Archivio Categoria: proposte

RELAZIONE IV congresso nazionale AMAMI

”La responsabilità medica: l’Europa e l’Italia”

Avvocato Biancamaria Cataldo (Foro di Perugia), Consigliere nazionale AMAMI.

Intervento al IV Congresso nazionale AMAMI – Roma, 26-27 settembre 2008

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Osservazioni e Proposte per la Responsabilità Civile (RC) dei Medici

BOZZA: Osservazioni e Proposte per la Responsabilità Civile (RC) dei Medici

Alcune osservazioni sulla questione assicurativa RC Medici

25 Gennaio 2016
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Medicina difensiva e possibili soluzioni (Dr.ssa M. Cocconcelli, Chirurgo Ortopedico)

Medicina difensiva e possibili soluzioni: mie considerazioni

EMENDAMENTI POSSIBILI

  • Se la struttura ED IL MEDICO dimostrano che hanno seguito le linee guida o se le cartelle cliniche dimostrano la correttezza dell’operato del medico, è il paziente che dovrà dimostrare l’errore medico (inversione dell’onere della prova rispetto a quello che avviene oggi).
  • eliminazione del criterio di presunzione di colpa e limitare il concetto di colpa medica all’errore medico escludendo l’evento imprevedibile ,imprevenibile, il caso fortuito e la causa ignota;

Adottare un sistema no blame, ossia non incolpare sempre e comunque il sanitario per colpe che sono invece di natura organizzativa/ospedaliera e Istituire il fondo vittime dell’alea terapeutica per indennizzare le vittime di cause indipendenti dall’operato medico-chirurgico:

  • delle complicanze insite nelle cure;
  • delle infezioni nosocomiali;
  • dei danni derivanti dall’uso di prodotti farmaceutici;
  • dei danni derivanti da protesi o altri presidi che si accertino successivamente essere difettosi o dannosi;
  • delle malattie derivanti da trasfusioni;
  • dei danni derivanti da patologie asintomatiche o di difficile o statisticamente di improbabile sussistenza, quando non possono essere individuati e contrastati con la normale attività clinica e terapeutica ma solo con l’utilizzo di presidi e misure eccezionali.


Inoltre, l’assunzione di responsabilità da parte del Servizio sanitario nazionale nei casi di eventi avversi legati all’attività sanitaria, siano essi dovuti a errori individuali, di sistema oppure alla c.d. alea terapeutica (quando ad esempio vi siano effetti avversi non prevedibili dovuti all’uso di un farmaco, o rischi insiti e ineliminabili in una procedura); attraverso la messa a punto di un sistema misto, risarcitorio e indennitario, in maniera da tutelare le persone danneggiate da eventi avversi correlati all’attività sanitaria, indipendentemente dal riconoscimento o meno di una responsabilità individuabile, tutelando al contempo strutture e operatorie salvaguardando il rapporto di fiducia nei confronti del SSN;

  • configurare la responsabilità dei medici come responsabilità di natura extracontrattuale (2043 c.c.) e, per l’effetto, ridurre il termine di prescrizione a 5 anni per i medici; mantenere il termine di 10 anni quale responsabilità contrattuale unicamente per le strutture sanitarie (art. 2946 c.c.);
  • la prescrizione può essere interrotta solo dalla proposizione della domanda giudiziale (e non è più sufficiente una lettera R/R);
  • prevedere cause di esonero di responsabilità per i medici nel caso il danno derivante da una causa ignota e nel caso in cui venga dimostrato che la “complicanza” intra o postoperatoria è dipesa da fattori non previsti e non prevedibili. Distinguere tra errore e complicanza!!!!!!
  • costituire obbligatoriamente presso le strutture sanitarie ospedaliere unità operative di Risk Management non solo per gestire l’errore medico, ma anche per la gestione del semplice reclamo. Risk management composto non solo da un medico legale ma da uno specialista della branca oggetto del reclamo e/o richiesta di risarcimento
  • obbligatorietà per il paziente al momento di introdurre la causa giudiziaria di depositare assieme all’atto introduttivo una consulenza tecnica di parte redatta oltre che dal medico di medicina legale anche da uno specialista della branca oggetto della denuncia con una esperienza diretta in materia di almeno 5 anni.

