nei suoi diritti fondamentali con riferimento alla organizzazione sanitaria e sociale.

Per tali motivi vanno definite le caratteristiche, generali e particolari, dei servizi e dei presidi ospedalieri e delle comunità di accoglienza, affinché i progressi della biologia, della medicina e dell’approccio psicologico, nonché della tecnologia, siano utilizzati per il beneficio delle generazioni presenti e future.

L’obiettivo della “Carta di Vicenza” è quello di favorire un’analisi disincantata della realtà, individuando e analizzando i problemi, proponendo per ciascuno di essi ipotesi di soluzione, senza voler pretendere che tali soluzioni siano le sole e uniche attuabili.

SONO IN ATTO OMISSIONI RIFORMATRICI

  • Nel Veneto, sono state ridotte le Aziende-Ulss, ma le nuove Aziende non sono state ripensate.
  • Sono stati bloccati il turn-over e gli stipendi degli operatori ma non si è mai ripensato al lavoro e al modo in cui lavorare!
  • Sono stati ridotti i posti letto negli ospedali e non si è riformato l’Ospedale, e sono sorti finora solo alcuni ospedali intermedi di Comunità per le cure nel momento post-acuzie che segue il ricovero ospedaliero.
  • Sono state limitate le autonomie decisionali dei medici, attraverso nomenclatori e definizioni di appropriatezza, senza ripensare ad un ruolo autorevole e responsabile del medico.
  • Le professioni infermieristiche oggi scontano una collocazione che preclude qualsiasi possibilità di vedere valorizzata la loro professionalità, nonostante la formazione e lo sviluppo delle competenze specialistiche consentano all’infermiere di garantire oggi elevati risultati assistenziali in piena sicurezza nel processo di presa in carico del paziente.

UN SERVIZIO SOCIO-SANITARIO SOSTENIBILE

Se non si favorisce, o addirittura si ostacola, il tentativo di evidenziare le criticità, e se non si pongono in essere strategie di governance dei processi decisionali, sarà difficile rimuovere gli ostacoli che si frappongono nel cammino verso la possibilità di generare nuovi e migliori equilibri del Servizio socio-sanitario della nostra regione. Tutto ciò mentre i bisogni di salute aumentano, le risorse tendono ad essere insufficienti ed utilizzate in modo non ottimale, ed il sistema tende ad indebitarsi.

Se le parole d’ordine diventeranno, come già si sembra orientati a fare, de-finanziamento, e decadenza dei servizi territoriali, con gli interessi speculativi che sono potenzialmente in gioco, ciò finirà per provocare un ulteriore scontento dei cittadini,  aggravare la frustrazione, già presente, degli operatori socio-sanitari,  finendo per dare ancora più sostanza ad una società in cui i giovani non riescono a vedere il loro futuro e gli anziani si vedono relegati ai margini, ben cogliendo il peso di chi sa di essere considerato solamente un costo. 

Alla luce di quanto emerge nella quotidianità e nelle prassi ormai consolidate delle organizzazioni, oggi serve un Servizio Sanitario Sostenibile, snello, rapido nel dare risposte, che sia in grado di contenere i costi, in un’ottica di corresponsabilità con una visione di lungo periodo.

LA “CARTA DI VICENZA”: UN DOCUMENTO APERTO

La “Carta di Vicenza” è passibile di ulteriori implementazioni sia da parte degli stessi firmatari, sia da quanti ne vorranno condividere gli ideali e i propositi dopo la pubblicazione.

Obiettivo dei firmatari della “Carta”, e ci auguriamo anche quello dei suoi interlocutori, è quello di perseguire il miglioramento continuo in ambito socio-sanitario, convinti che la partecipazione attiva sia una delle più alte forme di dovere civico.

Inoltre, i soggetti firmatari ritengono fondamentale che tali presupposti debbano favorire la creazione di un Tavolo di dialogo e confronto permanente sui temi legati al Servizio sociale e sanitario con tutti i soggetti interessati del territorio.

I firmatari della “Carta di Vicenza” saranno lieti di collaborare con la Regione nella valutazione e definizione dei progetti di cambiamento che interverranno con il nuovo PSSR.

