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Convocazione di Obiettivo Ippocrate al Senato della Repubblica

Convocazione Senato Obiettivo Ippocrate

 

 

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Obiettivo Ippocrate in Senato a 30 giorni dalla nascita: un predestinato?

Quanto durano trenta giorni? Quanto valgono trenta giorni? Quanto si può fare in trenta giorni?
Credo che Obiettivo Ippocrate abbia dato un nuovo valore a queste domande e soprattutto ci abbia regalato nuove risposte, che vanno al di là della speranza, della programmazione e dell’immaginazione.
In un mese 300 iscritti, oltre 1700 visitatori sul sito web ufficiale, oltre 1500 contatti su facebook, una Interrogazione alla Giunta Regionale ed all’Assessore alla Sanità della regione Veneto, una convocazione alla V Commissione Consiliare “Servizi alla Popolazione” del Comune di Vicenza, una tavola rotonda sulla responsabilità professionale dell’esercente la professione sanitaria, nell’Aula Magna dell’Ospedale San Bortolo, che ha riunito tutti i sindacati medici, medici ospedalieri, medici di medicina di base, pediatri di base, ostetriche, infermieri, tecnici sanitari, con un’Aula Magna che presentava persone ad occupare persino i gradini e le entrate: esplosiva. E proprio lì, in tempo reale, in diretta, in corso dell’assemblea, il caso ci ha regalato la fatidica ciliegina sulla torta: la convocazione in Commissione Igiene e Sanità del Senato, un tripudio.
Dato che noi crediamo ai segni, prendiamo questo come la definitiva consacrazione di Obiettivo Ippocrate alla buona sorte. Sudata, sofferta, combattuta ma decisamente meritata!
Permettetemi di dedicare tutto questo a due tipi di persone, quelle che all’inizio, alle prime nostre parole, azioni, documenti, ci diceva: così stanno le cose, queste sono le regole, le leggi non si possono cambiare, dove volete andare?
Ma soprattutto lasciatemi dedicare tutto questo e tutto quello che ancora sarà a venire, a quelli che ho visto commuoversi alla proiezione del nostro video ad aprire la tavola rotonda al San Bortolo, ed a quelli a cui scendevano le lacrime alla notizia della audizione in Senato, le hanno asciugate rapidamente ma io, e con me altri, le abbiamo viste benissimo.

Grazie,

Massimiliano Zaramella

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Obiettivo Ippocrate entra al Senato «La norma lascia il medico da solo» I motivi dell’opposizione al ddl Gelli (fonte: Il Gazzettino)

Diritto alle cure e responsabilità professionale dei medici. Su questi temi si è concentrata l’audizione dell’associazione vicentina di sanitari Obiettivo Ippocrate, accolta in Commissione Igiene e Sanità del Senato. Un risultato record per un sodalizio che è nato solo 30 giorni fa all’interno del San Bortolo, trovando il consenso di centinaia di medici proprio sull’allarme per il “taglio” delle tutele assicurative.
“Obiettivo Ippocrate” si pone come scopo principale quello di occuparsi della responsabilità professionale in campo medico, ha spiegato il presidente Massimiliano Zaramella, che si è concentrato sul ddl Gelli attualmente in esame al Senato. Zaramella ha espresso preoccupazione per tre aspetti inseriti: la possibilità di agire direttamente sull’esercente la professione sanitaria (medici, ostetriche, infermieri, tecnici sanitari), da parte del presunto danneggiato nell’ambito di un Servizio Sanitario Nazionale, in cui l’esercente la professione sanitaria ricopre un ruolo di pubblica necessità con un rapporto di dipendenza con il Servizio Sanitario; il secondo riguarda la necessità del singolo esercente la professione sanitaria, anche dipendente del Sistema Sanitario Nazionale, di stipulare singolarmente una adeguata polizza assicurativa, abbandonando il singolo professionista ad interfacciarsi da solo coi titani assicurativi nei confronti dei quali le stesse Aziende Sanitarie stanno facendo un passo indietro: difficile riuscire perfino trovare una compagnia assicurativa disposta a stipulare una nuova polizza. In tal caso che farà il medico? Smetterà di esercitare la professione?

