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Osservazioni e Proposte per la Responsabilità Civile (RC) dei Medici

BOZZA: Osservazioni e Proposte per la Responsabilità Civile (RC) dei Medici

Alcune osservazioni sulla questione assicurativa RC Medici

25 Gennaio 2016
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Responsabilità professionale: cui prodest l’azione di rivalsa di fronte al giudice ordinario?

 09 FEB – La novità apportata nel testo approvato dalla Camera che ha escluso la giurisdizione della Corte dei Conti pone sia questioni di legittimità costituzionale che pratiche. Come ovviare, soprattutto a queste ultime? Limitando l’area della franchigia e della rivalsa verso l’esercente la professione sanitaria e investendo le risorse utilizzate per la franchigia in un sistema assicurativo che renda i costi e sostenibili per bilanci che devono essere destinati in via prioritaria alla cura dei pazienti! (Tiziana Frittelli, Vice presidente Federsanità – Fonte: www.quotidianosanita.it ).

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Responsabilità professionale: aziende e professionisti dipendenti, assicurazioni e rivalsa

14 Feb – Se il comma 1 dell’art. 10 venisse approvato in via definitiva confermando la clausola dell’ammissibilità di “altre analoghe misure”, senza definire quali siano queste analoghe misure, esso finirà con l’ammettere il principio che le aziende possano non essere assicurate. Quanto alle azioni di rivalsa, nel testo non si evince che, in caso di plurime richieste di rivalsa, il tetto previsto possa conformemente moltiplicarsi.  (Daniele Rodriguez e Anna Aprile, Professori di Medicina legale,Padova – Fonte: www.quotidianosanita.it).

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Incontro con l’On. Gelli: è bene che ci rimbocchiamo le maniche.

Riflessioni dopo il lungo venerdì di passione.

Ci sono giorni che ti arrivano addosso con il chiaro intento di metterti in ginocchio, o almeno di provarci sino allo scoccare dell’ultimo secondo.

Lo capisci al mattino, appena apri gli occhi, anzi a volte i giorni prima ti avvisano di quel giorno che presto ti sarà portato in dote. Allora che fai? Lo aspetti, ti prepari e sai che quel giorno non potrai vincere, ma dovrai finirlo in piedi, perche poi sarà passato e tu invece sarai ancora lì.

Venerdì è stato un giorno emotivamente devastante per ognuno di noi, delusione, commozione, preoccupazione, forse euforia e poi smarrimento e sfinimento, credetemi tutto ben preparato e preannunciato a molti di noi da parecchi giorni.

La degna chiusura della giornata ci ha portato ad incontrare per la prima volta l’On. Gelli nella sede dell’Ordine dei Medici ed Odontoiatri, quella che il Dr. Valente, Presidente dell’Ordine di Vicenza, definisce la casa di ogni Medico. Ne avevamo proprio bisogno, finalmente sentirci in un posto sicuro, tutelato, quasi coccolati tra le braccia di mura amiche.

Abbiamo perciò recuperato le forze, serrato le fila, alzato la testa, e, rinvigoriti dal vederci riempire in ogni angolo la sala, ci siamo preparati all’ultimo atto di una giornata vissuta con il cuore in mano.

Siamo arrivati con alcuni timori chiari circa il Ddl Gelli, attualmente in discussione al Senato e che molti vedono convertito in legge entro l’estate:

  • La possibilità da parte del presunto danneggiato di agire direttamente contro l’esercente la professione sanitaria anche se dipendente del SSN e la nuova azione di rivalsa da parte delle Aziende del SSN contro i propri dipendenti (art. 7, art. 9, art. 12).
  • La necessità del singolo esercente la professione sanitaria, anche dipendente del SSN, di stipulare singolarmente una adeguata polizza assicurativa (art. 10).
  • Il concetto di autoritenzione del rischio possibile per le Aziende del SSN (art 10).

Ebbene l’On Gelli è riuscito con grande bravura, nella non facile impresa di rassicurarci sui primi due punti. L’esercente sarà tutelato dall’Azienda di cui è dipendente in toto, compresi i casi di colpa grave, per i quali l’Azienda si rivarrà poi sul singolo, che si sarà nel frattempo dotato autonomamente di una polizza per colpa grava alla modica cifra di 250 €, euro più euro meno. In meno di un’ora ha messo in crisi i nostri timori frutto di mesi e mesi di letture, consulenze, discussioni. Ma d’altronde è la sua legge, chi meglio di lui la conosce e la può spiegare? L’unico appiglio alle nostre paure allucinatorie, rimaneva il pensiero di come i nostri timori fossero stati confermati da medici legali, avvocati, giudici. Se come noi anche loro avevano frainteso, allora era chiaro che il problema non era il contenuto ma qualche passaggio formale – lessicale; quindi la soluzione ci è parsa lampante direi entusiasmante nella sua semplicità: rafforziamo per iscritto quelli che sono i concetti espressi, togliendo definitivamente le possibilità di fraintendimenti o libere interpretazioni. La risposta è stata “non serve”, “è già chiaro così”.