 

IL DECALOGO DELLA “CARTA DI VICENZA”

  1. Affermare e garantire il valore pubblico e universale del Sistema socio-sanitario come fondamento istitutivo e organizzativo. In tale logica il ricorso a mutue volontarie e assicurazioni da parte dei cittadini deve essere posta come azione complementare, o integrativa, e non sostitutiva del sistema pubblico.
  2. Sviluppare e sostenere una cultura della Cura del Quotidiano, negli ambienti ordinari e non solo nei luoghi classici dell’assistenza, ove sono sempre più l’emergenza e una lettura prevalentemente economicistica del sistema a dettare e definire le modalità e il valore della cura.
  3. Valorizzare il Tempo della Relazione, perché senza Relazione non esiste cura; viceversa è solo prestazione. Il Prendersi Cura significa mettere al centro il paziente e i suoi familiari, consci che il Tempo della comunicazione è Tempo di cura e che alcuni dei più importanti aspetti della persona non sono misurabili in moneta. Ciò contribuirebbe anche ad abbattere forme a volte esasperate di contenzioso legale, generate anche da scarsa o inefficace comunicazione e da un non riconoscimento dei ruoli, delle funzioni e dell’organizzazione socio-sanitaria.
  4. Garantire la capillarità dell’assistenza territoriale tramite la figura del medico di Medicina generale per tutti i cittadini. Individuare, favorire e sostenere contestualmente modelli innovativi di presa in carico del cittadino in ambito territoriale che prevedano una presenza e integrazione multi-professionale quali Medicine di Gruppo Integrate (MGI) e Infermiere di Famiglia/Comunità, ed un collegamento diretto tra servizi territoriali, pronto soccorso e reparti ospedalieri a tutela della soddisfazione del bisogno assistenziale espresso e di efficacia nell’erogazione dei servizi territoriali.
  5. Potenziare la presenza dei servizi sociali e sanitari del territorio a favore delle fasce più deboli, perché la riduzione di tali servizi al fine di ridurre i costi, conferma una visione distorta e poco lungimirante, in quanto amplifica nel tempo bisogni e i costi per la collettività. Tagliare i servizi sociali e sanitari territoriali induce al ricorso a prestazioni privatistiche accessibili solo a chi ne ha le possibilità economiche, sfavorendo nuovamente la parte più fragile della popolazione.
  6. Monitorare e condividere le informazioni (e i criteri di monitoraggio) sui servizi territoriali e ospedalieri per valutarne l’efficienza e la capacità di offrire le risposte attese dai cittadini, favorendo la valorizzazione di tutte le professionalità socio-sanitarie, riconoscendone il valore assoluto a fondamento del Sistema Sanitario Nazionale.
  7. Istituire un Forum delle diseguaglianze per focalizzare l’attenzione sui processi che generano marginalità sociale e tematiche legate alla sicurezza e alla prevenzione delle fragilità che, una volta conclamate, si scaricherebbero totalmente sui costi del sistema socio-sanitario.
  8. Consentire alle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficienza (I.P.A.B) di poter operare al pari di altri competitor privati, nell’ambito di politiche pubbliche socio-sanitarie (anziani, minori, disabili, etc.), conservando la loro vocazione originaria di carità e di assistenza declinate sulla base dei bisogni delle persone fragili, delle loro famiglie e della comunità, attuando un’assistenza di qualità, sostenibile ed efficace.
  9. Favorire la realizzazione di un’Alleanza Sociale e promuovere il Welfare Generativo con nuovi approcci volti a rafforzare la fiducia e il ruolo degli operatori della sanità e del sociale, sostenendo la partecipazione attiva ed efficace dei cittadini e del volontariato, tramite processi di formazione e informazione continua, volti al miglioramento della qualità e dei processi di cura, venendo incontro alle esigenze delle famiglie.
  10. Promuovere l’Alleanza Terapeutica, il Patto di Ospitalità* e il Codice Deontologico* di Servizio al fine di ridurre la distanza tra gli operatori socio-sanitari e la cittadinanza rafforzando l’assunzione di responsabilità collettiva e favorendo la lotta agli sprechi.