In caso di contenzioso giudiziario deve venire obbligatoriamente nominato in sede di CTU assieme ad uno specialista in Medicina legale anche uno specialista del ramo oggetto del contendere; l’oggetto della causa deve essere limitato a quello descritto nell’atto introduttivo e non può essere ampliato nel corso della vertenza giudiziaria:

  • prevedere una tabella uniforme nazionali sulla base delle quali stabilire il calcolo del risarcimento danni e prevedere che le pregresse condizioni di salute possono giustificare un abbattimento del danno;
  • analogamente a quanto previsto nel D.L. all’art. 41 in materia di appalti, si chiede che all’art. 96 terzo comma sia aggiunto un ulteriore comma che preveda che in caso di abuso del processo o nel caso la parte soccombente abbia agito con mala fede o colpa grave “per le controversie in materia di responsabilità medica, la sanzione debba essere calcolata fino al 100% della somma richiesta dal paziente a titolo di risarcimento del danno”;

Mi permetto di dirti che (in base alla bozza di decreto legge sulla RC profess. medica del decreto sulla PA del 24 giugno 2014 ) viene espropriata la contrattazione collettiva dal ruolo che gli veniva riconosciuto sul finanziamento del “fondo assicurativo appositamente costituito” che deve garantire la copertura assicurativa.

Aggiungendo le parole “nei limiti delle risorse del fondo stesso“, in pratica, la Riforma depotenzia la finalità del “fondo”, che è quella “di garantire idonea copertura assicurativa agli esercenti le professioni sanitarie“. Inoltre, se teniamo conto che il finanziamento del “fondo” non verrà più definito in sede di contrattazione collettiva, bensì dal soggetto gestore del fondo, risulta chiaro che i medici non avranno nessuna voce in capitolo per quanto riguarda il fondo che deve garantire la loro copertura assicurativa. Infatti, è già stato ribadito in diverse occasioni che il soggetto gestore del fondo sarà rappresentato prevalentemente dai Ministeri e da una folta schiera di rappresentanti del mondo assicurativo.
In pratica, i medici che sono i più interessati al fondo vengono messi nell’impossibilità di partecipare alla costituzione e alla gestione dello stesso.

Quindi,

1) Depenalizzare la colpa medica e definire bene cosa si intenda per atto medico!!! Non è stato mai chiarito cosa si intenda per atto medico.

Proprio questo concetto di colpa rappresenta l’ago della bilancia tra responsabilità civile e penale del professionista sanitario. La responsabilità Penale del medico solo per dolo o colpa grave ed inescusabile. La responsabilità penale del professionista sanitario sorge dalla violazione di disposizioni di legge specifiche le quali prevedono reati normativamente sanzionati dal codice penale o da leggi specifiche a titolo d’esempio: responsabilità penale dolosa è rappresentata da trasgressioni volontarie e coscienti .
Non esiste dolo se non vi è volontà di trasgredire. E tale volontà è personale e logicamente connessa con l’agire del professionista sanitario. Naturalmente ai reati come sopra elencati vanno aggiunti tutti quei reati generici, imputabili al medico non in quanto tale, quindi non specificatamente collegati alla sua professione (v. omicidio volontario, lesioni dolose, ecc.) Il medico non è imputabile se segue le linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica.