Ci fidiamo dell’On Gelli ma, purtroppo per noi, il giorno che ci troveremo di fronte ad un giudice sarà difficile avere l’On Gelli come difensore d’ufficio e quindi vorremmo che, qualsiasi perito, medico legale, avvocato, magistrato, giudice potesse dare la stessa valutazione ed interpretazione di tutta la legge in ogni suo punto. Frasi come “…il medico risponde del proprio operato….”; possibilità per il danneggiato, di convenire, nel giudizio di risarcimento del danno “anche l’esercente la professione sanitaria”; “il soggetto danneggiato ha il diritto di agire direttamente…….all’esercente la professione sanitaria; sono frasi chiare, per nulla interpretabili, mentre mai nella legge vi è un passaggio chiaro in cui si scriva che le strutture sanitarie del SSN si fanno carico in toto delle denunce, anche personali, per qualsiasi forma e tipologia di responsabilità presentate contro i propri “esercenti la professione sanitaria”, tenendoli completamente indenni da qualsiasi richiesta di risarcimento formulata da terzi in merito al proprio operato nel servizio sanitario pubblico, e provvedono ad adeguata copertura delle eventuali spese legali in sede sia civile che penale.

A riguardo poi della polizza per colpa grave, tralasciandone il costo per il singolo che ci risulta difficile immaginare potrà essere di 250 €, sono le caratteristiche e le clausole contrattuali che ci preoccupano: la disdetta unilaterale alla sola notifica di apertura del sinistro, il rifiuto di assicurare se sinistrati, la mancata copertura dei sinistri pregressi, l’aumento dei premi in bonus malus, la durata annuale, le franchigie.

Ci presenteremo ai colossi assicurativi come singoli contraenti, con potere contrattuale ben lontano da quello di un’Azienda Ospedaliera che richiede una tale polizza per tutti i propri dipendenti. A riguardo di questo non ci si parli di conflitto di interesse tra Azienda ed esercente la professione sanitaria, la priorità deve averla la tutela della serenità del lavoro dell’esercente la professione sanitaria e quindi la tutela del paziente.

Per cui alla fine ce ne siamo torniamo a casa tali e quali a come eravamo arrivati, almeno sui primi due punti.

La vera chicca è però arrivata sul terzo punto, quello che per così dire, sino ad oggi abbiamo considerato come l’aspetto con più margini di adattamento, pur non piacendoci a livello istintivo: la possibile autoritenzione del rischio da parte delle Aziende del SSN. Ebbene abbiamo scoperto che anche l’On. Gelli, relatore del Ddl che ne prevede comunque la possibilità, nutre forti perplessità sulla forma di assicurazione in autoritenzione ma, per una questione di autonomia regionale in materia di sanità, la facoltà delle singole Aziende di scegliere tale forma assicurativa non può essere tolta dal Ddl. Esponendoci questo tipo di autoassicurazione ad una serie di rischi il più importante dei quali è quello di porci in una possibile posizione di conflitto di interesse, come controparte, con la stessa nostra Azienda, alla quale potrà essere arrogata la possibilità di azione di censura severa, per raggiungere il giudizio di colpa grave (ad oggi ancora senza chiara definizione) con l’intento di recuperare economicamente almeno una parte di quanto eventualmente esborsato.

Per cui figure professionali, pazienti e cittadini a fare da ammortizzatori in una sovrapposizione di competenze tra potere centrale e potere regionale: questa proprio ci mancava!!

Allora cosa di positivo ci siamo portati a casa dopo questo incontro?

Pensandoci a mente fredda direi non poco: la percezione che la volontà di fare una legge buona ed equa ci sia da parte dei legislatori, la dichiarata disponibilità di poter lavorare insieme a loro, la presenza di elementi positivi già all’interno della legge (riduzione nell’ambito penale della responsabilità professionale, potenziamento del risk management, responsabilità extracontrattuale, tetto soglia per l’azione di rivalsa).

Ma ci portiamo a casa e ci teniamo ben stretta soprattutto la coscienza e la conferma di come Obiettivo Ippocrate sia nel giusto, per ciò che concerne sia i contenuti che i modi, e se, come dice l’On Gelli, siamo gli unici in Italia ad aver sollevato tanti dubbi e tante preoccupazioni, l’invito è a valutare la possibilità, anche solo per un momento, che questi medici abbiano la sensibilità, la lungimiranza e lo spessore umano e professionale per vedere là dove gli altri arriveranno a vedere un po’ dopo.