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Appello alla mobilitazione, Obiettivo Ippocrate presente

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Obiettivo Ippocrate e Surgery for Children incontrano gli studenti dell’Istituto “U.MASOTTO” – 05.02.2019 e 9.05.2019. Riflessioni e foto delle giornate / Articolo del Basso Vicentino a cura di Rino Boseggia

Istituto “U.Masotto”, Noventa Vicentina

OBIETTIVO IPPOCRATE E SURGERY FOR CHILDREN

INCONTRANO GLI STUDENTI DELL’ISTITUTO ” U.MASOTTO “



 

1° INCONTRO:  5 febbraio 2019

Ore 9.00 Presentazione Cortometraggio : “Come una Rosa” di Stefano Capovilla, Vincitore premio speciale della giuria al Care Film Festival di Monza.

Testimonianza di  Eliana Righetto

Ore 9.30 Professione medica: lavoro o missione?

Giampaolo Zambon, neurochirurgo, Obiettivo Ippocrate, Vicenza
Sergio D’Agostino, chirurgo pediatra,  Surgery for Children Onlus Vicenza                    
 

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 OBIETTIVO DELL’INCONTRO : Presentare ad un gruppo di giovani  la realtà del mondo sanitario attraverso il “vissuto” di una paziente, e  le problematiche della professione medica raccontate da chi, nel rispetto dei propri doveri e senza rinunciare ai propri sogni, continua ad impegnarsi per mantenere al centro del proprio lavoro i “bisogni” dei pazienti, sia nella propria realtà quotidiana, che in mondi e contesti diversi.


 Le emozioni di questa giornata.

Oggi ho avuto il privilegio di esser presente in questo Liceo, dove prima di noi lo scorso anno sono stati invitati i genitori di Valeria Solesin, che ho conosciuto solo, purtroppo, con la tragedia del Bataclan ma che abitava a soli 50 metri da casa mia a Venezia.
In aula il meraviglioso sguardo di Arianna, un sorriso infinito e dirompente, strappata dalla vita troppo presto. Si respira questa intensità. Chi viene qua prova emozioni fortissime e sento la responsabilità di un incontro con chi rappresenterà il nostro futuro. Non facile iniziare a parlare.
I ragazzi e le ragazze entrano in aula, raramente ho visto sguardi tanto intensi e pieni di vita. Bravi loro, ma bravi anche i professori che evidentemente li sanno stimolare e far crescere.
L’incontro, condiviso assieme all’amico Sergio d’Agostino, è stato incentrato su quello che è l’impegno quotidiano dei professionisti sanitari (tutti!) , le difficoltà e le responsabilità che  affrontiamo ogni giorno, nostro malgrado, le scelte che operiamo e quello che è il nostro impegno continuo in Obiettivo Ippocrate e Surgery for children. Lavoro o missione?
Sicuramente non un lavoro come gli altri, ma nemmeno una missione da super eroi. Di sicuro una scelta che abbiamo avuto la fortuna di maturare fin da bambini nel caso mio e di Sergio.
Si è parlato del prendersi cura con l’esperienza di Eliana Righetto e la proiezione del cortometraggio “Come una rosa” sulla sua vera storia…l’applauso a fine proiezione è servito a scaldarci il cuore e renderci ancora più forti nella convinzione che trovarsi a parlare con i ragazzi del nostro lavoro e del nostro impegno contribuisca in qualche modo a farli crescere.
Grazie sempre alla sensibilità dei professori e dei dirigenti scolastici che ci hanno voluto qui, loro come noi, impegnati nella creazione di un futuro migliore per tutti, contribuendo significativamente e con impegno a crescere i nostri ragazzi.
Si sono toccati i temi della sanità globale, dello sviluppo, delle fake news e del rapporto medico-paziente, di scelte irreversibili che si devono compiere in un minuto. Temi certo non facili per chiunque.
Ai ragazzi abbiamo fatto la richiesta di  elaborare delle riflessioni, che saranno spunti di discussione assieme, in occasione del prossimo incontro con loro a Maggio.
Alla fine una domanda che temo sempre arrivi in questi incontri: Ma come fate alla sera ad addormentarvi dopo aver vissuto vicini a sofferenza e morte?
Non ho la risposta per questa domanda. Penso a Eliana, Davit, Annalisa, Viola, Patrizia e molti altri, ricordo i loro sguardi e mi vien facile andare avanti.