foto dei medici vicentini alla "conquista" del Senato

i medici vicentini alla “conquista” del Senato

Infine il concetto di autogestione assicurativa o autoassicurazione o autoritenzione del rischio, possibile per le Aziende del Servizio Sanitario Aziendale, al di là della reale e mera opportunità economica, tutta da dimostrare, «ci lascia molto perplessi sulle reali competenze delle aziende su una problematica che, in ambiti non solo sanitari, è sempre stata gestita da chi si dedica esclusivamente a questo. Esponendoci inoltre, questo tipo di autoassicurazione, ad una serie di rischi il più importante dei quali è quello di porci in una possibile posizione di conflitto di interesse, come controparte, con la stessa nostra azienda, alla quale potrà essere arrogata la possibilità di azione di censura severa, per raggiungere il giudizio di colpa grave».

«Con questi presupposti – ha detto Zaramella – il lavoro del medico non potrà essere svolto con serenità ed il primo a risentirne sarà il paziente, con aumento vertiginoso della medicina difensivistica, che diventerà presto “medicina astensionistica”, aumento della spesa, calo delle performance clinico chirurgiche ed aumento della mortalità. Partendo dal presupposto che il diritto all’assistenza sanitaria e il diritto ad un giusto ed equo indennizzo sono inalienabili ed intoccabili in una società civile, occorre recuperare due concetti fondamentali: intanto che il rapporto medico-paziente, al di là di regole e leggi, che giustamente devono esistere, si fonda sostanzialmente su un rapporto di fiducia reciproca. E poi va ricordato che il paziente che più può denunciare non sarà mai un paziente più tutelato, perché l’approccio del medico sarà, anche solo a livello inconscio, influenzato da questa rincorsa al responsabile, al colpevole, all’indennizzo e quindi, soprattutto nelle situazioni più complesse, più difficili, potrà accadere di scegliere di non fare, o di fare la cosa che espone meno il professionista».
I medici dell’associazione sono molto soddisfatti dell’audizione al Senato. Da parte loro arriva il grazie ai parlamentari che li hanno sostenuti nella loro richiesta, Stefani e Volpi della Lega, Santini, Filippin e Crimi del Pd, oltre al movimento dei loro colleghi che hanno reso “pesante” l’azione di Obiettivo Ippocrate.

(fonte: Il Gazzettino, link all’articolo: clicca qui)

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Comunicato Stampa Associazione “Obiettivo Ippocrate” dopo audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato

Responsabilità professionale. Obiettivo Ippocrate: una congrua tutela per l’esercente la professione sanitaria è irrinunciabile per il diritto alle cure del cittadino

La convocazione dell’Associazione “Obiettivo Ippocrate” in Commissione Igiene e Sanità del Senato, a soli 30 giorni dalla sua nascita, dimostra la nostra credibilità e la nostra determinazione. Mai nella storia della Repubblica Italiana un associazione neonata aveva avuto un tale riconoscimento istituzionale ed una tale investitura ufficiale.
“Obiettivo Ippocrate” si pone come scopo principale quello di occuparsi della responsabilità professionale in campo medico. La questione è estremamente complessa e coinvolge molteplici ambiti, alquanto eterogenei, ed a volte tra loro in conflitto. Lo spirito che ci anima è fondamentalmente collaborativo e, pur coscienti della gravità drammatica per i cittadini, e per gli operatori sanitari in genere, dell’attuale situazione, ma soprattutto degli scenari futuri che si vanno delineando, la nostra volontà è di dare un apporto costruttivo se non alla soluzione della problematica almeno ad affrontarla e sviscerarla in maniera corretta.