 

Massimiliano Zaramella

Presidente “Obiettivo Ippocrate”

www.obiettivoippocrate.it

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Responsabilità professionale. Ecco i tre punti ‘deboli’ del ddl Gelli. Ma la soluzione c’è (Carlo Palermo, Vice Segretario Nazionale Vicario Anaao Assomed)

(tratto da Quotidianosanita.it – 7 marzo 2016)

Per arrivare ad una legge che rappresenti una vera svolta nel panorama tormentato della sanità italiana restano aperte tre questioni. In particolare: il meccanismo della rivalsa con l’esercizio dell’azione presso il giudice ordinario; le disposizioni che aumentano la chiamata in causa del medico, con il rischio di un incremento delle spese assicurative; il ruolo delle linee guida. Le nostre proposte. L’approvazione del disegno di legge sulla responsabilità professionale dei Medici e degli esercenti la professione sanitaria presentato alla Camera dei Deputati dall’On. Federico Gelli è sicuramente un dato positivo, da molti anni auspicato dalle Organizzazioni sindacali. Innanzitutto, perché introduce una normativa di riferimento in un settore in cui il vuoto legislativo ha lasciato libero campo alle teorie giurisprudenziali, invero spesso fantasiose, fino ad arrivare alla individuazione di una responsabilità in ambito civilistico da “contatto sociale”.   Poi, perché finalmente viene previsto un profilo specifico del reato colposo in ambito sanitario, riconoscendone la peculiarità legata alle finalità sociali dell’esercizio professionale. Infine, per aver disposto in legislazione che la sicurezza delle cure sia parte costitutiva del diritto alla salute ed aver previsto gli indirizzi organizzativi generali per il risk management e la corretta gestione degli audit.  Rimangono aperte alcune questioni che auspichiamo possano essere affrontate e meglio definite nel passaggio al Senato del ddl n. 2224, per arrivare ad una legge che rappresenti una vera svolta nel panorama tormentato della sanità italiana. In particolare: 1) il meccanismo della rivalsa; 2) le disposizioni che aumentano la chiamata in causa del medico, con il rischio di un incremento delle spese assicurative; 3) il ruolo delle linee guida.

Carlo Palermo – Vice Segretario Nazionale Vicario Anaao Assomed

 

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Il Disegno di Legge sulla Responsabilità Professionale: luci e ombre

(tratto da News Box di Febbraio, commento-riflessione a cura di Anna Aprile, Medico Legale, Dipartimento di Medicina Molecolare Sede di Medicina Legale, Università degli Studi di Padova)

Attesa da anni come soluzione per limitare il contenzioso legale che vede protagonisti medici e pazienti, la legge sulla responsabilità medica è un po’ più vicina. L’aula di Montecitorio ha votato a favore della proposta di legge che aumenta le tutele per i professionisti sanitari, scagionandoli dall’accusa di colpa grave qualora abbiano rispettato le raccomandazioni previste dalle linee guida. L’obiettivo è quello di rasserenare il clima e diminuire il ricorso alla medicina difensiva, ovvero la prescrizione di farmaci, ricoveri ed esami non dettati da reale necessità ma volti a prevenire eventuali denunce. Il testo sottolinea l’obbligo di assicurazione per le strutture, istituisce l’Osservatorio per la sicurezza in Sanità e un Fondo di garanzia per i soggetti danneggiati, rafforza l’obbligo di conciliazione e prevede l’azione diretta nei confronti dell’assicurazione. Assegna inoltre un ruolo centrale all’Istituto Superiore di Sanità nel coordinare un lavoro sulle linee guida elaborate da società scientifiche. È prevista l’obbligatorietà di assicurazione per tutte le strutture pubbliche e private, così come un’azione di rivalsa nei confronti del professionista, una volta che egli venga condannato per dolo ma anche per colpa grave. Arriva un rafforzamento della obbligatorietà della conciliazione, in modo da alleggerire il carico giudiziario ma anche a beneficio del danneggiato e del professionista, che potranno chiarire le loro rispettive posizioni senza dover avviare un contenzioso legale. Il soggetto danneggiato potrà esercitare un’azione diretta nei confronti della società di assicurazione della struttura sanitaria o dell’assicurazione del libero professionista; si attiva un Fondo di garanzia per i soggetti danneggiati da responsabilità sanitaria e si istituisce l’Osservatorio nazionale per la sicurezza in Sanità. L’ultimo dei 14 articoli della proposta di legge approvata a Montecitorio cerca di mettere ordine nel ginepraio determinato oggi dalla nomina di consulenti tecnici d’ufficio, dei consulenti tecnici di parte e dei periti nei giudizi di responsabilità sanitaria, fissando per i periti paletti certi rispetto alla competenza e all’esperienza richiesta.

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Convocazione alla V commissione consiliare “Servizi alla popolazione” – Comune di Vicenza

stemma-vicenza

Comune di Vicenza

V Commissione Consiliare “Servizi alla popolazione”

  Venerdì  18 marzo 2016

OdG:

 ULSS 6 – Approfondimento sulla situazione del servizio all’Ospedale San Bortolo di Vicenza in relazione all’introduzione del “turno europeo” e alla luce delle normative in itinere, al fine di valutarne le implicazioni e i riflessi diretti sulla sicurezza e la qualità nei servizi offerti ai cittadini. Prospettive per il futuro dell’ospedale vicentino.

/2. Audizione degli Ordini e delle Associazioni.

(omissis)

Ore 17.45  Associazione “Obiettivo Ippocrate”.

(omissis)

 

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Sospeso lo sciopero dei medici del 17-18 marzo.
Rimaniamo solo noi? Il nostro grido nel silenzio generale!