Giampaolo Zambon

 

2° INCONTRO:  9 maggio 2019

Ore 8.50 Professione medica: lavoro o missione? Secondo incontro. Riflessioni.

Relatori: Dr. G. Zambon, neurochirurgo, Obiettivo Ippocrate, Vicenza
              Dr. S. D’Agostino, chirurgo pediatra, Surgery for Children Onlus, Vicenza
           
Testimonianza di Eliana Righetto                    

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OBIETTIVO DELL’INCONTRO: si tratta del secondo incontro con gli studenti del quarto anno, sulla realtà del mondo sanitario attraverso il “vissuto” di una paziente, e le problematiche della professione medica, raccontate da chi, nel rispetto dei propri doveri e senza rinunciare ai propri sogni, continua ad impegnarsi per mantenere al centro del proprio lavoro i “bisogni” dei pazienti, anche in mondi e contesti diversi…Raccogliamo le riflessioni ed i pensieri dei ragazzi e ne parliamo assieme.

 

Articolo del Basso Vicentino a cura di Rino Boseggia

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Obiettivo Ippocrate in FESTA – 07.06.2019 ore 20.30. Biglietti ritirabili anche presso edicola ospedale S.Bortolo e ogni mattina da Ivana Gechelin

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Sciopero Nazionale dei medici e dei veterinari 23.11.2018 : a difesa dei cittadini e del SSN

  Vicenza, 22/11/2018

A tutti gli associati e non

Da far girare se lo riterrete anche senza la mia firma, ai vostri sindacati di riferimento, a tutti i colleghi, ai cittadini.

Faccio seguito all’Assemblea intersindacale di Vicenza del 19.11.2018 in previsione dello sciopero nazionale dichiarato da tutte le sigle sindacali di categoria per il 23.11.2018.

Non entro nel merito dei contenuti di tale assemblea non avendone la competenza ma sicuramente ho imparato molto. Sono stati resi noti particolari e dettagli della contrattazione che credo dovremmo tutti conoscere per meglio apprezzare chi a quei tavoli di contrattazione ci rappresenta e si siede, il difficile compito che portano avanti , ma anche poter suggerire loro quello che la base pensa con forza ed intensità e che non accetta compromessi di parte.
Volevo riferirvi alcune mie considerazioni.
L’Assemblea ha avuto a Vicenza notevole adesione, circa un centinaio di colleghi erano presenti e calcolando il fatto che ho visto anche colleghi provenienti da altri ospedali credo che al di là dei relatori di assoluto interesse, vi sia stata da parte di tutti, la percezione del momento difficile che stiamo attraversando.
Molti di loro sono venuti in rappresentanza dei rispettivi reparti ed ospedali. Io ho portato a casa la convinzione, confermata anche dai relatori presenti, che questo sia uno sciopero “per contare i medici”, per contare il loro livello, permettetemi, “d’incazzatura”. Infatti nessuna trattativa di revocarlo è mai stata avviata.
Al di là del gioco delle parti, al di là dei colori della politica credo che davvero si voglia pesare il grado di adesione e capire quanto i medici siano compatti. Purtroppo ho registrato ancora come alcuni colleghi, invece di lavorare per la coesione di tutta la categoria, continuino ad ostentare meriti ed esclusività d’azioni intraprese.
Ringrazio Il Presidente dell’Ordine dei Medici di Vicenza Dr . Michele Valente ed il Vice Presidente Nazionale FNOMCeO Dr. Giovanni Leoni che hanno portato la solidarietà degli Ordini ai medici ospedalieri, che assieme a noi sostengono le motivazioni dello sciopero. Non abbiamo purtroppo altre armi a noi più gradite per far sentire la nostra voce e le nostre ragioni.
Io credo che sia il momento ci stringerci tutti e di unirci anche alla popolazione e farci sentire , a tutela di tutti noi cittadini.
In questo senso proviamo a far da collante come è nel nostro spirito, e  a proporre a tutti gli aderenti allo sciopero e sindacati tutti di renderci visibili e di muoverci assieme.
Lo sciopero prevede, ci dicono i sindacati, in Veneto (altre analoghe manifestazioni sono organizzate nelle altre regioni e trovate in Internet i luoghi di raduno) , un sit-in davanti Azienda Zero a Padova il 23.11.2018 h 11.00.
Per Vicenza è previsto un raduno organizzato nell’atrio dell’ Ospedale S.Bortolo alle h 8.00 il 23.11. TUTTI i CITTADINI SONO I BENVENUTI.
Proponiamo poi di muoverci TUTTI ASSIEME in camice (usa e getta acquistabile in sanitaria o personale, non quello aziendale che non può essere usato al di fuori dell’Ospedale) fino alla Stazione di Vicenza, dove prenderemo il treno delle 10.02 per radunarci assieme ai colleghi degli altri ospedali a Padova (Azienda Zero dista 10 minuti a piedi dalla stazione di Padova).
Solo attirando l’attenzione avremo qualche possibilità che la stampa dia risalto alla nostra protesta (stiamo lavorando in tal senso cercando di portare con noi diversi giornalisti).
Vi riporto infine anche la solidarietà di Cittadinanzattiva, che nelle parole del suo segretario Regionale Dr Cicciù, si unirà a noi nella manifestazione.
Scioperare oggi significa amare la professione di medico, rispettarci e rispettare i sacrifici di chi ci ha permesso di studiare, essere consapevoli che un servizio sanitario pubblico è un bene prezioso che non va depotenziato perché chi si trova nella sofferenza della malattia ci chiede di mantenerlo.