La responsabilità Civile: “Le obbligazioni inerenti l’esercizio della professione sanitaria non sono di risultato, nel senso che il professionista assumendo l’incarico si impegna a prestare la propria opera intellettuale e scientifica per raggiungere il risultato sperato, ma non per conseguirlo. Di conseguenza l’inadempimento del sanitario è costituito non già dall’esito sfortunato della terapia e dal mancato conseguimento della guarigione del paziente, ma dalla violazione dei doveri inerenti allo svolgimento dell’attività professionale (Cass. 231/1969)

2) L’ospedale pubblico o privato deve essere contrattualmente responsabile per le cure al paziente. Il paziente danneggiato deve rivalersi in via diretta sulla struttura sanitaria e non sul professionista. (responsabilità contrattuale). Ancora potrebbe essere la stessa struttura sanitaria, con l’aiuto del professionista sanitario, a opporre la “causa imprevedibile o forza maggiore” al paziente danneggiato, annullando in questo modo le pretese risarcitorie del paziente.

3) creare compagnie assicurative di tipo mutualistico possedute dagli ospedali o dagli enti pubblici Compagnie assicurative di tipo mutualistico esistono ad esempio in Francia (SHAM), nei Paesi Bassi (MediRisk), in Svezia (Regions Medical Injuries Insurance), in Finlandia (The Patient Insurance Pool), in Galles (The Welsh Risk Pool). I vantaggi sono legati alla natura non-profit che limita i costi al risarcimento del paziente ed alle spese amministrative di gestione della pratica. Nei Paesi Scandinavi i costi amministrativi per le gestione delle richieste di risarcimento sono in media di 700 euro a fronte dei 15.000 per ogni parte coinvolta nei paesi che ricorrono ai giudizi nelle aule di giustizia. Inoltre questo tipo di assicurazione consente di dividere il rischio tra tutti gli ospedali.

3) porre un tetto alle richieste di risarcimento In alcuni paesi la legislazione pone un tetto al massimo risarcimento erogabile, fino ad arrivare agli 800.000 Euro che in Svezia la legislazione vigente stabilisce. In altri paesi vi è un limite al di sotto del quale non vengono accettate richieste di risarcimento con conseguente riduzione dei contenziosi. Si va ad esempio dai 300 Euro della Spagna ai 1.100 della Danimarca. Qualcuno dirà che porre un tetto ai risarcimenti è incostituzionale, altri diranno che le Regioni non possono legiferare in materia di danno e risarcimento, altri ancora troveranno sicuramente incongruenze ed ingenuità. Quello che so è che però se altri stati europei hanno affrontato questo enorme problema non si vede perché come al solito l’Italia deve arrivare buona ultima. So anche che garantire un sistema universalistico è importante ma costoso e che quindi il patto tra cittadini deve anche comprendere qualche forma di mutualizzazione del rischio. Alla fine molti si chiederanno che cosa succede al medico che sbaglia per negligenza inescusabile. In quest’ambito va rivalutato il ruolo degli Ordini Professionali ed anche dei Sindacati che si devono battere perché questo problema trovi una soluzione la più soddisfacente possibile per tutti gli attori interessati.

4) ridurre i termini di prescrizione (retroattività non oltre i 3 anni e non 10,come è attualmente!!). Negli Stati Uniti i termini di prescrizione sono a 3 anni ed in molti paesi sono notevolmente inferiori ai nostri.



5)l’obbligo di contrarre una assicurazione per tutte le strutture sanitarie pubbliche e private e private accreditate, l’obbligatorietà non deve essere solo del professionista ma anche della struttura!!!!!!

6) obbligo delle strutture sanitarie private di avere una tutela assicurativa adeguata per massimale e postuma, per le strutture pubbliche di garantire – in proprio e/o attraverso una copertura assicurativa – la tutela degli eventi avversi;

9) creazione di un fondo per i grandi rischi e per le insolvenze, in modo da garantire la tutela delle persone danneggiate da attività sanitaria, introducendo il concetto della responsabilità oggettiva del SSN ;

Copertura assicurativa e/o gestione diretta del sinistro da parte della struttura, identificando un fondo regionale finanziato anche con i risparmi derivanti dalla riduzione della medicina difensiva;