Sospeso lo sciopero dei medici del 17-18 marzo
Rimaniamo solo noi?
Il nostro grido nel silenzio generale!

La nascita di “Obiettivo Ippocrate” parte dalla considerazione che la priorità, per la nostra professione, è affrontare in modo corretto e risolutivo la questione della responsabilità professionale dell’esercente la professione sanitaria, in quanto senza una chiara, univoca ed equa soluzione a questa criticità, ovvero senza una congrua tutela, nessun medico potrà lavorare serenamente e, di conseguenza, nessun paziente avrai mai la garanzia che ci si possa giocare per lui qualsiasi carta utilizzabile, per garantirgli il massimo delle possibilità anche in situazioni difficili, uniche, di grigio.
Il comune buon senso ci ha inoltre suggerito che, se vuoi perseguirlo nel migliore dei modi e con ogni mezzo, l’obiettivo deve essere unico, è impossibile fare nel migliore dei modi più cose insieme. Nel nostro statuto abbiamo inserito pertanto un unico obiettivo guida: “…… perseguire la piena realizzazione di tutte le condizioni che possano garantire il libero, sereno e responsabile esercizio della professione medico chirurgica, nonché di promuovere e di proporre soluzioni alle problematiche degli associati concernenti in particolare la responsabilità professionale in campo medico e la relativa copertura assicurativa ……”.
Volevamo inoltre essere veloci, snelli, immediati, senza vincoli superiori e fuori dalle dinamiche di contrattazione, compromesso e scambio.
Siamo quindi nati come associazione e non come sindacato, non ci interessa sedere ai tavoli di contrattazione, vogliamo essere una voce della coscienza di chi opera in prima linea ogni santo giorno, con la volontà e la presunzione di essere d’ispirazione e guida per chi, per esperienza, capacità e mezzi siede poi a quei tavoli.
Sempre nello statuto ci proponiamo comunque di “costituire un punto di riferimento tra i medici associati e non”, per cui non possiamo non dar voce a tutti quei Colleghi che in queste 24 ore ci hanno manifestato la loro rabbia, delusione, disorientamento per la decisione comune di tutti i Sindacati Medici, di sospendere i due giorni di sciopero previsti per il 17 e 18 marzo.
Iscritti, simpatizzanti, ma anche colleghi che prima mai si erano interfacciati con noi ci hanno fermato per i corridoi, subissato di mail, martellato con telefonate, sms, in chat per sapere, da noi, i veri motivi di questa sospensione e, contemporaneamente, sapere la posizione di “Obiettivo Ippocrate” a riguardo.
Evidentemente non si capisce come in un momento cruciale di coesione professionale e di drammaticità del Servizio Sanitario Nazionale, ci si gioca una tale unica congiunzione astrale per delle promesse vaghe, senza peraltro accennare in alcun modo nelle motivazioni date dai sindacati circa la sospensione, anche con solo una riga, alla problematica della responsabilità professionale. E non mi si dica che la questione non era tra le motivazioni dello sciopero, perché questa risposta renderebbe il comportamento dei sindacati ancora più grave, per non aver colto la centralità del problema per la nostra professione.

Abbiamo la determinazione e, permettetemi, gli attributi che ci derivano dalla coscienza di essere nel giusto, sia nei contenuti che nei modi,  per farci da portavoce di queste centinaia di colleghi e chiedere ai Nostri Sindacati:

  • perché avete sospeso lo sciopero?
  • perché vi siete accontentati di parole al vento?
  • perché non avete avuto il coraggio di restare uniti a noi un po’ più a lungo?

Aspetto insieme a tutte le voci che avete zittito, a tutte le speranze che avete minato, a tutte le aspettative che avete ferito una risposta purché sia chiara, sincera e, soprattutto, coraggiosa.

Massimiliano Zaramella
Presidente Obiettivo Ippocrate
www.obiettivoippocrate.it

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incontro “Responsabilità professionale dell’esercente la professione sanitaria”

Locandina 17-3-2016

GIOVEDI 17 MARZO dalle ore 11 alle 13.30

AULA MAGNA SCUOLA INFERMIERI – Vicenza

 

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Convocazione di Obiettivo Ippocrate al Senato della Repubblica

Convocazione Senato Obiettivo Ippocrate

 

 

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Obiettivo Ippocrate in Senato a 30 giorni dalla nascita: un predestinato?