In questo contesto non può non avere un ruolo fondamentale il Ddl Gelli attualmente in esame al Senato.
Come Obiettivo Ippocrate oggi in Commisione Igiene e Sanità del Senato abbiamo manifestato la nostra profonda preoccupazione per tre aspetti inseriti nel Ddl Gelli:

  • La possibilità di agire direttamente sull’esercente la professione sanitaria (medici, ostetriche, infermieri, tecnici sanitari), da parte del presunto danneggiato (comma 3 dell’art. 7, comma 2 dell’art. 9, comma 1 dell’art. 12), nell’ambito di un Servizio Sanitario Nazionale, in cui l’esercente la professione sanitaria ricopre un ruolo di pubblica necessità con un rapporto di dipendenza con il Servizio Sanitario.
  • La necessità del singolo esercente la professione sanitaria, anche dipendente del Sistema Sanitario Nazionale, di stipulare singolarmente una adeguata polizza assicurativa (comma 3 art. 10), abbandonando il singolo professionista ad interfacciarsi da solo, coi titani assicurativi nei confronti dei quali le stesse Aziende Sanitarie stanno facendo un passo indietro, pur avendo un potere contrattuale decisamente superiore. Attualmente le polizze proposte, siano esse di primo rischio o colpa grave, hanno durata annuale, con diritto di recesso unilaterale alla sola notifica di sinistro, con aumento esponenziale del premio assicurativo a seguito della sola notifica del sinistro, sempre che si riesca a trovare una compagnia assicurativa disposta a stipulare una nuova polizza. In tal caso che farà il medico? Smetterà di esercitare la professione?
  • Il concetto di autogestione assicurativa o autoassicurazione o autoritenzione del rischio, possibile per le Aziende del Servizio Sanitario Aziendale (comma 1 dell’art 10) che, al di là della reale e mera opportunità economica, tutta da dimostrare, ci lascia molto perplessi sulle reali competenze delle Aziende su una problematica che, in ambiti non solo sanitari, è sempre stata gestita da chi si dedica esclusivamente a questo. Esponendoci inoltre, questo tipo di autoassicurazione, ad una serie di rischi il più importante dei quali è quello di porci in una possibile posizione di conflitto di interesse, come controparte, con la stessa nostra Azienda, alla quale potrà essere arrogata la possibilità di azione di censura severa, per raggiungere il giudizio di colpa grave (ad oggi ancora senza chiara definizione) con l’intento di recuperare economicamente almeno una parte di quanto eventualmente esborsato.

E chiaro che, con questi presupposti il lavoro dell’esercente la professione sanitaria, non potrà essere svolto con serenità ed il primo a risentirne sarà il paziente, con aumento vertiginoso della medicina difensivistica, che diventerà presto “medicina astensionistica”, aumento della spesa, calo delle performance clinico-chirurgiche ed aumento della mortalità.
Partendo dal presupposto che il diritto all’assistenza sanitaria, dato che la salute in quanto tale non può purtroppo essere un diritto, ed il diritto ad un giusto ed equo indennizzo sono inalienabili ed intoccabili in una società civile, crediamo che servirà uno sforzo immane da parte di tutti per recuperare due concetti che costituiscono le fondamenta dell’atto medico nella sua nobiltà:

  • Il rapporto medico-paziente, al di là di regole e leggi, che giustamente devono esistere, si fonda sostanzialmente su un rapporto di fiducia reciproca.
  • Il paziente che più può denunciare non sarà mai un paziente più tutelato, perché l’approccio del medico sarà, anche solo a livello inconscio, influenzato da questa rincorsa al responsabile, al colpevole, all’indennizzo e quindi, soprattutto nelle situazioni più complesse, più difficili, di grigio, potrà accadere di scegliere di non fare, o di fare la cosa che espone meno il professionista, anche se in quella specifica situazione potrebbe non essere quella che dà maggiori possibilità al paziente.

Massimiliano Zaramella
Presidente “Obiettivo Ippocrate”
www.obiettivoippocrate.it

 

Roma, Senato della Repubblica 22 marzo 2016

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Responsabilità professionale. Serve una buona legge per cancellare la paura del medico

