Dicembre 2018 archive

Via gli sciacalli della Sanità: firma la petizione

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Spot con la Bonaccorti su risarcimento danni per malasanità: Coas medici contro la Rai (fonte Quotidianosanita.it):
27 DIC – “La tutela della salute e dei diritti di tutti i pazienti è anche una nostra priorità, ma lo spot della signora Enrica Bonaccorti proposto dalla Rai rischia di peggiorare un clima già pesante ed avverso nei confronti dei medici che lavorano negli ospedali pubblici. Sarebbe stato bello se lo spot avesse raccontato che il Ssn riceve sempre meno risorse, che manca personale e che spesso i nostri colleghi lavorano in condizioni impossibili. Ancora meglio sarebbe stato se lo spot avesse contestualmente denunciato il fatto che quasi ogni giorno un medico viene aggredito negli ospedali italiani”. E’ quanto dichiara Alessandro Garau, segretario generale del Coas Medici dirigenti in una nota.
“Si rischia di imbarbarire e peggiorare e amplificare – aggiunge Garau – in pejus il clima di diffidenza verso la sanità e i medici pubblici, a tutto vantaggio delle Assicurazioni e della Sanità privata. Un altro grave colpo alla sanità pubblica, che favorisce in questo modo l’esodo dei medici verso il privato ed i suoi sistemi assicurativi. Gli effetti negativi si potranno valutare negli anni”.

“Obiettivo dignità”: Fnomceo lancia petizione online contro gli spot che sollecitano risarcimenti danni in ambito sanitario
28 DIC – Una petizione online per chiedere al Ministro della Salute, Giulia Grillo, di sollecitare l’adozione di strumenti di controllo preventivo, al fine di evitare che messaggi distorti, veicolati su canali pubblici, arrechino danno al Servizio sanitario nazionale, che, nonostante tutte le difficoltà, assicura elevati livelli certificati di tutela della salute e di assistenza ai cittadini”. È quanto si legge in una nota della Fnomceo.
“È questo il primo intervento messo in atto dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, come reazione alla messa in onda, anche sulle reti Tv della Rai, del nuovo spot di una società nota per intentare – e sollecitare – azioni di rivalsa, anche temerarie, verso il Servizio sanitario nazionale da parte di pazienti che non si ritengano soddisfatti delle prestazioni ricevute. L’appello – prosegue la nota -, pubblicato nella tarda serata di ieri sulla piattaforma avaaz.org, che rilancia appelli internazionali a tutela dei diritti umani, ha già raggiunto in poche ore quasi 3000 adesioni di medici, pazienti, cittadini, opinion leader”. Adesioni che crescono a vista d’occhio e che nel frattempo sono raddoppiate.
“Inutile sottolineare l’allarmismo ingiustificato che simile messaggio ha destato nei cittadini e negli operatori, amplificato dalla diffusione su reti pubbliche – scrive il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, nella petizione -. L’effetto perverso del messaggio non è solo quello di ‘procurare’ clienti alla srl, ammesso che per una srl sia davvero un effetto perverso, ma anche quello di incentivare il ricorso alla medicina difensiva come meccanismo di tutela nell’esercizio della professione da parte dei medici”.
“Purtroppo, in questo modo, si determina nella classe medica la perdita della serenità indispensabile per effettuare le scelte terapeutiche in favore dei pazienti – continua il presidente nel suo appello al Ministro -. Ne deriva, soprattutto, un discredito immeritato per la classe medica che ogni anno per assicurare il funzionamento del Ssn, a causa delle gravissime carenze strutturali e di personale, è costretta a effettuare 15 milioni di ore di straordinario non pagato (fonte Anaao)”.
“Pertanto – conclude – si chiede che siano attivati tutti gli strumenti di controllo e di repressione degli illeciti, ove ravvisati, a disposizione del suo Ministero”.
“Invitiamo tutti a firmarla e a condividerla – dichiara oggi il presidente Anelli -. Si tratta di una battaglia di civiltà che va condotta tutti insieme, medici, operatori, cittadini, con l’appoggio delle Istituzioni. Siamo tutti dalla stessa parte: noi medici, che curiamo i nostri pazienti nella maniera migliore, vicariando anche le lacune strutturali del sistema; i pazienti, che hanno diritto alle cure e, nel caso di danni reali, anche a un giusto risarcimento; le Istituzioni, che hanno il dovere di tutelare il nostro Servizio sanitario, tra i migliori al mondo, da chi mette in atto danni che non sono solo di immagine. È profondamente ingiusto, oltre che pericoloso per la sostenibilità del sistema, che risorse finanziarie, già scarse, vengano ulteriormente erose da cause temerarie”.