Quanto durano trenta giorni? Quanto valgono trenta giorni? Quanto si può fare in trenta giorni?
Credo che Obiettivo Ippocrate abbia dato un nuovo valore a queste domande e soprattutto ci abbia regalato nuove risposte, che vanno al di là della speranza, della programmazione e dell’immaginazione.
In un mese 300 iscritti, oltre 1700 visitatori sul sito web ufficiale, oltre 1500 contatti su facebook, una Interrogazione alla Giunta Regionale ed all’Assessore alla Sanità della regione Veneto, una convocazione alla V Commissione Consiliare “Servizi alla Popolazione” del Comune di Vicenza, una tavola rotonda sulla responsabilità professionale dell’esercente la professione sanitaria, nell’Aula Magna dell’Ospedale San Bortolo, che ha riunito tutti i sindacati medici, medici ospedalieri, medici di medicina di base, pediatri di base, ostetriche, infermieri, tecnici sanitari, con un’Aula Magna che presentava persone ad occupare persino i gradini e le entrate: esplosiva. E proprio lì, in tempo reale, in diretta, in corso dell’assemblea, il caso ci ha regalato la fatidica ciliegina sulla torta: la convocazione in Commissione Igiene e Sanità del Senato, un tripudio.
Dato che noi crediamo ai segni, prendiamo questo come la definitiva consacrazione di Obiettivo Ippocrate alla buona sorte. Sudata, sofferta, combattuta ma decisamente meritata!
Permettetemi di dedicare tutto questo a due tipi di persone, quelle che all’inizio, alle prime nostre parole, azioni, documenti, ci diceva: così stanno le cose, queste sono le regole, le leggi non si possono cambiare, dove volete andare?
Ma soprattutto lasciatemi dedicare tutto questo e tutto quello che ancora sarà a venire, a quelli che ho visto commuoversi alla proiezione del nostro video ad aprire la tavola rotonda al San Bortolo, ed a quelli a cui scendevano le lacrime alla notizia della audizione in Senato, le hanno asciugate rapidamente ma io, e con me altri, le abbiamo viste benissimo.

Grazie,

Massimiliano Zaramella

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Medici di Obiettivo Ippocrate ricevuti al Senato: accolto il loro appello (fonte: il Gazzettino)

In pochi mesi sono riusciti a catturare l’attenzione delle massime istituzioni. L’associazione dei medici del San Bortolo, “Obiettivo Ippocrate“, viene ricevuta al Senato dalla commissione Igiene e Sanità, che sta esaminando i disegni di legge sulla responsabilità professionale del personale sanitario. Come noto i medici di Obiettivo Ippocrate, associazione presieduta da Massimiliano Zaramella, hanno sollevato il caso del problema assicurativo, con il rischio di restare scoperti e doversi arrangiare di fronte ai rischi del loro operare. In sostanza dal San Bortolo continuano ad arrivare messaggi sui rischi della professione, tra i tagli regionali e legislazioni non favorevoli.  “Possiamo anche appendere il bisturi al chiodo” dicono i sanitari spiegando che la sanità è a rischio. Nel video di Obiettivo Ippocrate c’è la rappresentazione della difficile situazione in cui si trova il medico oggi.

(Da Il Gazzettino, per vedere l’articolo clicca qui )

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Obiettivo Ippocrate entra al Senato «La norma lascia il medico da solo» I motivi dell’opposizione al ddl Gelli (fonte: Il Gazzettino)

Diritto alle cure e responsabilità professionale dei medici. Su questi temi si è concentrata l’audizione dell’associazione vicentina di sanitari Obiettivo Ippocrate, accolta in Commissione Igiene e Sanità del Senato. Un risultato record per un sodalizio che è nato solo 30 giorni fa all’interno del San Bortolo, trovando il consenso di centinaia di medici proprio sull’allarme per il “taglio” delle tutele assicurative.
“Obiettivo Ippocrate” si pone come scopo principale quello di occuparsi della responsabilità professionale in campo medico, ha spiegato il presidente Massimiliano Zaramella, che si è concentrato sul ddl Gelli attualmente in esame al Senato. Zaramella ha espresso preoccupazione per tre aspetti inseriti: la possibilità di agire direttamente sull’esercente la professione sanitaria (medici, ostetriche, infermieri, tecnici sanitari), da parte del presunto danneggiato nell’ambito di un Servizio Sanitario Nazionale, in cui l’esercente la professione sanitaria ricopre un ruolo di pubblica necessità con un rapporto di dipendenza con il Servizio Sanitario; il secondo riguarda la necessità del singolo esercente la professione sanitaria, anche dipendente del Sistema Sanitario Nazionale, di stipulare singolarmente una adeguata polizza assicurativa, abbandonando il singolo professionista ad interfacciarsi da solo coi titani assicurativi nei confronti dei quali le stesse Aziende Sanitarie stanno facendo un passo indietro: difficile riuscire perfino trovare una compagnia assicurativa disposta a stipulare una nuova polizza. In tal caso che farà il medico? Smetterà di esercitare la professione?

foto dei medici vicentini alla "conquista" del Senato

i medici vicentini alla “conquista” del Senato

Infine il concetto di autogestione assicurativa o autoassicurazione o autoritenzione del rischio, possibile per le Aziende del Servizio Sanitario Aziendale, al di là della reale e mera opportunità economica, tutta da dimostrare, «ci lascia molto perplessi sulle reali competenze delle aziende su una problematica che, in ambiti non solo sanitari, è sempre stata gestita da chi si dedica esclusivamente a questo. Esponendoci inoltre, questo tipo di autoassicurazione, ad una serie di rischi il più importante dei quali è quello di porci in una possibile posizione di conflitto di interesse, come controparte, con la stessa nostra azienda, alla quale potrà essere arrogata la possibilità di azione di censura severa, per raggiungere il giudizio di colpa grave».