Credo che sia ora di far vedere questa UNITA marea montante….
Grazie a tutti

Giampaolo Zambon – Segretario OI
Simone Frigo – Consigliere rapporti sindacali OI

Addendum : liberi e scaricabili trovate i file della fascia da braccio “Precettato”, etichetta da mettere sul camice “Io partecipo allo sciopero ma sono stato precettato”, etichetta di solidarietà “solidarietà ai medici in sciopero”. Datene diffusione.

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Finalmente Obiettivo Ippocrate in FESTA -15.06.2018 ore 20.30 – Foto e Video.

Serata di festa per stare tutti assieme. APERTA A TUTTI.
Medici, infermieri, operatori, …. simpatizzanti tutti.
GRIGLIATA, VINO, BIRRA, e …. musica da ballare presso Villa da Schio Cita, Via San Rocco 16, Montecchio Precalcino (VI). INGRESSO 20 Euro.
L’incasso sarà devoluto ai progetti di Obiettivo Ippocrate.

 

 

 

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Pensiamo alla salute – Sala Consiliare Palazzo dei Trecento (TV) – 07.06.2018 – Foto evento

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Festa di fine anno alla Scuola PRATI. 24.05.2018 ore 16.00 – Le foto ed il video della giornata.

Racconto di tante emozioni

Giovedì 24 maggio 2018, Obiettivo Ippocrate su richiesta del Comitato Genitori della Scuola Primaria Prati di Vicenza, ha partecipato all’organizzazione della festa di fine anno dal titolo. “ogni bambino ha diritto alle migliori cure..”
E’ stata una giornata che abbiamo vissuto e preparato con la stessa attenzione ed emozione del giorno della nostra convocazione in Senato.
Obiettivo Ippocrate, per una serie di motivi, è conosciuto da molti dei bambini e dei genitori della Scuola quindi ci siamo sentiti investiti di un grandissimo compito.
L’allestimento dei vari stand è iniziato verso le 15.00 con l’arrivo dell’Ambulaclaun da Bergamo (un sentito grazie a “Margherito” , ad “Un naso rosso per…” ed  alla Croce Verde Vicenza)  che assieme all’ambulaclaun hanno portato 4 volontari del 118….posso ammettere con onestà che mi son commosso …persone incredibili nella loro vita professionale ed anche oltre…attorno a loro la comunità può solo applaudire e ringraziare.
Gli stands sono andati via via arricchendosi con l’arrivo dei Clown VIP Vicenza , che di solito animano le corsie della Pediatria del San Bortolo… non ci sono parole per descrivere il loro entusiasmo nel confezionare assieme ai bambini della scuola, le mongolfiere “porta desideri” che nei prossimi giorni verranno consegnate ai bimbi ricoverati al San Bortolo, oltre ad innumerevoli trucchi e giochi coi palloncini. Immancabile il naso rosso che richiama a “Un naso rosso per…” l’associazione dei clown che lavorano negli ospedali…Grazie, Grazie, Grazie.