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“Obiettivo dignità”: Fnomceo lancia petizione online contro gli spot che sollecitano risarcimenti danni in ambito sanitario

28 DIC – Una petizione online per chiedere al Ministro della Salute, Giulia Grillo, di sollecitare l’adozione di strumenti di controllo preventivo, al fine di evitare che messaggi distorti, veicolati su canali pubblici, arrechino danno al Servizio sanitario nazionale, che, nonostante tutte le difficoltà, assicura elevati livelli certificati di tutela della salute e di assistenza ai cittadini”. È quanto si legge in una nota della Fnomceo.

“È questo il primo intervento messo in atto dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, come reazione alla messa in onda, anche sulle reti Tv della Rai, del nuovo spot di una società nota per intentare – e sollecitare – azioni di rivalsa, anche temerarie, verso il Servizio sanitario nazionale da parte di pazienti che non si ritengano soddisfatti delle prestazioni ricevute. L’appello – prosegue la nota -, pubblicato nella tarda serata di ieri sulla piattaforma avaaz.org, che rilancia appelli internazionali a tutela dei diritti umani, ha già raggiunto in poche ore quasi 3000 adesioni di medici, pazienti, cittadini, opinion leader”. Adesioni che crescono a vista d’occhio e che nel frattempo sono raddoppiate.

“Inutile sottolineare l’allarmismo ingiustificato che simile messaggio ha destato nei cittadini e negli operatori, amplificato dalla diffusione su reti pubbliche – scrive il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, nella petizione -. L’effetto perverso del messaggio non è solo quello di ‘procurare’ clienti alla srl, ammesso che per una srl sia davvero un effetto perverso, ma anche quello di incentivare il ricorso alla medicina difensiva come meccanismo di tutela nell’esercizio della professione da parte dei medici”.

“Purtroppo, in questo modo, si determina nella classe medica la perdita della serenità indispensabile per effettuare le scelte terapeutiche in favore dei pazienti – continua il presidente nel suo appello al Ministro -. Ne deriva, soprattutto, un discredito immeritato per la classe medica che ogni anno per assicurare il funzionamento del Ssn, a causa delle gravissime carenze strutturali e di personale, è costretta a effettuare 15 milioni di ore di straordinario non pagato (fonte Anaao)”.

“Pertanto – conclude – si chiede che siano attivati tutti gli strumenti di controllo e di repressione degli illeciti, ove ravvisati, a disposizione del suo Ministero”.

“Invitiamo tutti a firmarla e a condividerla – dichiara oggi il presidente Anelli -. Si tratta di una battaglia di civiltà che va condotta tutti insieme, medici, operatori, cittadini, con l’appoggio delle Istituzioni. Siamo tutti dalla stessa parte: noi medici, che curiamo i nostri pazienti nella maniera migliore, vicariando anche le lacune strutturali del sistema; i pazienti, che hanno diritto alle cure e, nel caso di danni reali, anche a un giusto risarcimento; le Istituzioni, che hanno il dovere di tutelare il nostro Servizio sanitario, tra i migliori al mondo, da chi mette in atto danni che non sono solo di immagine. È profondamente ingiusto, oltre che pericoloso per la sostenibilità del sistema, che risorse finanziarie, già scarse, vengano ulteriormente erose da cause temerarie”.

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E se la centralità non fosse del malato? (fonte: Quotidianosanita.it)

13 DIC – Gentile Direttore,
l’ultimo articolo del Prof. Cavicchi, circa la centralità del malato in sanità, oltre ad insegnarmi una nuova parola come “truismo”, mi ha infastidito nell’intimo in quanto ha risvegliato un pensiero che mi frulla in testa ormai da tempo. La mia esperienza personale, con le difficoltà quotidiane dei professionisti sanitari (medici, psicologi, infermieri, tecnici sanitari), nonostante la stima che nutro per la lungimiranza rivoluzionaria del Prof. Cavicchi, mi porta ormai a ritenere l’assioma della centralità del malato in sanità come fallimentare se non addirittura sbagliato.
 