«Con questi presupposti – ha detto Zaramella – il lavoro del medico non potrà essere svolto con serenità ed il primo a risentirne sarà il paziente, con aumento vertiginoso della medicina difensivistica, che diventerà presto “medicina astensionistica”, aumento della spesa, calo delle performance clinico chirurgiche ed aumento della mortalità. Partendo dal presupposto che il diritto all’assistenza sanitaria e il diritto ad un giusto ed equo indennizzo sono inalienabili ed intoccabili in una società civile, occorre recuperare due concetti fondamentali: intanto che il rapporto medico-paziente, al di là di regole e leggi, che giustamente devono esistere, si fonda sostanzialmente su un rapporto di fiducia reciproca. E poi va ricordato che il paziente che più può denunciare non sarà mai un paziente più tutelato, perché l’approccio del medico sarà, anche solo a livello inconscio, influenzato da questa rincorsa al responsabile, al colpevole, all’indennizzo e quindi, soprattutto nelle situazioni più complesse, più difficili, potrà accadere di scegliere di non fare, o di fare la cosa che espone meno il professionista».
I medici dell’associazione sono molto soddisfatti dell’audizione al Senato. Da parte loro arriva il grazie ai parlamentari che li hanno sostenuti nella loro richiesta, Stefani e Volpi della Lega, Santini, Filippin e Crimi del Pd, oltre al movimento dei loro colleghi che hanno reso “pesante” l’azione di Obiettivo Ippocrate.

(fonte: Il Gazzettino, link all’articolo: clicca qui)

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Comunicato Stampa Associazione “Obiettivo Ippocrate” dopo audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato

Responsabilità professionale. Obiettivo Ippocrate: una congrua tutela per l’esercente la professione sanitaria è irrinunciabile per il diritto alle cure del cittadino

La convocazione dell’Associazione “Obiettivo Ippocrate” in Commissione Igiene e Sanità del Senato, a soli 30 giorni dalla sua nascita, dimostra la nostra credibilità e la nostra determinazione. Mai nella storia della Repubblica Italiana un associazione neonata aveva avuto un tale riconoscimento istituzionale ed una tale investitura ufficiale.
“Obiettivo Ippocrate” si pone come scopo principale quello di occuparsi della responsabilità professionale in campo medico. La questione è estremamente complessa e coinvolge molteplici ambiti, alquanto eterogenei, ed a volte tra loro in conflitto. Lo spirito che ci anima è fondamentalmente collaborativo e, pur coscienti della gravità drammatica per i cittadini, e per gli operatori sanitari in genere, dell’attuale situazione, ma soprattutto degli scenari futuri che si vanno delineando, la nostra volontà è di dare un apporto costruttivo se non alla soluzione della problematica almeno ad affrontarla e sviscerarla in maniera corretta.

In questo contesto non può non avere un ruolo fondamentale il Ddl Gelli attualmente in esame al Senato.
Come Obiettivo Ippocrate oggi in Commisione Igiene e Sanità del Senato abbiamo manifestato la nostra profonda preoccupazione per tre aspetti inseriti nel Ddl Gelli:

  • La possibilità di agire direttamente sull’esercente la professione sanitaria (medici, ostetriche, infermieri, tecnici sanitari), da parte del presunto danneggiato (comma 3 dell’art. 7, comma 2 dell’art. 9, comma 1 dell’art. 12), nell’ambito di un Servizio Sanitario Nazionale, in cui l’esercente la professione sanitaria ricopre un ruolo di pubblica necessità con un rapporto di dipendenza con il Servizio Sanitario.
  • La necessità del singolo esercente la professione sanitaria, anche dipendente del Sistema Sanitario Nazionale, di stipulare singolarmente una adeguata polizza assicurativa (comma 3 art. 10), abbandonando il singolo professionista ad interfacciarsi da solo, coi titani assicurativi nei confronti dei quali le stesse Aziende Sanitarie stanno facendo un passo indietro, pur avendo un potere contrattuale decisamente superiore. Attualmente le polizze proposte, siano esse di primo rischio o colpa grave, hanno durata annuale, con diritto di recesso unilaterale alla sola notifica di sinistro, con aumento esponenziale del premio assicurativo a seguito della sola notifica del sinistro, sempre che si riesca a trovare una compagnia assicurativa disposta a stipulare una nuova polizza. In tal caso che farà il medico? Smetterà di esercitare la professione?
  • Il concetto di autogestione assicurativa o autoassicurazione o autoritenzione del rischio, possibile per le Aziende del Servizio Sanitario Aziendale (comma 1 dell’art 10) che, al di là della reale e mera opportunità economica, tutta da dimostrare, ci lascia molto perplessi sulle reali competenze delle Aziende su una problematica che, in ambiti non solo sanitari, è sempre stata gestita da chi si dedica esclusivamente a questo. Esponendoci inoltre, questo tipo di autoassicurazione, ad una serie di rischi il più importante dei quali è quello di porci in una possibile posizione di conflitto di interesse, come controparte, con la stessa nostra Azienda, alla quale potrà essere arrogata la possibilità di azione di censura severa, per raggiungere il giudizio di colpa grave (ad oggi ancora senza chiara definizione) con l’intento di recuperare economicamente almeno una parte di quanto eventualmente esborsato.