10) messa a punto di tabelle univoche per la valutazione del danno da attività sanitaria, allo scopo di uniformare i risarcimenti sul territorio nazionale, da zero a cento punti percentuali di danno biologico permanente e temporaneo, compreso il danno da morte e/o di un nomenclatore del danno medico che preveda dei tetti per le singole voci, così come avviene in campo infortunistico personale e stradale. A questo andrebbe anche affiancato una sorta di vaso di compensazione per quei risarcimenti che superino i limiti previsti dalla polizza stipulata, sul modello del Fondo Vittime della strada

11) Applicazione del concetto di lite temeraria (art.96 cpc), con diritto di rivalsa obbligatoria ed automatica in caso di soccombenza del paziente in giudizio, soprattutto nei confronti di coloro che intentano cause strumentalmente senza alcun fondamento clinico; condannare alle spese a carico del querelante in caso di querela infondata, cioè in tutti i casi in cui la querela venga archiviata o il medico venga prosciolto o assolto con formula diversa dalla prescrizione o dall’applicazione dell’amnistia.

12) Albi dei periti costituiti con criteri stringenti che certifichino la professionalità di chi indiscutibilmente contribuisce al formarsi del giudizio e necessità di affidare gli incarichi di consulenza in ambito giudiziario sempre ad un collegio di consulenti costituito obbligatoriamente da uno specialista in medicina legale e da uno specialista nella disciplina oggetto della controversia. Il perito specialista deve avere una esperienza pari o superiore al collega specialista inquisito.

Dr. ssa Mirka Cocconcelli
Chirurgo ortopedico
Bologna 

Lettere al Direttore ( da  “QuotidianoSanità.it – Quotidiano on line
di informazione sanitaria
“, www.quotidianosanita.it ) :

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Responsabilità professionale: cui prodest l’azione di rivalsa di fronte al giudice ordinario?

 09 FEB – La novità apportata nel testo approvato dalla Camera che ha escluso la giurisdizione della Corte dei Conti pone sia questioni di legittimità costituzionale che pratiche. Come ovviare, soprattutto a queste ultime? Limitando l’area della franchigia e della rivalsa verso l’esercente la professione sanitaria e investendo le risorse utilizzate per la franchigia in un sistema assicurativo che renda i costi e sostenibili per bilanci che devono essere destinati in via prioritaria alla cura dei pazienti! (Tiziana Frittelli, Vice presidente Federsanità – Fonte: www.quotidianosanita.it ).

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Responsabilità professionale: aziende e professionisti dipendenti, assicurazioni e rivalsa

14 Feb – Se il comma 1 dell’art. 10 venisse approvato in via definitiva confermando la clausola dell’ammissibilità di “altre analoghe misure”, senza definire quali siano queste analoghe misure, esso finirà con l’ammettere il principio che le aziende possano non essere assicurate. Quanto alle azioni di rivalsa, nel testo non si evince che, in caso di plurime richieste di rivalsa, il tetto previsto possa conformemente moltiplicarsi.  (Daniele Rodriguez e Anna Aprile, Professori di Medicina legale,Padova – Fonte: www.quotidianosanita.it).

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Lettera alle Autorità di 300 MEDICI dell’Ospedale SAN BORTOLO di Vicenza per il PROBLEMA ASSICURATIVO

Clicca sul seguente link per leggere la lettera inviata il 21 dicembre 2015 alle Autorità da parte di 300 MEDICI dell’OSPEDALE SAN BORTOLO di VICENZA sulla questione del PROBLEMA ASSICURATIVO: LETTERA MEDICI ULSS6 VICENZA (21-12-2015)

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Responsabilità professionale. Ecco i tre punti ‘deboli’ del ddl Gelli. Ma la soluzione c’è (Carlo Palermo, Vice Segretario Nazionale Vicario Anaao Assomed)

(tratto da Quotidianosanita.it – 7 marzo 2016)