Sono estremamente cosciente di ciò che affermo e sono convinto di poterlo sostenere con la coscienza pulita di chi, ancora prima di iniziare gli studi di medicina, ha sempre pensato al valore etico e sociale della nostra Professione, mantenendo tale convinzione durante il corso di laurea, la scuola di specializzazione ed i vent’anni di professione che mi porto sulle spalle.

Il valore non solo del malato, ma in generale di ogni singolo individuo, non è solo una stella polare del mio intelletto e del mio mondo emozionale, sarebbe troppo facile, è una pratica quotidiana faticosa ed a volte magari maldestra, ma cosciente e convinta.

Eppure, nonostante questo, vedo col passare degli anni sempre più mortificato chi lavora in sanità; aumentano le distanze tra noi ed i nostri pazienti, la fiducia e l’alleanza hanno lasciato spazio alla diffidenza, alla conflittualità, all’arroganza e naturalmente al contenzioso.

Eppure sono ormai anni ed anni che tutti ci riempiamo la bocca di “truismi”: il paziente al centro, l’autodeterminazione del malato, la comunicazione medico-paziente, l’alleanza terapeutica, la condivisione del percorso terapeutico. Nonostante ciò tutto sta andando a rotoli e la sanità è ormai allo sfascio.

Ergo stiamo sbagliando, la strada non è questa! La soluzione credo stia nella capacità di guardare da dove arriviamo e dove siamo, che ci piaccia o no.

La trasformazione dei nostri ospedali in aziende ha modificato le fondamenta non solo strutturali ed organizzative della sanità, ma anche il nostro modo di lavorare e curare (il prendersi cura sarebbe un truismo “à la mode” più adeguato). Forse a molti di noi questo rincorrere o meglio scimmiottare il mondo imprenditoriale, la logica del business non piace, ma ormai qui siamo.

Allora se la sanità deve reggersi sui principi, sui valori(?), sulle dinamiche imprenditoriali facciamolo, ma facciamolo bene, in linea con i tempi e la modernità del mondo imprenditoriale!

Sono decenni ormai che chi fa impresa, chi è nel commercio non utilizza più il concetto del “cliente ha sempre ragione”, che “il cliente viene prima di tutto”, che il “cliente è il centro del business”, la vera risorsa su cui investire sono i dipendenti, i lavoratori, se sono motivati e valorizzati i primi ad avvantaggiarsene sono proprio le aziende ed i clienti.

Ma allora perché la sanità-azienda non va’ a passo con i tempi e invece di riportare i modelli moderni virtuosi, efficaci ed efficienti del mondo imprenditoriale, ricicla anacronisticamente un modello ormai riconosciuto vetusto e fallimentare nei paesi industrializzati? Per me è un vero mistero.

Ma secondo Lei un professionista valorizzato, motivato, messo nelle condizioni migliori possibili per fare il proprio lavoro a chi porterebbe grandi vantaggi? Secondo me ai malati in primis ed alle aziende sanitarie inevitabilmente.

Voglio infine svelarvi il segreto di Pulcinella: ai malati ed alle persone in generale non interessa essere al centro della sanità, anzi per ragioni facilmente intuibili ne vorrebbe stare proprio al di fuori se non in posizione defilata. Ciò che la gente nel momento del bisogno cerca sono risposte e soprattutto aiuto, il resto sono chiacchiere con le quali, soprattutto chi non lavora nella sanità,  cerca di riempire un vuoto imbarazzante e vergognoso.

Quindi il problema non è più, e forse non è mai stato, se il paziente sia o meno al centro della sanità, ma capire se c’è la volontà, la capacità e lo spessore di chi ci governa e di chi programma la sanità di trovare soluzioni vere o di continuare in questo teatrino dell’assurdo.

Massimiliano Zaramella
Presidente Obiettivo Ippocrate

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Chirurghi in Italia? Ne resterà soltanto uno (fonte: Quotidianosanita.it)

10 DIC – Gentile direttore,
ho letto l’interessante articolo pubblicato a pg 14-15 del Resto del Carlino Nazionale, di oggi, inerente la carenza di chirurghi negli ospedali. Purtroppo è tutto vero,in Italia mancano e mancheranno i chirurghi e l’unico quotidiano, sia cartaceo che on line, che ha ripetutamente sottolineato il problema della carenza di chirurghi è stato il suo, purtroppo “vox clamantis in deserto”!