E chiaro che, con questi presupposti il lavoro dell’esercente la professione sanitaria, non potrà essere svolto con serenità ed il primo a risentirne sarà il paziente, con aumento vertiginoso della medicina difensivistica, che diventerà presto “medicina astensionistica”, aumento della spesa, calo delle performance clinico-chirurgiche ed aumento della mortalità.
Partendo dal presupposto che il diritto all’assistenza sanitaria, dato che la salute in quanto tale non può purtroppo essere un diritto, ed il diritto ad un giusto ed equo indennizzo sono inalienabili ed intoccabili in una società civile, crediamo che servirà uno sforzo immane da parte di tutti per recuperare due concetti che costituiscono le fondamenta dell’atto medico nella sua nobiltà:

  • Il rapporto medico-paziente, al di là di regole e leggi, che giustamente devono esistere, si fonda sostanzialmente su un rapporto di fiducia reciproca.
  • Il paziente che più può denunciare non sarà mai un paziente più tutelato, perché l’approccio del medico sarà, anche solo a livello inconscio, influenzato da questa rincorsa al responsabile, al colpevole, all’indennizzo e quindi, soprattutto nelle situazioni più complesse, più difficili, di grigio, potrà accadere di scegliere di non fare, o di fare la cosa che espone meno il professionista, anche se in quella specifica situazione potrebbe non essere quella che dà maggiori possibilità al paziente.

Massimiliano Zaramella
Presidente “Obiettivo Ippocrate”
www.obiettivoippocrate.it

 

Roma, Senato della Repubblica 22 marzo 2016

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COSA FARE PER TRANQUILLIZZARE MEDICI e PAZIENTI? Teoria e pratica.