Per arrivare ad una legge che rappresenti una vera svolta nel panorama tormentato della sanità italiana restano aperte tre questioni. In particolare: il meccanismo della rivalsa con l’esercizio dell’azione presso il giudice ordinario; le disposizioni che aumentano la chiamata in causa del medico, con il rischio di un incremento delle spese assicurative; il ruolo delle linee guida. Le nostre proposte. L’approvazione del disegno di legge sulla responsabilità professionale dei Medici e degli esercenti la professione sanitaria presentato alla Camera dei Deputati dall’On. Federico Gelli è sicuramente un dato positivo, da molti anni auspicato dalle Organizzazioni sindacali. Innanzitutto, perché introduce una normativa di riferimento in un settore in cui il vuoto legislativo ha lasciato libero campo alle teorie giurisprudenziali, invero spesso fantasiose, fino ad arrivare alla individuazione di una responsabilità in ambito civilistico da “contatto sociale”.   Poi, perché finalmente viene previsto un profilo specifico del reato colposo in ambito sanitario, riconoscendone la peculiarità legata alle finalità sociali dell’esercizio professionale. Infine, per aver disposto in legislazione che la sicurezza delle cure sia parte costitutiva del diritto alla salute ed aver previsto gli indirizzi organizzativi generali per il risk management e la corretta gestione degli audit.  Rimangono aperte alcune questioni che auspichiamo possano essere affrontate e meglio definite nel passaggio al Senato del ddl n. 2224, per arrivare ad una legge che rappresenti una vera svolta nel panorama tormentato della sanità italiana. In particolare: 1) il meccanismo della rivalsa; 2) le disposizioni che aumentano la chiamata in causa del medico, con il rischio di un incremento delle spese assicurative; 3) il ruolo delle linee guida.

Carlo Palermo – Vice Segretario Nazionale Vicario Anaao Assomed

 

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Sospeso lo sciopero dei medici del 17-18 marzo.
Rimaniamo solo noi? Il nostro grido nel silenzio generale!

Sospeso lo sciopero dei medici del 17-18 marzo
Rimaniamo solo noi?
Il nostro grido nel silenzio generale!

La nascita di “Obiettivo Ippocrate” parte dalla considerazione che la priorità, per la nostra professione, è affrontare in modo corretto e risolutivo la questione della responsabilità professionale dell’esercente la professione sanitaria, in quanto senza una chiara, univoca ed equa soluzione a questa criticità, ovvero senza una congrua tutela, nessun medico potrà lavorare serenamente e, di conseguenza, nessun paziente avrai mai la garanzia che ci si possa giocare per lui qualsiasi carta utilizzabile, per garantirgli il massimo delle possibilità anche in situazioni difficili, uniche, di grigio.
Il comune buon senso ci ha inoltre suggerito che, se vuoi perseguirlo nel migliore dei modi e con ogni mezzo, l’obiettivo deve essere unico, è impossibile fare nel migliore dei modi più cose insieme. Nel nostro statuto abbiamo inserito pertanto un unico obiettivo guida: “…… perseguire la piena realizzazione di tutte le condizioni che possano garantire il libero, sereno e responsabile esercizio della professione medico chirurgica, nonché di promuovere e di proporre soluzioni alle problematiche degli associati concernenti in particolare la responsabilità professionale in campo medico e la relativa copertura assicurativa ……”.
Volevamo inoltre essere veloci, snelli, immediati, senza vincoli superiori e fuori dalle dinamiche di contrattazione, compromesso e scambio.
Siamo quindi nati come associazione e non come sindacato, non ci interessa sedere ai tavoli di contrattazione, vogliamo essere una voce della coscienza di chi opera in prima linea ogni santo giorno, con la volontà e la presunzione di essere d’ispirazione e guida per chi, per esperienza, capacità e mezzi siede poi a quei tavoli.
Sempre nello statuto ci proponiamo comunque di “costituire un punto di riferimento tra i medici associati e non”, per cui non possiamo non dar voce a tutti quei Colleghi che in queste 24 ore ci hanno manifestato la loro rabbia, delusione, disorientamento per la decisione comune di tutti i Sindacati Medici, di sospendere i due giorni di sciopero previsti per il 17 e 18 marzo.
Iscritti, simpatizzanti, ma anche colleghi che prima mai si erano interfacciati con noi ci hanno fermato per i corridoi, subissato di mail, martellato con telefonate, sms, in chat per sapere, da noi, i veri motivi di questa sospensione e, contemporaneamente, sapere la posizione di “Obiettivo Ippocrate” a riguardo.
Evidentemente non si capisce come in un momento cruciale di coesione professionale e di drammaticità del Servizio Sanitario Nazionale, ci si gioca una tale unica congiunzione astrale per delle promesse vaghe, senza peraltro accennare in alcun modo nelle motivazioni date dai sindacati circa la sospensione, anche con solo una riga, alla problematica della responsabilità professionale. E non mi si dica che la questione non era tra le motivazioni dello sciopero, perché questa risposta renderebbe il comportamento dei sindacati ancora più grave, per non aver colto la centralità del problema per la nostra professione.