Le cronache ci raccontano di giovani medici che non vogliono intraprendere l’attività chirurgica, di specialisti che si licenziano o si autodimettono prima di aver raggiunto l’anzianità contributiva utile ai fini della quiescenza e questo perché?

Come più volte denunciato dalle nostre società scientifiche chirurgiche, dalla Fnomceo, dai sindacati di categoria, la causa del drammatico esodo dei medici è legato alle condizioni lavorative equiparabili ai forzati della Cayenna, con turni di guardia massacranti, ferie non godute, milioni di ore di straordinario non pagate, turni di riposo giornalieri/settimanali saltati, contravvenendo a normative europee e nazionali, un contratto fermo al 2010…. a questo punto e solo a questo punto,la politica si sveglia e afferma che è indispensabile rimpinguare gli organici medici?

Ma ci state prendendo in giro? Solo ora vi accorgete che mancano all’appello personale medico nelle branche chirurgiche e nell’emergenza-urgenza, per non parlare della medicina territoriale?

Perchè i vari governi che si sono succeduti non hanno considerato come lavoro usurante quello svolto dal chirurgo, a differenza del lavoro svolto dalle ostetriche e degli infermieri turnisti di sala operatoria?

Vogliamo parlare dei medici over 55 enni che dovrebbero essere esonerati dai turni di guardia notturni, come da direttive CEE, ma questa direttiva non viene mai ottemperata dalle aziende sanitarie,costringendo a lavorare anche oltre le 60-70-100 ore settimanali?

 E poi mi parlate di errori medici e malpractice? Ma fatemi il piacere! Vi chiedo, vi fareste operare da un chirurgo stanco, stressato o demotivato? Io no!
Mi parlano di rimpolpare gli organici, adesso che i buoi sono scappati e che nessuno vuol più fare il chirurgo ? Dove eravate 10 anni fa,quando tutte le associazioni chirurgiche vi avevano avvertito della mancanza di specialisti? Lo sapete che le scuole di specializzazione in ortopedia non ricoprono i posti che rimangono drammaticamente liberi? Lo sapete che al Maggiore di Bologna i bandi in ortopedia vanno vuoti, così come in Veneto,Toscana,Puglia etcc..da nord a sud,con i posti chirurgici che non vengono ricoperti!

Fra 5 anni mancheranno 40.000 medici e ci sarà un esodo di 5.000 specialisti, tra universitari e ambulatoriali, come da più parti denunciato e questo comporterà non assicurare i servizi nelle seguenti branche: pediatria, ortopedia,chirurgia generale, ginecologia, medicina interna, con tagli ai PL e,quindi, ai reparti con conseguenze drammatiche per l’assistenza.

Ciò che mi fa imbestialire è che se ne accorgano solo adesso, quando tutte le sigle sindacali e tutte le associazioni di categoria, lo “urlavano” da anni, ma sono state state Cassandre inascoltate.

Qualcuno avverta chi amministra la Sanità che l’esecuzione di atti chirurgici, la capacità di decidere in tempi brevi, particolarmente in sala operatoria e nelle aree di urgenza emergenza, necessita di destrezza, resistenza, possesso di equilibrio mentale ed emotivo superiore alla norma, che non hai se non osservi adeguati turni di riposo giornalieri, settimanali, mensili, annuali e se non sei adeguatamente motivato e gratificato eticamente e economicamente.

Inoltre, il blocco del turn over nel SSN ha rallentato il ricambio generazionale e con esso il trasferimento di conoscenze e delle capacità tecniche, vi ritroverete con le corsie piene di pazienti ma vuote di medici,considerato che l’età media attuale degli ospedalieri è 54 anni, ossia la più alta nel panorama mondiale!

Ora siamo considerati i paria della Sanità, i nuovi schiavi che possono essere aggrediti, picchiati, vessati come nuovi servi della gleba, ma la profezia dice che ne rimarrà uno solo, non di Highlander, ma di chirurghi!

Meditate gente,meditate!

Dr.ssa Mirka Cocconcelli
Chirurgo ortopedico
Bologna
Socio onorario di obiettivo Ippocrate 

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