Testimonianza di un collega cardiologo

PROFILI CRITICI DELLA CITAZIONE DIRETTA.

Sono un cardiologo che opera presso una struttura pubblica. Mi è sempre stato detto che come dipendente pubblico avrei risposto dei danni cagionati ai miei pazienti solo in caso di accertata mia colpa grave. Alla prova dei fatti questa affermazione si è rivelata inesatta. Mi è capitato infatti di essere citato direttamente da un paziente e condannato in solido con la mia Azienda a risarcire il danno. Preciso che sono stato condannato senza approfondire assolutamente se il grado della mia colpa aveva assunto il profilo di “grave”. In aggiunta in questi giorni sto rischiando di subire l’esecuzione della sentenza a seguito di un comportamento passivo della mia Azienda. Alla faccia della responsabilità limitata alla colpa grave!

Mi chiedo ora se  veramente il DDL Gelli, quando sarà legge, saprà tutelare gli operatori sanitari in coerenza con la nuova regola. Lei che ne pensa?

Personalmente mi sono sempre stupito ed anche rammaricato per quello che Lei sta evidenziando, ho infatti sempre valutato questo fatto una “stortura”. I giuristi semplicizzano chiarendo che il terzo interessato è estraneo al “patto tra Stato e pubblico dipendente” riguardo la limitazione della responsabilità alla colpa grave. Su questa base, aggiungono, è corretto il fatto che il medico risponda nei confronti del terzo ai sensi del codice civile, salvo poi l’applicazione di quanto previsto circa la colpa grave.

Spero ora che questo aspetto verrà chiarito in sede di stesura finale del DDL evitando auspicabilmente di ricorrere, come troppo spesso accade, al giudizio interpretativo.

 

Ennio Profeta – consulente SanitAssicura

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