Gentile Direttore,
al termine dell’audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato di martedì 22 marzo scorso, la delegazione di “Obiettivo Ippocrate” (vedi foto), ha ricevuto gli apprezzamenti per i punti toccati durante il confronto, per il fascicolo tecnico-giuridico consegnato in Commissione sulle criticità del Ddl Gelli e le possibili modifiche emendamentarie.  Alcuni Senatori ci hanno anche detto che eravamo stati duri, ma hanno subito aggiunto che probabilmente andava fatto. Ecco il punto cruciale, il cuore di tutta la questione: qualcuno deve avere il coraggio, la conoscenza e soprattutto l’indipendenza da eventuali pressioni e la refrattarietà ad eventuali ripicche se non ritorsioni, per dire la verità e raccontare la realtà quotidiana ed i possibili futuri scenari nei quali potrebbero ritrovarsi gli esercenti la professione sanitaria (medici, ostetriche, infermieri, tecnici sanitari), ma soprattutto i malati e quindi tutti i cittadini.  La convocazione dell’Associazione “Obiettivo Ippocrate” in Commissione Igiene e Sanità del Senato, a soli 30 giorni dalla sua nascita, dimostra la nostra credibilità e la nostra determinazione. Mai nella storia della Repubblica Italiana un associazione neonata aveva avuto un tale riconoscimento istituzionale ed una tale investitura ufficiale.  “Obiettivo Ippocrate” si pone come scopo principale quello di occuparsi della responsabilità professionale in campo medico e inevitabilmente di tutte le professioni sanitarie. La questione è estremamente complessa e coinvolge molteplici ambiti, alquanto eterogenei, ed a volte tra loro in conflitto.  Lo spirito che ci anima è fondamentalmente collaborativo e, pur coscienti della gravità drammatica per i cittadini, e per gli operatori sanitari in genere, dell’attuale situazione, ma soprattutto degli scenari futuri che si vanno delineando, la nostra volontà è di dare un apporto costruttivo per affrontarla e sviscerarla in maniera corretta, con l’intento di arrivare ad una soluzione giusta ed equa per tutte le persone coinvolte.  Partendo dal presupposto che il diritto all’assistenza sanitaria, dato che la salute in quanto tale non può purtroppo essere un diritto, ed il diritto ad un giusto ed equo indennizzo sono inalienabili ed intoccabili in una società civile, crediamo che sia necessario uno sforzo immane da parte di tutti per recuperare due concetti che costituiscono le fondamenta dell’atto medico nella sua nobiltà:

· Il rapporto medico-paziente, al di là di regole e leggi, che giustamente devono esistere, si fonda sostanzialmente su un rapporto di fiducia reciproca.
· Il paziente che più può denunciare non sarà mai un paziente più tutelato, perché l’approccio del medico sarà, anche solo a livello inconscio, influenzato da questa rincorsa al responsabile, al colpevole, all’indennizzo e quindi, soprattutto nelle situazioni più complesse, più difficili, di grigio, potrà accadere di scegliere di non fare, o di fare la cosa che espone meno il professionista, anche se in quella specifica situazione potrebbe non essere quella che dà maggiori possibilità al paziente.

A completamento di questi due postulati va ribadita là necessità di riconoscere e garantire ai pazienti, cui spetta un giusto indennizzo, vie e percorsi snelli e veloci per ottenere quanto dovuto, in un contesto procedurale ed emotivo di collaborazione, per quanto possibile, costruttiva e serena, tra tutte le figure coinvolte, con l’obbiettivo di arrivare ad una nuova concezione e filosofia di indennizzo come di parte possibile, per quanto incresciosa e spiacevole, dell’atto sanitario, ribaltando così l’attuale pensiero di indennizzo come sinonimo di fallimento od imperdonabile errore medico.
In questo contesto non può non avere un ruolo fondamentale il Ddl Gelli attualmente in esame al Senato.
Come Obiettivo Ippocrate, in Commissione Igiene e Sanità del Senato, abbiamo manifestato la nostra profonda preoccupazione per quattro aspetti inseriti nel Ddl Gelli:

· La possibilità di agire direttamente sull’esercente la professione sanitaria (medici, ostetriche, infermieri, tecnici sanitari), da parte del presunto danneggiato (comma 3 dell’art. 7, comma 2 dell’art. 9, comma 1 dell’art. 12), nell’ambito di un Servizio Sanitario Nazionale, in cui l’esercente la professione sanitaria ricopre un ruolo di pubblica necessità, con un rapporto di dipendenza con il Servizio Sanitario.
· La sottrazione dell’azione di rivalsa esercitata dalle aziende del Servizio Sanitario Nazionale nei confronti dei propri dipendenti alla giurisdizione della Corte dei Conti, per attribuirla al Tribunale Ordinario, con l’introduzione di una procedura pericolosamente violativa del diritto di difesa dell’esercente la professione sanitaria (comma 3 dell’art 9,  comma 7 dell’art 9, anche in combinato disposto con la nuova procedura a cognizione sommaria delineata all’art. 8).
· La necessità del singolo esercente la professione sanitaria, anche dipendente del Sistema Sanitario Nazionale, di stipulare singolarmente una adeguata polizza assicurativa (comma 3 dell’art. 10), abbandonando il singolo professionista ad interfacciarsi da solo, coi titani assicurativi nei confronti dei quali le stesse Aziende Sanitarie stanno facendo un passo indietro, pur avendo un potere contrattuale decisamente superiore. Attualmente le polizze proposte, siano esse di primo rischio o colpa grave, hanno durata annuale, con diritto di recesso unilaterale alla sola notifica di sinistro, con aumento esponenziale del premio assicurativo a seguito della sola notifica del sinistro, sempre che si riesca a trovare una compagnia assicurativa disposta a stipulare una nuova polizza. In tal caso che farà il medico? Smetterà di esercitare la professione?
· Il concetto di autogestione assicurativa o autoassicurazione o autoritenzione del rischio, possibile per le Aziende del Servizio Sanitario Aziendale (comma 1 dell’art 10) che, al di là della reale e mera opportunità economica, tutta da dimostrare, ci lascia molto perplessi sulle reali competenze delle Aziende su una problematica che, in ambiti non solo sanitari, è sempre stata gestita da chi si dedica esclusivamente a questo. Esponendoci inoltre, questo tipo di autoassicurazione, ad una serie di rischi, il più importante dei quali, è quello di porci in una possibile posizione di conflitto di interesse, come controparte, con la stessa nostra Azienda, alla quale potrà essere arrogata la possibilità di azione di censura severa, per raggiungere il giudizio di colpa grave (ad oggi ancora senza chiara definizione) con l’intento di recuperare economicamente almeno una parte di quanto eventualmente esborsato.

E’ chiaro che, con questi presupposti il lavoro dell’esercente la professione sanitaria, non potrà essere svolto con serenità, ed il primo a risentirne sarà il paziente, con aumento vertiginoso della medicina difensivistica, che diventerà presto “medicina astensionistica”, aumento della spesa, calo delle performance clinico-chirurgiche e soprattutto aumento della mortalità. Abbiamo avuto la percezione che il Presidente della Commissione, Sen.ce De Biasi, il Relatore per il Ddl Gelli al Senato, Sen. Bianco, e tutti i membri abbiano compreso le nostre preoccupazioni di medici che lavorano quotidianamente in prima linea, a contatto con la malattia ma soprattutto con i nostri malati. Hanno preso atto della nostra ferma volontà di non voler abbandonare le specialità più a rischio e di continuare a fare il nostro lavoro anche in futuro, utilizzando, per ogni singolo malato, tutte le capacità professionali, il bagaglio di esperienza, le doti umane, anche oltre il dovuto ed il previsto, se servirà a dare anche una sola possibilità in più per salvare una vita. Ai politici diciamo che possono ridurci gli strumenti, gli spazi, ci possono ridurre numericamente, tutto questo ci metterà in grossa difficoltà ma non ci fermerà, se servirà come chirurgo opererò a mani nude su di una barella in un corridoio, se sarò l’unica e ultima speranza per il mio malato.   Ma se riusciranno ad insinuare, instillare la paura nelle nostre menti e nei nostri cuori allora sì riusciranno a fermarci, perché sapete cosa può fare la paura? La paura uccide, uccide la nostra professione ma soprattutto uccide i nostri malati.