Abbiamo la determinazione e, permettetemi, gli attributi che ci derivano dalla coscienza di essere nel giusto, sia nei contenuti che nei modi,  per farci da portavoce di queste centinaia di colleghi e chiedere ai Nostri Sindacati:

  • perché avete sospeso lo sciopero?
  • perché vi siete accontentati di parole al vento?
  • perché non avete avuto il coraggio di restare uniti a noi un po’ più a lungo?

Aspetto insieme a tutte le voci che avete zittito, a tutte le speranze che avete minato, a tutte le aspettative che avete ferito una risposta purché sia chiara, sincera e, soprattutto, coraggiosa.

Massimiliano Zaramella
Presidente Obiettivo Ippocrate
www.obiettivoippocrate.it

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incontro “Responsabilità professionale dell’esercente la professione sanitaria”

Locandina 17-3-2016

GIOVEDI 17 MARZO dalle ore 11 alle 13.30

AULA MAGNA SCUOLA INFERMIERI – Vicenza

 

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Medici di Obiettivo Ippocrate ricevuti al Senato: accolto il loro appello (fonte: il Gazzettino)

In pochi mesi sono riusciti a catturare l’attenzione delle massime istituzioni. L’associazione dei medici del San Bortolo, “Obiettivo Ippocrate“, viene ricevuta al Senato dalla commissione Igiene e Sanità, che sta esaminando i disegni di legge sulla responsabilità professionale del personale sanitario. Come noto i medici di Obiettivo Ippocrate, associazione presieduta da Massimiliano Zaramella, hanno sollevato il caso del problema assicurativo, con il rischio di restare scoperti e doversi arrangiare di fronte ai rischi del loro operare. In sostanza dal San Bortolo continuano ad arrivare messaggi sui rischi della professione, tra i tagli regionali e legislazioni non favorevoli.  “Possiamo anche appendere il bisturi al chiodo” dicono i sanitari spiegando che la sanità è a rischio. Nel video di Obiettivo Ippocrate c’è la rappresentazione della difficile situazione in cui si trova il medico oggi.

(Da Il Gazzettino, per vedere l’articolo clicca qui )

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Comunicato Stampa Associazione “Obiettivo Ippocrate” dopo audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato

Responsabilità professionale. Obiettivo Ippocrate: una congrua tutela per l’esercente la professione sanitaria è irrinunciabile per il diritto alle cure del cittadino

La convocazione dell’Associazione “Obiettivo Ippocrate” in Commissione Igiene e Sanità del Senato, a soli 30 giorni dalla sua nascita, dimostra la nostra credibilità e la nostra determinazione. Mai nella storia della Repubblica Italiana un associazione neonata aveva avuto un tale riconoscimento istituzionale ed una tale investitura ufficiale.
“Obiettivo Ippocrate” si pone come scopo principale quello di occuparsi della responsabilità professionale in campo medico. La questione è estremamente complessa e coinvolge molteplici ambiti, alquanto eterogenei, ed a volte tra loro in conflitto. Lo spirito che ci anima è fondamentalmente collaborativo e, pur coscienti della gravità drammatica per i cittadini, e per gli operatori sanitari in genere, dell’attuale situazione, ma soprattutto degli scenari futuri che si vanno delineando, la nostra volontà è di dare un apporto costruttivo se non alla soluzione della problematica almeno ad affrontarla e sviscerarla in maniera corretta.