simbolo-medicina-fig1Chi ci conosce sa che, in qualità di medici dipendenti (con significative responsabilità cliniche e gestionali) ed in qualità di sindacalisti medici (con responsabilità nazionali del secondo sindacato medico autonomo, prima, e di una confederazione autonoma della dirigenza, poi) ci siamo battuti, per decenni (era il lontano 1990) perchè i medici dipendenti (e non solo loro, ovviamente) fossero coperti da una adeguata assicurazione professionale, che li tutelasse pienamente relativamente alla professione medica (che non è una scienza esatta) e che consentisse loro di affrontare con serenità le quotidiane, difficili, decisioni cliniche. Anamnesi pignola, Esame obiettivo accurato, Preparazione specifica aggiornata, Ipotesi diagnostiche probabili e possibili, Accertamenti diagnostici corretti e disponibili, Diagnosi finale, Terapia conseguente (medica, chirurgica, riabilitativa), Colloquio chiaro con il paziente, etc etc etc…NON ESCLUDONO CHE, poi, NON POSSA NASCERE UN CONTENZIOSO LEGALE, inizialmente penale e poi civile.
In questi 27 anni, le cronache sanitarie si sono riempite di migliaia di procedimenti legali, inizialmente solo contro i medici e poi – sempre più frequentemente – contro intere equipe sanitarie. Non scriviamo nulla di nuovo, se focalizziamo il fatto che, in 20 anni di professione, l’80% dei medici ha la possibilità di essere “travolto” da almeno 2 contenziosi legali, che gli sconvolgeranno la vita, anche se alla fine tutto finisse in una bolla di sapone. E’ quello che, per 2 volte, è successo a chi scrive. Per carità, nessun rinvio a giudizio. Ma le 2 cause mi hanno rovinato almeno 6 anni di vita professionale, oltre ad avermi fatto capire alcune VERITA’ FONDAMENTALI. LA PRIMA in un PAESE CIVILE, quale il nostro non è, il cittadino, la persona (malata o no) che si rivolga ad una struttura sanitaria (pubblica e privata) dovrebbe AVERE la CERTEZZA AUTOMATICA che essa sia PIENAMENTE COPERTA dai RISCHI PROFESSIONALI e dagli incidenti “occasionali” (es. rottura di letto; black-out energetico etc etc). Chi entra in una siffatta struttura dovrebbe sentirsi protetto, sul piano personale, professionale e strutturale. Ma l’Italia non è un paese civile e, così, ancora nel 2016 il 98% delle strutture sanitarie non dispone di una siffatta copertura assicurativa globale. Anzi, la pesante crisi economica ha fatto sì che, anche nelle Regioni del Nord, le ASL abbiano attivato (su input regionale) una copertura assicurativa che prevede FRANCHIGIE, financo di 400-500.000 euro. Per non parlare di altre quisquilie quali la vetustà del 50% degli ospedali pubblici (aspetteremo altri terremoti?), i persistenti sotto-organici, rispetto agli standard UE ed USA, financo il mancato rispetto degli ultra-trentennali standard di Donat Cattin, mai aggiornati totalmente. Anzi, peggiorati dalla crisi economica che induce le Regioni a tagliare i REPARTI SPECIALISTICI, a ridurre il numero dei DIPARTIMENTI e dei PRIMARIATI (od equivalenti), a taglieggiare sull’aggiornamento tecnologico e sulla copertura delle piante organiche.
LA SECONDA: L’EMERGENZA. La seconda verità nasce da quanto sopra ricordato. Le principali criticità ospedaliere, oggi, riguardano l’INTERO SETTORE dell’EMERGENZA, territoriale ed ospedaliera, con quel che ne segue, di notte e nei festivi, in quante sale operatorie l’organico medico è “numericamente corretto ed adeguatamente specialistico”?.
LA TERZA: I CONTRATTI PUBBLICI. Se il rischio professionale medico è un po’ piu’ contenuto, oggi, rispetto a 26 anni fa non è merito delle leggi, ma dei contratti. Per decenni abbiamo sperato che la politica si facesse carico del rischio sanitario. Invano. Noi, di persona, abbiamo avuto una serie di ripetuti incontri su questo tema con una serie di Ministri e Sottosegretari: De Lorenzo, Garavaglia, Costa, Guzzanti, Bindi, Veronesi, Sirchia, Storace, Turco, Fazio. Altri, dopo di noi, li hanno avuti con Balduzzi e con la Lorenzin. Invano. Abbiamo scritto disegni di legge in merito, mai arrivati in aula. E non ci si venga a dire che la legge Balduzzi abbia risolto i problemi. Anzi. Basta analizzare le pubblicità radiofoniche, quotidiane. Per fortuna che i sindacalisti medici (soprattutto quelli della CIMO) sono riusciti a far inserire all’interno dei contratti di lavoro alcuni articoli, che hanno parzialmente tutelato la categoria. Si tratta degli articoli 24 e 25 del CCNL 08/06/2000; dell’art.21 del CCNL 3/11/2005, innanzitutto. Ma ancor oggi ci chiediamo quale sia stata la loro applicazione concreta e come sarebbero, oggi, riscritti quei testi, se finalmente il governo Renzi decidesse di riavviare seriamente il rinnovo dei CCNL e delle Convenzioni.
LA QUARTA: I MEDICI. I corsi di risk-management non sono risolutivi. Conosciamo troppo bene i colleghi, per non sapere che una percentuale importante di loro ritiene  di non dover attivare una polizza assicurativa personale perchè “tanto c’è quella dell’Ospedale”. Oppure, se ce l’hanno, sono privi di una tutela legale specifica. Il tutto, con coperture adeguate e con clausolette ben chiare!.
LA QUINTA: L’AVVISO di GARANZIA. Coglie impreparato il medico che, non sapendo bene cosa fare, o si fida dell’ASL o commette una serie di errori procedurali. Tanto piu’ gravi se la cartella clinica è sequestrata e se viene richiesta l’autopsia, atto irripetibile. Da richiedere sempre la presenza di un perito di parte, esperto.
LA SESTA: I PAZIENTI ed i loro PARENTI. Che, spesso, si fanno abbindolare dall’Avvocato che trovano sulle porte della struttura, dalla pubblicità ingannevole, dal fatto che – nel contenzioso penale – non sono costretti a spendere, subito, grosse cifre. Anzi…..
LA SETTIMA: Sindacati si, sindacati no. Ci sono sindacati medici che, all’interno della tessera sindacale, prevedono una qualche forma di tutela legale. Ma ognuno può capire che un singolo avvocato (sia esso o civilista o penalista) non può nè essere a conoscenza delle specificità delle singole specialità nè essere in grado di coprire tutta la penisola. Conseguenze? Ovvie… Il medico è lasciato solo, si agita, sbaglia procedure, sbaglia scelta del legale e del perito, si imbarca in un’avventura costosa, anche se finisse “bene”.
ED ALLORA?
Poiché il parlamento non ha varato norme che OBBLIGHINO le ASL ad ASSICURARE  INTEGRALMENTE PERSONALE, PAZIENTI e STRUTTURE, occorre che il professionista si tuteli pienamente, per la sua tranquillità personale, professionale e di vita. Come? Non solo attivando una polizza assicurativa specifica e con buona copertura, ma anche spendendo qualche euro supplettivo per garantirsi UN CONSULENTE GLOBALE. Quello che gli controlli la validità della polizza e CHE, soprattutto, GLI GARANTISCA – in caso di avviso di garanzia o di ipotesi di contenzioso – una CONSULENZA IMMEDIATA e SPECIFICA, 24 ore su 24 e su tutto il territorio nazionale. In altri termini, un MUTUO SOCCORSO LEGALE per MEDICI, con legali e consulenti tecnici a fianco dei medici, per ottimizzare la difesa.
PER NOI, questo dovrà essere il futuro.  C’è da chiedersi se i vertici attuali della CATEGORIA MEDICA siano concretamente sensibili, o meno, a questo fondamentale aspetto professionale.
Ad maiora!

Stefano Biasioli
Gia’ Capo Dipartimento di Medicina Specialistica Ex-Presidente CIMO Past-President CONFEDIR Presidente FEDERSPeV Vicenza Consigliere del CNEL Pensionato con Libera Professione.

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