Massimiliano Zaramella
Presidente “Obiettivo Ippocrate”

(fonte quotidianosanita.it)

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Il NO dei medici alle assicurazioni. Prime vie d’uscita

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La richiesta di modifica del decreto Gelli è arrivata da rappresentanti di 200 camici bianchi ospedalieri. “La caccia al colpevole non dà più tutele al paziente”. I portavoce di Obiettivo Ippocrate subito ricevuti in Senato (fonte: il Giornale di Vicenza).

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Inviate in Commissione Igiene e Sanità del Senato le priorità emendamentarie al Ddl Gelli per Obiettivo Ippocrate….(codice colori)

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5 giugno 2016 –

 

Illustri Onorevoli Senatori,
dopo l’Audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato, le memorie depositate in quella occasione, innumerevoli documenti inoltrati e gli incontri personali avvenuti con alcuni membri del Senato, visionate le proposte di emendamento presentate al Ddl Gelli circa la responsabilità professionale dell’esercente la professione sanitaria da numerosi Senatori, vogliamo manifestare il nostro apprezzamento per l’accoglimento di tutti i punti sollevati da Obiettivo Ippocrate nelle proposte emendamentarie. A completamento, ci permettiamo di allegare un elenco con quelle che riteniamo le priorità emendamentarie in una scala colore di importanza: dal verde (irrinunciabili), all’azzurro (necessarie), al grigio (auspicabili). Ribadiamo che tutte le modifiche rispondono alla necessità di tutelare ed assicurare due punti fondamentali, irrinunciabili e tra loro non scindibili in quanto facce della stessa medaglia:

il diritto alle migliori cure possibili per ciascuno di noi;

la necessità di compiere scelte ed atti in completa serenità, pur nella piena responsabilità, di ciascun esercente la professione sanitaria;

Solo garantendo questi principi non barattabili con nient’altro, ognuno di noi, ognuno di voi, avrà la certezza che verrà fatto tutto il possibile per la propria salute e quindi per la propria vita, anche nelle situazioni più difficili, in cui spesso la scelta, che potrebbe essere l’unica possibile, comporta il caricarsi sulle spalle un peso ed un fardello per il quale non potete lasciarci soli.

Massimiliano Zaramella
Presidente Obiettivo Ippocrate

 

File contenente le proposte emendamentarie al DDL Gelli: Proposta priorità emendamenti Senato Ddl Gelli da Obiettivo Ippocrate

 

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14.07.2016 – Obiettivo Ippocrate torna al Senato

Segnali positivi in previsione dei futuri emendamenti. Sono sei gruppi parlamentari che hanno presentato i nostri emendamenti al DDL Gelli…..sempre più forti!

 

Senato-luglio-2016

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Obiettivo Ippocrate pronto alla discussione del Ddl Gelli nell’aula del Senato (lettera indirizzata al Presidente del Consiglio ed ai Senatori) – 06.11.2016

– FIGLI DI UN DIO MINORE –

Illustre Presidente del Consiglio,
Illustri Onorevoli Senatori,

Vi allego l’art. 2 del decreto del Ministero della Giustizia del 22 settembre 2016 (in G.U. n. 238 dell’11 ottobre 2016)-“Condizioni essenziali e massimali minimi delle polizze assicurative a copertura della responsabilità civile e degli infortuni derivanti dall’esercizio della professione di avvocato”.
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Vi sfido a trovare qualcosa che solo si avvicini a questo nel Ddl Gelli sulla responsabilità professionale dell’esercente la professione sanitaria.
Vi esorto in sede di discussione del Ddl nell’aula del Senato a porre rimedio a questa intollerabile mancanza, rendendo giustizia ed equità a tutti coloro che lavorano nella sanità e soprattutto ai cittadini e pazienti (presenti e futuri), il diritto alla migliore tutela legale è sacro ma lo è almeno altrettanto il diritto alle migliori cure possibili.
Inguaribilmente fiduciosi nelle istituzioni e fermamente vigili,
Un cordiale saluto,

Massimiliano Zaramella
Presidente Obiettivo Ippocrate
www.obiettivoippocrate.it

 

Qui di seguito il Decreto del 22 settembre 2016 (G.U. 238 del 11.10.2016) :

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