Andata benissimo la vendita dei diari con raccolta fondi a favore delle missioni.

L’angolo sport a suon di canestri…gestito da istruttrici di basket (un grazie personale a Carla Zanon e Silvia) con Berica School Basket, Cittadella Cubs , Cristiana e Riccardo “Basket e Musica”, che hanno allestito un angolo per far cimentare i bimbi col canestro a suon di Musica.
Inserisco in questo gruppo Sabrina, cittadina e simpatizzante di Obiettivo Ippocrate che ha voluto portare il suo contributo alle attività. Preziosissimo per noi.
Gran successo di Andrea Sbrogiò, artista veronese, col suo angolo delle caricature. Incredibile artista che Obiettivo Ippocrate conosce bene dato che è stato l’ideatore del nostro logo e del cartoon che abbiamo portato in Senato. Dietro a tutto ciò la regia di Filippo Nigro, Vice Presidente di OI, bloccato in sala operatoria ma sempre presente con lo spirito e con le sue idee.
Grandissimo il Comitato Genitori, in particolare Serena, Tiziana, Anna , Leonardo ed Eugenio, che oltre ad averci aiutato nell’organizzazione di tutto l’evento, hanno allestito la merenda per i bambini e li hanno supportati al tavolo delle magliette da dipingere, consentendo la perfetta riuscita della festa, averne di genitori così!!!!!
Consentitemi una nota di merito a Chiara, nostra iscritta, che ha lavorato giorni e giorni con gli altri genitori a questo incontro …Grazie.

Dimenticavo…un grazie ai 300 bambini presenti ed alle loro famiglie che ci hanno fatto ulteriormente capire come Obiettivo Ippocrate stia percorrendo la strada giusta. Avanti assieme.

Giampaolo e Massimiliano

 

 

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Orgogliosi del Dr. Sergio D’Agostino – Surgery for Children onlus e socio di Obiettivo Ippocrate. Grazie Sergio per quello che fai e come lo fai.

Carissimi
sperando di fare cosa gradita, e consapevole del Vostro interesse per le attività di “Surgery for Children – Onlus” ho il piacere di  condividere l’evento ed il premio concesso per quanto realizzato fino ad oggi con la nostra associazione.
Si tratta di un riconoscimento che giunge inatteso ma è motivo di orgoglio e di soddisfazione, e per  noi tutti è anche uno stimolo ulteriore  per continuare nel nostro percorso di umanità e solidarietà verso i “deboli”

Cari Saluti
Sergio d’Agostino

 

 

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Per chi non c’era… Obiettivo Ippocrate al Teatro Astra (slideshow)

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Obiettivo Ippocrate con Surgery for Children onlus nelle scuole

Si è svolto il primo incontro presso l’Istituto De Pretto di Schio tra Obiettivo Ippocrate e gli studenti, grazie all’iniziativa voluta nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro e grazie alla collaborazione in essere con Surgery for Children del Dr. Sergio D’Agostino.
Per noi un’occasione importante di parlare coi ragazzi di sanità, salute ed esperienze di professionisti coinvolti nell’importante processo di far crescere la consapevolezza verso il SSN nei ragazzi e presentare loro le nostre esperienze al di fuori del mondo ospedaliero.
Vi alleghiamo la lettera della professoressa che ci ha inviatati a conclusione del ciclo di incontri. Anche questo è Obiettivo Ippocrate.

 

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2.03.2018 ore 20.45 al Teatro ASTRA di Vicenza – “Il nostro prenderci cura quotidiano”

DI SEGUITO LA PIANTINA DEL TEATRO ASTRA in Contrà Barche 55 a Vicenza  (clicca sull’ immagine per ingrandire)

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22.1.2018 Iscrizione in blocco ad Obiettivo Ippocrate della Chirurgia Generale di Dolo – Direttore Dr. M. Godina

Oggi a Dolo consegna delle felpe di Obiettivo a tutta l’equipe della Chirurgia Generale di Dolo diretta dal Dr. M. Godina.

Un ottimo incontro e buoni spunti di collaborazione futura.

Un benvenuto ai nuovi colleghi iscritti….un esempio da seguire.

 

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