In questo contesto non può non avere un ruolo fondamentale il Ddl Gelli attualmente in esame al Senato.
Come Obiettivo Ippocrate oggi in Commisione Igiene e Sanità del Senato abbiamo manifestato la nostra profonda preoccupazione per tre aspetti inseriti nel Ddl Gelli:

  • La possibilità di agire direttamente sull’esercente la professione sanitaria (medici, ostetriche, infermieri, tecnici sanitari), da parte del presunto danneggiato (comma 3 dell’art. 7, comma 2 dell’art. 9, comma 1 dell’art. 12), nell’ambito di un Servizio Sanitario Nazionale, in cui l’esercente la professione sanitaria ricopre un ruolo di pubblica necessità con un rapporto di dipendenza con il Servizio Sanitario.
  • La necessità del singolo esercente la professione sanitaria, anche dipendente del Sistema Sanitario Nazionale, di stipulare singolarmente una adeguata polizza assicurativa (comma 3 art. 10), abbandonando il singolo professionista ad interfacciarsi da solo, coi titani assicurativi nei confronti dei quali le stesse Aziende Sanitarie stanno facendo un passo indietro, pur avendo un potere contrattuale decisamente superiore. Attualmente le polizze proposte, siano esse di primo rischio o colpa grave, hanno durata annuale, con diritto di recesso unilaterale alla sola notifica di sinistro, con aumento esponenziale del premio assicurativo a seguito della sola notifica del sinistro, sempre che si riesca a trovare una compagnia assicurativa disposta a stipulare una nuova polizza. In tal caso che farà il medico? Smetterà di esercitare la professione?
  • Il concetto di autogestione assicurativa o autoassicurazione o autoritenzione del rischio, possibile per le Aziende del Servizio Sanitario Aziendale (comma 1 dell’art 10) che, al di là della reale e mera opportunità economica, tutta da dimostrare, ci lascia molto perplessi sulle reali competenze delle Aziende su una problematica che, in ambiti non solo sanitari, è sempre stata gestita da chi si dedica esclusivamente a questo. Esponendoci inoltre, questo tipo di autoassicurazione, ad una serie di rischi il più importante dei quali è quello di porci in una possibile posizione di conflitto di interesse, come controparte, con la stessa nostra Azienda, alla quale potrà essere arrogata la possibilità di azione di censura severa, per raggiungere il giudizio di colpa grave (ad oggi ancora senza chiara definizione) con l’intento di recuperare economicamente almeno una parte di quanto eventualmente esborsato.

E chiaro che, con questi presupposti il lavoro dell’esercente la professione sanitaria, non potrà essere svolto con serenità ed il primo a risentirne sarà il paziente, con aumento vertiginoso della medicina difensivistica, che diventerà presto “medicina astensionistica”, aumento della spesa, calo delle performance clinico-chirurgiche ed aumento della mortalità.
Partendo dal presupposto che il diritto all’assistenza sanitaria, dato che la salute in quanto tale non può purtroppo essere un diritto, ed il diritto ad un giusto ed equo indennizzo sono inalienabili ed intoccabili in una società civile, crediamo che servirà uno sforzo immane da parte di tutti per recuperare due concetti che costituiscono le fondamenta dell’atto medico nella sua nobiltà:

  • Il rapporto medico-paziente, al di là di regole e leggi, che giustamente devono esistere, si fonda sostanzialmente su un rapporto di fiducia reciproca.
  • Il paziente che più può denunciare non sarà mai un paziente più tutelato, perché l’approccio del medico sarà, anche solo a livello inconscio, influenzato da questa rincorsa al responsabile, al colpevole, all’indennizzo e quindi, soprattutto nelle situazioni più complesse, più difficili, di grigio, potrà accadere di scegliere di non fare, o di fare la cosa che espone meno il professionista, anche se in quella specifica situazione potrebbe non essere quella che dà maggiori possibilità al paziente.

Massimiliano Zaramella
Presidente “Obiettivo Ippocrate”
www.obiettivoippocrate.it

 

Roma, Senato della Repubblica 22 marzo 2016

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Il NO dei medici alle assicurazioni. Prime vie d’uscita

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La richiesta di modifica del decreto Gelli è arrivata da rappresentanti di 200 camici bianchi ospedalieri. “La caccia al colpevole non dà più tutele al paziente”. I portavoce di Obiettivo Ippocrate subito ricevuti in Senato (fonte: il Giornale di Vicenza).

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Obiettivo Ippocrate e vertici regionali a confronto sulla resposabilità professionale. Al via monitoraggio periodico

La tutela delle professioni sanitarie a garanzia della qualità delle cure ai cittadini, la salvaguardia ed il mantenimento degli standard della sanità veneta, sono stati temi di immediata confluenza di volontà ed intenti tra i rappresentanti della Regione ed Obiettivo Ippocrate, protagonisti nei giorni scorsi di un incontro che ha registrato la partecipazione dell’assessore alla Sanità Luca Coletto e del Direttore Generale della Sanità Domenico Mantoan. Il confronto si è concluso con l’impegno dell’Assessorato a rendere Obbiettivo Ippocrate interlocutore istituzionale per ciò che concerne la responsabilità professionale medica e tutti gli aspetti ad essi connessi, in particolare assicurativi. Si è deciso inoltre di avviare anche un confronto, sulle azioni che Obiettivo Ippocrate sta svolgendo a livello nazionale, quali le proposte emendamentarie al Ddl Gelli sulla responsabilità professionale dell’esercente la professione sanitaria, attualmente all’esame in Senato.

Obiettivo Ippocrate ribadisce la propria determinazione e la propria determinazione di fronte alle istituzioni, “nel voler affrontare – sottolinea il presidente, Massimiliano Zaramella – una questione estremamente complessa e coinvolgente molteplici ambiti, alquanto eterogenei, ed a volte tra loro, almeno apparentemente, in conflitto, con uno spirito fondamentalmente collaborativo. Coscienti della delicatezza per i cittadini, e per gli operatori sanitari in genere, dell’attuale situazione, ma soprattutto degli scenari futuri che si potrebbero andare delineando, la nostra volontà è di dare un apporto costruttivo per garantire la tutela del diritto alle migliori cure possibili al cittadino, assicurando all’esercente la professione sanitaria, di poter svolgere con serenità il proprio lavoro, contrastando così l’aumento vertiginoso della medicina difensivistica, o addirittura della “medicina astensionistica”, l’aumento della spesa sanitaria, il calo delle performance clinico-chirurgiche e quindi l’aumento della mortalità”.

Obiettivo Ippocrate intende far proprio l’intento di recuperare il ruolo fiduciario reciproco medico-paziente, “troppe volte sacrificato sull’altare del vantaggio di poteri ed interessi che nulla hanno a che fare con l’atto medico nella sua nobiltà, a scapito del malato e di chi svolge un lavoro che in tutta la sua complessità e con tutte le sue difficoltà, rimane un baluardo di una società civile che difende e tutela ogni singola persona in quanto – conclude Zaramella – fondamenta su cui si regge tutto il resto”.

(fonte Quotidianosanita.it, per visualizzare l’articolo: clicca qui )

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Impegni assunti dal Governo su proposta deputati in collaborazione con OI

 

ODG esigenza tutela medici

ODG Monchiero massimale rivalsa

ODG penalizzazione di carriera MEDICI

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